A ben sei anni di distanza dall’ apprezzato “le luci di hessdalen” tornano i nostrani Argine con un lavoro che dipinge con acquerelli delicati l’autunno, rubandone i colori e straziandone l’essenza , incastrandola a perfezione in un mosaico come sempre dai connotati delicati e sognanti.
“Umori d’Autunno” è una fotografia che racchiude in se stessa tutta l’essenza dell’autunno , rubandone i profumi , deviandone i colori e ridipingendone gli orizzonti con acquerelli dai toni candidi e delicati . Le novembrine sonorità custodite gelosamente in questo diario del tempo vengono esposte attraverso delicati bagliori dal sapore neo-folk intimista mantenendo così appieno i connotati dal sapore storico-culturale che da sempre contraddistingue la band guidata dal dotto Corrado Videtta e dal menestrello dei langui sapori Edo Notarolberti.
Delicatezza intimista e neo-folk dal retrogusto spiccatamente noir si intrecciano nelle prime tracce dell’album che assume connotati storici nella criptica novecento , sognanti in risveglio e quelli desolanti e malinconici in lontano. Le liriche sembrano essere incise a fuoco e come sempre risultano essere uno dei punti di forza della band. I testi intrisi di vino vivono e sospirano tra gli esuli e spogli alberi e nel forte profumo di castagne, riuscendo appieno a descrivere una stagione dove malinconia è regina e danza attraverso camini scoppiettanti e fuochi ardenti.
Un’opera immutata nelle liriche ma che risulta innovativa a dimostrazione di come il progetto Argine nei suoni. I veri mutamenti di questa ultima fatica sono ben rintracciabili nelle venature carminie dal gusto spiccatamente pop con azzeccati innesti di stampo prettamente elettrico .
In Dicembre si può assistere all’inchino delle sonorità crepuscolari vicinissime al neo-folk della mittleuropa tanto care ai nostri con quelle “innovative”, per la band ovviamente , di stampo assolutamente più movimentato e di appeal più vicino al pop . Si assiste così ad un valzer popolare fatto di litanie alchemiche dove la voce di Corrado si lega a perfezione a quelle pop più movimentate , capaci di donare apprezzabili ed improvvise accelerazioni al platter.
Un disco che mantiene inalterate le miscele alchemiche culturali ,sincere e genuine che da sempre è sinonimo di Argine ma che dimostra come la band non sia rimasta statica durante questi lunghi sei anni. Il certosino lavoro nel descrivere e nel ricercare , attraverso suoni e liriche, il nostalgico autunno è rasente il perfetto dimostrando ancora una volta di essere uno dei gruppi più attenti e più delicati del panorama folk di respiro internazionale.
L’ ennesima prova di maturità di un gruppo che non necessita di presentazioni ma che chiede di essere vissuto e di essere ascoltato. Toglietevi il cilindro dunque , liberate la mente ed accendete il cuore ed esortate i rinchiusi spiriti dei ricordi a rompere le catene delle tenebre ed a mostrarsi alla luce di un fuoco dal sapore e dall’ umore d’autunno .