Diamo la parola a questa nuovissima realtà di casa nostra, un collettivo di artisti che propone un concept molto interessante.
Ciao Ragazzi e benvenuti. Volete presentarvi?
Ciao, è un piacere. Qui è Nàresh Ran, voce della band postmetal Qube e portavoce di Dio)))Drone.
Volete parlarci di questo collettivo d’Artisti, che avete ribatezzato Dio)))Drone? Il monicker, anche graficamente, rende molto l’idea di movimento perpetuo, circolare, trinitario, forse: le tre parentesi tonde che si susseguono, come cerchi nell’acqua, in una direzione costante. C’è forse un riferimento multidisciplinare e multiculturale, per esempio, nella concezione di mistica e spiritualità anche orientale ed induista?
L’idea di questa etichetta / collettivo è nata in seguito a un singolare episodio, quando una semplicissima frase scritta su internet (‘che il Dio Drone ce la mandi buona..’) mi fu segnalata e quindi censurata da un social network. A parte il lato ironico questa cosa stimolò lunghe chiacchierate con alcuni colleghi musicisti, tra cui Naotodate e Leonardo Granchi dei Downward Design Research, su quanto questo accaduto fosse sintomatico di una certa mentalità chiusa, e di quanto una semplice espressione potesse fungere da linea di demarcazione tra due diverse attitudini alla vita. La prima idea fu di farne una spilla, un pò come per creare un club immaginario di persone solidali alla causa, e pian piano, a furia di parlarne, pensammo di creare un collettivo di musicisti e artisti fuori da certi schemi, amanti della sperimentazione. Per il logo, inizialmente rubammo la ‘ o))) ‘ ai Sunn per gioco, poi lo abbiamo modificato per renderlo più personale ma abbiamo comunque mantenuto le onde circolari proprio perché trasmettevano l’idea di un suono profondo che si propaga, esattamente come i cerchi sull’acqua. Poi c’è il riferimento ‘divino’ legato al simbolo dell’occhio. Siamo tutti convinti che fare musica abbia in sé qualcosa di mistico, se ci pensi in ogni cultura c’è un tipo di musica legato alla religione, e ci sono strumenti specifici che si usano nelle cerimonie. Per quanto mi riguarda, mi ha sempre affascinato tutto ciò che riesce ad andare ‘oltre’ il semplice fatto di stare suonando, quando ti dissoci dal pensiero di ciò che stai facendo ed è come se ti perdessi completamente. Lo trovo più estatico e universale di qualsiasi fede. In defnitiva, la prerogativa principale di Dio)))Drone è stata quella di riunire sotto un unico tetto diverse realtà artistiche particolari e isolate, per stimolare nuove collaborazioni e supportarci veramente a vicenda.
Avete già rilasciato alcune release: “Vol. 0″, una compilation (XO, Wh†p Me, Holy Hole, Valerio Orlandini, Naotodate, FP, Bad Girl, AAL, Norv, Downward Design Research, F.ormal L.ogic D.ecay, Nàresh Ran), ”Zone De Silence” (Bootleg del festival omonimo realizzato da Dio)))Drone preso il Rullante Club di Firenze), e il promo cd di Bad Girl. Volete descrivere a fondo questi vostri primi passi?
Ho raccolto le tracce per Vol.0 (Volume Zero) quando ancora non avevo una vera idea chiara delle mie intenzioni per Dio)))Drone. Pensai di coinvolgere alcuni amici musicisti che stimo per stilare una compilation che raccogliesse parte del sottobosco musicale della mia città, Firenze. Un sottobosco che troppo spesso vedo costretto a ben pochi spazi live e che a mio avviso rappresenta il vero underground locale. Oggigiorno ‘underground’ viene frainteso per ‘non famoso’, ma ci sono persone che più che aspirare a una certa notorietà socialmente riconosciuta producono musica in seguito alla propria personale ricerca, senza seguire binari precostituiti o percorsi già troppo battuti e facili. Zone De Silence, release festival della compilation, che ha visto esibirsi sul palco tre dei progetti presenti in Vol.0, è stato il primissimo evento live organizzato dalla nostra sempre più delineata etichetta, in cui il collettivo Dio)))Drone stava trasformandosi. Il Rullante Club, uno dei pochissimi spazi ancora fedeli alla linea di concerti, si è dimostrato molto partecipe e solidale alla causa, divenendo ben presto la principale sede degli eventi che abbiamo fino ad ora organizzato. Del festival è stato pubblicato un bootleg, ascoltabile e scaricabile gratuitamente sul bandcamp dell’etichetta, come tutte le altre releases. (www.diodrone.bandcamp.com)
Ho avuto modo di sentire “Polaris”; si direbbe che tentiate di rappresentare un sound molto magmatico, primitivo, primordiale, quasi un flusso continuo, anche se tutto si muove su onde, o forse cerchi omogenei, eppure, sempre in evoluzione; cosa ne pensate di questa mia descrizione? Come definireste la vostra ricerca ed avanguardia musicale?
Registrato live al Mehr Schall Fest curato da Jacopo Bartolozzi, Polaris è il ‘singolo estivo’ del progetto NORV che divido con Valerio Orlandini, esponente molto attivo del panorama industrial locale. Quello dei NORV è un concept particolare che racconta la storia di una fantomatica nave dispersa nell’Oceano Artico, le cui tracce rappresentano le registrazioni della scatola nera. Abbiamo volutamente mantenuto una linea low fi nelle registrazioni proprio per rendere più realistiche le sensazioni all’ascolto, e poi perché Valerio è molto legato alla scena black metal e ci siamo ispirati anche a questo tipo di sonorità, alla nostra maniera però. La nostra personale ricerca si basa proprio sul cercare di rendere l’idea del nostro immaginario, quello da cui scaturiscono i suoni che usiamo. In questo senso quello dei NORV è un progetto quasi cinematografico, da colonna sonora.
In questi giorni stavo proprio leggendo un libro sulle esperienze mistiche ed estatiche, a seguito dell’uso di alcune “droghe naturali” come certi funghi, scoperti anche nel nostro Occidente a partire dagli anni ’70, dalla cultura Hippy; ovviamente, il nostro punto di vista occidentale riduce spesso il tutto a mero “trip per lo sballo”, oppure ad etichette puramente biologiche/psicotrope. In realtà, l’idea del “dilatare la coscienza” è una pratica sciamanica e religiosa (siberiana, messicana, indiana…). Voi avete un intento analogo, attraverso la musica? Si direbbe, da quello che ho potuto sentire, che tendete molto a indurre una sorta di narcosi o di ipnosi…vorrei chiedervi se effettivamente infarcite la vostra musica con messaggi subliminali.Se così fosse non lo confesseremmo neppure sotto tortura.. 🙂 Come ho detto, e penso di parlare a nome di tutti i musicisti con cui ho la fortuna di collaborare, ciò che trovo più interessante del rumore è il suo potere estatico, una delle poche cose che riesce a dissociarti da chi sei. E in un certo senso il rumore è come una droga, da molta dipendenza. 🙂 In ogni caso, certi suoni riescono a trasmettere perfettamente uno stato d’animo anche senza ricorrere a messaggi subliminali.
Avete realizzato anche alcuni video, visibili su YouTube. Sono rimasta colpita dal Teaser; mi piace molto quel paesaggio cittadino desolato, innevato; avete deciso di riprenderlo in bianco e nero, e questo aumenta ancora di più il senso di tristezza e di solitudine. Volete parlarcene? Come vi è venuta questa idea, dove avete effettuato le riprese, chi è il regista….vorrei che parlaste anche del messaggio che riporta la voce narranti.
