Nuovissimo nome esordiente della scena Dark Ambient italiana! Diamo la parola a questo musicista, che ci parla di tutto ciò che ruota attorno a Capricorn 12!
1) Ciao e benvenuto! Presentati ai nostri lettori!
Salve, – ho cominciato a fare musica elettronica con il nome ‘Capricorn 12’ circa 3 anni fa – in precedenza avevo, per un paio d’anni, ‘giocato’ con suoni vari, pads atmosferici che assemblavo in maniera ‘do it yourself’ per divertirmi…creando brani atmosferici, evocativi, molto semplici e senza troppe pretese;
a un certo punto mi è venuta voglia di provare a creare qualcosa di più ragionato e personale, pur sempre nell’ambito di un canone dark ambient e così ecco creato il ‘progetto’ Capricorn 12 che definirei musica elettronica oscura, con suoni fluttuanti, lugubri e spettrali, opprimenti, ma in maniera sottile e inquieta.
2) Perché hai scelto come monicker “Capricorn 12”?
Semplicemente perchè sono nato a dicembre e capricorno è il mio segno – mi ritrovo in molte della caratteristiche che si attribuiscono a questo segno: pessimismo, riservatezza, sensibilità unita a un’ apparente freddezza e un certo carattere difficile…
è un segno dominato dal pianeta Saturno e infatti non a caso un brano da me composto si intitola Saturn’s Warning…
Devo aggiungere però che la mia prima scelta per il nome del ‘gruppo’ (in realtà una one-man band) era Pharmakon, che in greco significa sia ‘farmaco’ che ‘veleno’: mi piaceva questa dualità, che ben si accordava con la musica che faccio: da un lato oscura e inquieta, ma dall’altro con un potere curativo e catartico, almeno per me…; (con tale moniker avevo anche registrato 4 anni fa circa un demo, che non ho mai messo in circolazione, essendo ancora troppo primitivo ed elementare) purtroppo poi ho scoperto che esisteva già una ragazza di New York che faceva musica noise/industrial con tale monicker e così ho dovuto lasciar perdere e optare per un altro nome: Capricorn 12, appunto. Mesi fa questa tizia, Pharmakon, era venuta in concerto qui a Milano, ma per vari impegni non sono riuscito ad andare a vederla….
3) Prima di parlare del debut cd, puoi riepilogare il tuo “curriculum vitae”? Come hai conosciuto questo genere di musica così spettrale e solitario, primi approcci ed esperimenti, ecc.
Ho cominciato 20 anni fa esatti ad ascoltare queste sonorità…era tempo che mi andava stretto l’ascolto di musica metal e volevo qualcosa di diverso, che coniugasse aggressività e atmosfera;
già all’epoca non disdegnavo cd o anche semplici cassette registrate dalla radio (sopratutto Radio 3) di compositori moderni come Franco Donatoni, Ligeti, Stockhausen, ma mi ‘servivano’ dei musicisti che unissero atmosfera a potenza e rumore…
Era da tempo che nei vari flyers, cataloghi di mail order ecc. trovavo riferimenti alla musica noise/industrial e in particolare alle etichette Cold Meat Industry/Tesco/Slaughter Productions ecc. e così incuriosito ho cominciato con i primi dischi di Archon Satani, Brighter Death Now e le streghette norvegesi Aghast: una rivelazione! Ho smesso di colpo con il metal e mi sono tuffato in questo genere, in tutte le sue varie sfumature: la cosa strana è che più passano gli anni e sempre più, anzichè ‘calmarmi’, apprezzo le cose noise-oriented…
4) Ora esponi tutto quello che c’è da dire al riguardo della genesi di “Sometimes I Dream about Lilith”… Lilith tra l’altro è un personaggio che non smetterà mai di ispirare uomini e donne! Sei affascinato da questa figura? Cosa rappresenta per te Lilith?
Tra l’altro, mi incuriosisce anche quel “capricorno meccanico” che campeggia sul cd… Ha qualche significato particolare?
Si tratta di vari brani composti nell’arco di 1 anno circa; non c’è un concept particolare dietro, tranne ovviamente l’atmosfera generale; ho scelto quel brano per il titolo perchè mi sembrava il più significativo: è un periodo che mi sento attratto dalle figure femminili, diciamo così, inquietanti, oscure e potenti; e la figura di Lilith, che avevo incontrato la prima volta tanti anni fa nel libro dello psicologo Erich Neumann, “La grande madre – fenomenologia delle configurazioni femminili dell’inconscio” raffigura benissimo questo archetipo della “Dark Lady”!
(Nota di Lunaria: Neumann è noto per le sue analisi alla Luna e alla coscienza matriarcale)
Certo non è un concept forse originalissimo, Lilith è stata omaggiata da molti altri artisti, pensatori ecc.; (nota di Lunaria: consiglio soprattutto “Il ritorno di Lilith” di Joumana Haddad, un’autrice libanese che si rifà a Lilith come archetipo di liberazione femminile negli stati teocratici patriarcali)
diciamo che ho voluto dare il mio piccolo contributo.
