11 canzoni in bilico tra l’ attitudine cantautoriale di Leonard Cohen, Madrugada ed il fascino Gothic Rock di stampo moderno di gruppi alla Bloody Mary ed ai Lacrimas profundere.
Già dall’opener Somewhere con riverberi sonori di matrice Shoegaze irrobustiti ( i Nostri si rifanno più allo Shoegaze di scuola Spaceman 3, che non a quello più dreamy) puntando tutto sull’emotività viscerale e attanagliante, sfacciata e diretta ( da notare la copertina: un marasma policromatico che rimanda a un’ Action Painting violenta gettata con il rosso cupo che si infrange verso toni marini e violastri).
Profonde e sexy anche le vocals ( suggerisco alla band di osare e di inserire anche dei cori a 2 voci, rintracciabili nei pezzi più chitarristici! )
Everything is not forever si pone nell’esatto centro tra i Sisters of mercy di Black planet, addolciti però da vocals meno tombali, e sicuramente ci risulta come un pezzo che può candidarsi come una perfetta hit sullo stile (già vincente) dei Bloody Mary (e venitemi a dire se Everything is not forever non fa piazza pulita di quell’infamia spacciata per Gothic Rock targata ultimi 69 eyes)
Fight for yourself , altro pezzo catchy, ritmo serrato, gran belle cavalcate di assoli contraddice il pezzo malinconico seguente (siamo dalle parti dei Cure di Bloodflowers) Against myself, liquido, dimesso, emozionale, con gocce di riff disciolte, vocals recitate e sussurrate (che ammantano di fascino e seduzione…) come in Twenty years ago, altra ballata tormentata che porta allo stremo una chitarra, tirandola allo spasimo (dà molto l’idea di sanguinante e sofferta).
Anche in Winter light l’atmosfera delle track precedenti viene diluita (mi hanno riportato in mente i Placebo di song come in the cold light of morning ) ed aleggiano a fantasmi ed a ectoplasmi sonori che ondeggiano su scale circolari di note.
Only one will survive altro pezzo Gothic di scuola Lacrimas profundere, (ma qua e la saltano fuori anche dei rimandi ai Sentenced degli album Crimson e Down …tra l’altro i DVQ inseriscono le vocals differite e filtrate, geniale!!) un punto di forza della band, quindi, la giusta alchimia tra parti più malinconiche ed oniriche e parti più tirate e adrenalitiche.
In your bedroom è un altro pezzo fumoso e torbido, con tutti i feedback Shoegaze appesantiti e una chitarra miagolante che avvicina la band anche a un certo Stoner Doomeggiante (pur non raggiungendo la pesantezza tombale dei Saint Vitus, che spessissimo usavano chitarre miagolanti, ma nel caso dei DVQ l’atmosfera della canzone ne guadagna in termini di immediatezza).
Questo retrogusto Stoner va però a mio parere considerato ibridato ai Cure di Bloodflowers (Staying alive è un pezzo cureiano al 100% anche se secondo me qui le vocals sono troppo leggerine..di grande effetto il recitato!)
Tipicamente dreamy anche Keep away from me (anche se io gradisco pezzi più irrobustiti) sullo stile di 1979 degli Smashing Pumpkins.
La meravigliosa A snake on the ground brilla come una gemma degna dei Foresta di ferro, e non solo, concedetemi di associarla anche ai Death in June più malinconici. è una splendida ballata di struggente Neo Folk.
DA BRIVIDI.
Come detto in sede d’intervista, molte canzoni di questo cd in fatto di “emotività Oscura” demoliscono taaaanta paccotiglia che fighetti con eyeliner e smalto nero ci propinano come Musica Oscura.
Riporto i contatti della band.. che vuole farsi sentire anche in sede live!
Quindi se siete curiosi e volete supportarli…!
alessandrograssini@gmail.com
inoltre la band dispone di un sito internet a nome DVQ e alcuni pezzi sono disponibili su Youtube.
Lunaria
Gothic Rock
2011
Dorothi Vulgar Questions