Progetto davvero ambizioso, che lascia davvero senza parole.
Di fatto, si tratta di una serie di vinili dei quali l’artista Veronica Azzinari ha realizzato trenta copertine diverse, con incisioni a secco, riprodotte manualmente in serie di dieci stampe ciascuna, per rendere unica ed irripetibile ogni singola confezione del disco, presso l’Opificio Della Rosa di Montefiore Conca (Rimini).
L’Opera esce per le etichette Anemic Dracula e Corpoc, che ne cura anche una complessa lavorazione serigrafica sperimentale a base di ceneri.
Vediamo qualche nota biografica:
Il progetto La Morte nasce all’inizio del 2012 quando Riccardo Gamondi (Uochi Toki) chiede a Giovanni Succi (Bachi da Pietra) una selezione di letture da sonorizzare con l’elettronica. Succi delinea idea, tema e nome del progetto che nella primavera del 2012 è alle prime sessioni di registrazione delle voci al Fiscerprais Studio.
Sulle letture interviene poi Gamondi, selezionandole a sua volta in base alla propria ispirazione e componendo su di esse parti da campionamenti e field recording.
Attraverso la voce e l’elettronica il progetto propone pagine sparse della letteratura occidentale dal medioevo ad oggi in prosa (con la sola eccezione per i versi di Iacopone da Todi) sul tema della morte.
Altri collaboratori oltre a Riccardo Gamondi (elettronica, field recording) e Giovanni Succi (antologia, voci), sono Teresa Tondolo (violino), Viola Mattioni (violoncello) e Lucio Corenzi (contrabbasso, registrati nella cappella del Cimitero Comunale di Saludecio presso Rimini).
Di base, si tratta di Dark Ambient minimale (sullo stile di Schloss Tegal/Band of Pain), dall’effetto mortifero e narcolettico, sulla quale recita una voce ora sfiancata, ora rassegnata, ora sussurrata.
Sentite cosa dichiara la band:
“La morte pareggia i destini accomunando tutti i nati ad un esito identico. Tutti muoiono.
Quindi anche noi? Non oggi, non domani… Prima o poi. Come hanno reagito a questa clamorosa scoperta altri esseri umani in carne ed ossa? Di certo nessuno ha mai lasciato detto cosa accada esattamente in quell’istante, né tanto meno dopo.
Paradossale: l’unico destino comune a tutti, non è condivisibile con nessuno.
Implicitamente alla base di tutta l’operazione si cela forse un altro aspetto paradossale dell’umana esistenza, ossia il fatto che possa essere la morte a restituire vivo e pulsante il medium letterario; qui attraverso l’agire sonoro.”
Opera artistica che, a mio parere, si rivolge ad una limitatissima cerchia di ascoltatori-collezionisti, per il suo essere elitario e d’avanguardia.
Se vogliamo, in questo “esperimento”, del tutto irripetibile e unico, le barriere tra Musica e Letteratura vengono sorpassate: l’una si tramuta nell’altra cosa, e viceversa.
Certo, non può lasciare indifferenti la recitazione di alcune frasi (come nel Lato B) sulla defecazione o sulla putrefazione…
“L’Angoscia del presente si chiama futuro. L’Angoscia di oggi si chiama Domani. E l’Angoscia delle Angosce, quell’Angoscia elevata alla potenza che potremmo chiamare anisetà, l’Angoscia diffusa e infine estrema, si chiama La Morte…sempre di volta in volta Danzatrice Macabra, che recita nenie, Amante Assassina, Comandante…” (Vladimir Jankélévitch)
Lunaria
Ambient
2012
La Morte