Buon mix tra riff industrial alla Rammstein e Stoneman, vocals distorte e cattivone con inserti di sampler che fanno tanto Rob Zombie-style come nell’opener “Upon a time”,e qua e la spunta una vena Gothic rock alla 69 eyes di “Blessed be” con il cantato pulito alla My Dying Bride-style (la notevole “Little Gothic”) venato da elettronica alla Blutengel (“Molly’s web”)
Bella l’idea di alternare i due tipi di vocals “angelo dannato-demonio growl” anche se i riff a volte si paludano in ripetitivitè (come in “Molly strange”). Un’idea che puè² essere ultermente potenziata con l’inserto -senza abusarne!- di cori, anche femminili. Figo l’incipit di “Some sick dream”, bella rilettura del classico marchio è la Bauhaus aggraziato dalla voce declamatoria (ma aleggia anche lo spettro dei Tiamat di “Wildhoney”).
Chiude il cd la laibachiana “Cradle” che si apre con una sorta di “discorso politico da dittatore che arringa la folla” le cui urla sono modulate da synth e un bel riffone cattivone industrial metal! Gruppo forse finito nel dimenticatoio ma che merita una riscoperta: forse non epocali, ma decisamente piacevoli.
Immaginate un cocktail tra il Manson dei “bei vecchi tempi andati” di “Antichrist Superstar”(yes, proprio quello di canzoni memorabili come “The beautiful people” o “Tourniquet”) Rammstein, Stoneman e un pizzico di electro alla Blutengel e otterete questo mini cd.
Seraphim Shock – Nightmares for the banished