Ho avuto modo di fare alcune riprese nel corso di un viaggio in Lituania, proprio nei giorni in cui ascoltavo le prime tracce scelte per Vol.0, e quelle del video sono le strade di una Vilnius ricoperta di neve una mattina molto presto. Non avevo ancora in mente di farne un vero e proprio clip, ma volevo comunque fissare quegli scorci. Il bianco e nero è indubbiamente molto suggestivo, e amando il cinema quasi quanto la musica ne sono sempre stato stregato. Quei paesaggi desolati inghiottiti dalla nebbia e dalla neve sono stati i primi spunti per le grafiche di Dio)))Drone, forse perché il tipo di sonorità che vi associo rimandano molto a spazi deserti e senza tempo. Non ho la pretesa di definirmi un vero videomaker, ma ho sempre provato a dare un aspetto fisico ai suoni che avevo in mente. La voce narrante spiega quelli che sono i fondamenti di questo collettivo, tra cui soprattutto il fatto di andare ‘oltre’ la semplice concezione di fare musica, dipingere o di qualsiasi forma d’arte si parli. Quando perdi il lucido controllo di ciò che stai facendo ed è come se a creare fosse una parte del tuo inconscio.
Avete già suonato live; volete descriverci l’evento? Avete già organizzato un vostro festival ”Zone De Silence”; ce ne parlate? Leggo anche che avete partecipato ad un altro festival, il 23 giugno, al De Profundis, al quale hanno suonato i Gargamella, che già conosciamo, come bravissimi cantori Neo Folk!
Zone de Silence ha rappresentato il primo capitolo della dimensione live di tutto il progetto. L’idea della serata e quella della prima compilation Vol.0 sono uscite praticamente insieme e i titoli non sono legati casualmente. Sul palco si sono esibiti Wh†p Me, Holy Hole (di Ambient Noise Session, altra etichetta/collettivo toscano) e NORV; la serata è stata molto curata, sia nell’allestimento (proiezioni video, luci e macchine del fumo per dare la giusta atmosfera) che nelle performance, che si sono susseguite infatti in un unico flusso senza stacchi. C’è stata una grande partecipazione e questo ci ha entusiasmati. Nei mesi successivi abbiamo organizzato altri piccoli happenings al Rullante Club legati al giro dell’etichetta, tra concerti, readings, sonorizzazioni e performances di body art (come Ataraxiart, tributo a Olivier De Sagazan, alla serata di chiusura). Al De Profundis abbiamo più che partecipato, è stato proprio il nostro secondo festival..! Conoscevo questo spazio del Teatro di Castello, molto suggestivo e adatto all’atmosfera che cercavo per il secondo capitolo live di Dio)))Drone. Volevo qualcosa di molto diverso da Zone de Silence, qualcosa di più delicato ed elegante. Coadiuvato dal circolo di Castello, Danilo Piro e Samantha Taruffi, e dalla collaborazione tecnica di Francesco Perissi e Leonardo Granchi siamo riusciti a mettere in piedi questa particolare serata che ha visto susseguirsi sul palco Bad Girl, Gargamella e Verdiana Raw. Il festival è riuscito nel suo intento, c’è stata tantissima partecipazione e siamo rimasti tutti davvero soddisfatti. Il prossimo appuntamento sarà mercoledì 31 luglio al Lizard Park di Prato (sezione estiva del Controsenso Club) per una serata curata da noi, con JacobKreutzfeldtsTraum e NORV in concerto e poi un djset in tema a cura mia e di Naotodate.
La vostra proposta, almeno per il momento, si muove tra Drone, Noise ed Ambient; pensate di affrontare qualche altra sonorità? F.ormal L.ogic D.ecay per esempio, è molto devoto a questa avanguardia e sperimentazione legata al rumore…
Il progetto F.ormal L.ogic D.ecay, pur non essendo una nostra produzione è tra i progetti che Dio)))Drone supporta e promuove, non a caso non è mancato un loro concerto nel corso di una delle serate al Rullante Club. Vorrei specificare comunque che nonostante la parola ‘drone’ nel nome del collettivo in realtà non ci sono preferenze specifiche di generi precisi, le uniche credenziali fondamentali sono l’apertura mentale e la sperimentazione.
Viviamo in un’epoca che ha smaterializzato musica e libri in formato digitale! Voi invece andate controcorrente, ripescando la cassetta tape! Come mai questa scelta? Ormai si trovano anche con difficoltà gli sterei per leggere le cassette!
Sono cresciuto artisticamente negli anni 90, e conservo ricordi splendidi legati alla fruibilità musicale e artistica di quel periodo. Ricordo bene il fascino che subivo dei banchetti con le distro ai concerti..dischi, spille, tapes e magliette.. Vol.0 è uscita originariamente su formato digitale scaricabile gratuitamente, ma mi piaceva l’idea di farne una tiratura fisica ridotta per i più ‘feticisti’. Stamparla su cassetta e confezionarla in modo particolare è stato un modo per rendere unica e speciale questa tiratura per pochissimi iniziati.
Sempre in una vostra release, avete persino allegato un frammento di tavoletta ouija… credete quindi in una sorta di comunicazione tra la nostra dimensione e altre dimensioni? E che ne pensate dell’Om cosmico? Tutto l’Universo che si muove su una propria nota… un’altra cosa della Religione Induista è che i loro Dei sono spesso danzanti… per esempio la Dea Kali, la Dea della Distruzione e della Ri-Creazione, è danzante. Vedete questi collegamenti con il vostro discorso artistico? O ne avete altri? Magari legati al Tao o a concetti Pitagorici? In fondo già nel vostro monicker c’è un riferimento al Divino…anche se il Dio concepito in modo cristiano è solo uno degli infiniti modi di accostarsi ala Divino.
Si tratta proprio dei cofanetti di cui accennavo poco fa! Oltre ad una spilla particolare, un adesivo della label e alla cassetta, in ogni box trova posto un frammento di una tavola Ouija appositamente creata per questa tiratura. L’idea era proprio quella del contatto con una dimensione apparentemente invisibile, il sottobosco artistico underground, ma ironicamente rappresenta anche un mezzo per comunicare con il Dio))), la cui voce in questo caso è personificata dalle tracce della compilation. E poi mi piaceva l’idea che i possessori fossero in qualche modo tutti collegati tra loro, come i membri di una congrega. 26 cofanetti, 26 frammenti, 26 possessori, perché il 26 è il mio personale numero mistico. Che l’universo abbia i suoi suoni è un fatto certo, così come il nostro stesso flusso sanguigno genera una frequenza. In questo senso potremmo dire che lo stesso silenzio non è assenza di suono, ma anzi che è una fusione di suoni, un pò come accade nei colori. E’ vero, molte divinità orientali sono rappresentate nell’atto della danza, e c’è persino una leggenda brasiliana secondo la quale ogni volta che un musicista suona uno strumento gli spiriti gli danzano intorno invisibili. Nella storia dell’uomo la musica si è sempre accompagnata a concetti sacri, così come in magia molte cosiddette formule vengono intonate. La stessa parola Abracadabra significherebbe ‘creo al suono della mia voce’. Potremmo quindi dire che il fatto stesso di produrre suoni e fare musica ha in sé una ritualità ed è qualcosa di profondamente spirituale, indipendentemente dal credo. Il nome Dio)))Drone è nato per ironia della sorte, ma il suo riferimento con un concetto sacro ci è sembrato che calzasse alla perfezione.
Se vi chiedessi di associare la vostra proposta musicale ad un’immagine, un dipinto…cosa scegliereste? E se vi domandassi di associarlo -molto panteisticamente- alla Natura? Quale elemento scegliereste? Nell’acqua, in fondo, si propagano infinite onde circolari…come il vostro monicker! Un’altra cosa interessante, legata all’acqua, è che è proprio uno dei simboli del Divino, totalmente femminile però: la Dea Madre!
Sono certo che ognuno di noi darebbe risposte del tutto diverse, ma per quanto mi riguarda non c’è una sola immagine che possa associare a questo progetto. Quando ascolto alcune tracce dei miei colleghi, e soprattutto quando sono io stesso a suonare, se chiudo gli occhi non vedo assolutamente niente, e la sensazione è più quella di un improvviso equilibrio momentaneo. Un pò come la calma piatta che si trova nel bel mezzo di una tromba d’aria, al cui centro tutto è immobile mentre fuori esplode l’inferno. Potremmo dire che l’elemento naturale associabile a Dio)))Drone dovrebbe derivare dall’equilibrio di tutti e quattro, come le stelle che formano una costellazione.
Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Grazie a te e a Darkitalia per questa interessante chiacchierata! Ho parlato anche troppo, ora ascoltiamoci qualcosa.