In futuro vorrei scrivere brani ispirati/influenzati da quel capolavoro di “Soliloquy for Lilith” dei Nurse With Wound: feedback music sinistra e inquieta…
Per quanto riguarda il disegno del capricorno meccanico (un disegno mio, tra l’altro) , ne do 2 interpretazioni: tanti fa, ancora bambino, lessi una frase che mi colpì subito: “vorrei essere una macchina tutta d’acciaio per resistere alle durezze della vita”, non ricordo chi fosse, comunque il disegno vuole rappresentare da un lato questo: la corazza che ci vuole per difendersi dalle sofferenze, dalle ferite; in una recensione sul magazine Ascension n. 36 Gianfranco Santoro a proposito del mio brano “But then the roof caved in…” ha parlato di ‘potente fragilità’, direi che il senso del disegno (e del brano) è proprio questo!
Dall’altro lato, il disegno lo vedo come un richiamo al ruolo della tecnologia nella vita moderna, con un occhio a film tipo Tetsuo ecc.: la commistione uomo-macchina ecc.: un essere vivente trasformato, forse costretto, in una macchina, ma al cui interno c’è ancora vita…
5) Rispetto a band più rumoriste (MZ412, Merzbow…) prediligi atmosfere più fluide, oniriche, pulsanti e pervase da un sottile filo d’angoscia continuo, sul genere Archon Satani/Atrium Carceri/ (penso che in tal senso, il pezzo migliore sia “I spent a night with some ancient books and a naked girl”). Come nasce un tuo pezzo? è qualcosa che componi “di getto” oppure lo “orchestri e moduli” in più giorni, a distanza di tempo?
Solitamente, inizio da un suono, su cui si appoggia la struttura del brano e cui aggiungo, suoni, melodie, effetti, occasionalmente beats; di solito completo un brano in circa un mese, lavorandoci sopra lentamente senza forzature… solitamente ho fin da subito l’idea se sarà un brano rumoroso, atmosferico ecc. e lo sviluppo di conseguenza… in futuro comunque vorrei cominciare a proporre suoni più harsh e distorti.
6) Difficilmente gli artisti Dark Ambient si esibiscono dal vivo… Dobbiamo considerare anche Capricorn 12 come qualcosa che si esaurisce alla sola dimensione strumentale?
Al momento direi sicuramente di si, non prevedo di guardarmi intorno per concerti, anche se sarebbe un buon metodo per farmi conoscere…
Chissà, in futuro magari…
7) Ti piacerebbe collaborare con qualche regista? Per che genere di film pensi sia adatta la tua musica?
Sarebbe divertente girare un video, più che altro…ma per motivi di budget, la vedo dura… per lo meno per le idee che ho in mente; mi viene in mente qualcosa con figure femminili minacciose, arcaiche e primitive, sicuramente pericolose, in un contesto a metà tra i deliri di H. Bosch e le pitture nere di Goya, con qualcosa del Settimo Sigillo di Bergman… raccogliere da youtube immagini e assemblarle in un video, semplicemente non mi interessa, per quanto a volte si possano ottenere discreti risultati.
8) Penso che una delle collaborazioni più Dark Ambient in assoluto, in tutti i sensi!, sia stata la colonna sonora che Lustmord ha scritto tempo fa per una messa satanica officiata dalla Church of Satan… in genere questo tipo di musica si lega molto ad un approccio anche esoterico, evocativo… è forse il caso della title track…? Pensi di aggiungere anche le vocals, magari in futuro?
Non c’è intenzione di fare musica esoterica nel senso stretto del termine, anche se ben si presterebbe, almeno a livello di atmosfera, se non di concept.
Diciamo che preferisco suggerire immagini e visioni all’ascoltatore… Si, ho intenzione di aggiungere voci in futuro – prese da film sopratutto, quindi stiamo parlando di campionamenti – qualche frase o parola al punto giusto servono a dare spessore al brano e a creare un giusto mood, a volte minaccioso, a volte inquietante. Il bello del campionare da film è che frasi magari innocenti calate in tutt’altro contesto appaiono esplosive e cariche di significati impensabili – lo trovo divertente; tanto è vero che quando guardo un film mi ritrovo ad ascoltare i dialoghi con un altro approccio, volto a cogliere qualche frase da estrapolare e ri-utilizzare…
9) Per mail mi parlavi di un side project… “The Red Line”. Vuoi parlare anche di questa tua attività?
Volentieri! Una mattina mi sono svegliato e mi sono detto: “devo aprire un side project di industrial/power electronics!” detto, fatto! Era da pò che sentivo l’urgenza di dedicarmi a sonorità più “audaci”… Il rischio di questo genere è che ci si lasci andare al rumorismo più sfrenato e spesso senza senso; anche in questo caso compongo lentamente, dosando una certa dose di improvvisazione e cura della composizione; cerco di stare attento a non lasciarmi prendere la mano dall’estro del momento, finendo per comporre rumori spaventosi, inquietanti, ma privi di significato;
Mi viene sempre istintivo dare alla mia musica il carattere di espressione dei miei pensieri, angosce e sopratutto paure, per cui evito accuratamente effetti shock, ormai abusati, del tipo: svastiche-foto cadaveri-tematiche s/m ecc. , anche se ne riconosco l’indubbio fascino morboso…
10) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!
Mille grazie per l’opportunità di farmi conoscere!
I miei contatti:
capricorn-twelve@hotmail.com
e questo: