Halo Effect, Elettronica, Tematiche Cyber…diamo la parola a questo interessante gruppo di casa nostra!
1) Ciao Ragazzi e benvenuti su Darkitalia! Di recente vi ho recensiti, ma prima di parlare del vostro cd, presentatevi ai nostri utenti! Ciao e grazi a te e a Darkitalia per averci recensito prima e per questa intervista. Gli Halo Effect nascono nell’autunno del 2001, dall’unione di differenti esperienze musicali. Dopo i primi 2 cd-demo “Past Continuous†e “Days of Silence†e un EP “Schwarz E.P.â€, abbiamo prodotto 2 full lenght album (New Romantic Industry e TheFourth Zone), cui sono seguiti decine di importanti remixes da parte di band internazionali (come gli Eternal Afflict, A Spell Inside, Spektralized, Etc..). Il 7 dicembre 2012 è uscito il nostro nuovo album per l’etichetta italiana EK Product, dal titolo “Recodingâ€, prodotto da Mika Rossi (Autodafeh / Endless Shame). Inoltre abbiamo realizzato 4 videoclips, “Harder and fasterâ€, “Hammer the Gearâ€, “Life Goes onâ€) e l’ultimo estratto dal nuovo album “Sector Beta†realizzato dal regista Antonio Levita, tutti disponibili su youtube. In concomitanza abbiamo avuto una intensa l’attività live, che coi ha portati a suonare in varie parti d’Italia ed all’estero e a condividere il palco con artisti del calibro di Melotron, Covenant, Cruxshadows, Steve Naghavi (And One), De/Vision, Bloody, Dead & Sexy, etc.., ottenendo un crescente riscontro anche a livello internazionale.
2) Cos’è l’ “Halo Effect”? E perchè avete chiamato cosଠil vostro gruppo? La definizione di Halo Effect è riscontrabile in diversi campi, dalla psicologia, fino ad arrivare all’astronomia e ad una particolare tecnica fotografica. E’ un termine molto ampio e generico e per questo ci piace molto il suo “alone†misterioso, la sua polivalenza e il fatto che ciascuno possa trovarci e vederci un significato diverso. E’ una combinazione che a noi sembra perfetta per un gruppo che fa musica elettronica!
3) “Recoding”: musica, artwork, titolo del cd e delle canzoni “cyber-fashion”. Il vostro stile musicale è robotico, (si senta l’intro di “Pulsar”), freddo e “disumanizzante” (“Fighting Off”) e notturno (per esempio “Burning Chrome”), spesso drammatico (“Pathfinder”); i toni sono spesso impreziositi da ritornelli melodici (“Fiction”) o effetti spaziali (“Spaceman”). Direi che si possono trovare influenze che vanno da [SITD], Clan of Xymox, Diary of Dreams, Nitzer Ebb. Cosa ne pensate?
Recoding è un viaggio all’interno del mondo della fantascienza, fatto di molteplici sottogeneri e sfumature: dal cyberpunk di W.Gibson, passando George Orwell, attraversando Orson Wells e la sua “guerra dei mondiâ€, dalle leggi della robotica di Isaac Asimov fino al grande visionario della letteratura americana Philip K. Dick. All’interno di Recoding abbiamo raccontato un ampio mondo virtuale cercando di porre l’accento su alcuni temi che se non vengono presi seriamente in considerazione e non vengono corretti, rischiano di portarci alla deriva. Per quanto riguarda le influenze veniamo da anni in cui molto spesso tutte le recensioni cominciavano con citazioni ai Depeche Mode, cosa che ci faceva sicuramente piacere e che per certi versi era inevitabile, ed invece oggi riceviamo una serie di riferimenti diversi e quasi imprevisti (SITD): alcune di queste sono band che apprezziamo e che fanno parte del nostro background musicale, come ad esempio And One, Nitzer Ebb e Clan of Xymox. Per quanto ci riguarda siamo sempre nella direzione della ricerca di un sound e di un modo di scrivere del tutto personale e nuovo.
4) In “Burning Chrome” parlate di “cyber-reality/virtual brain”; tutto il cd è per caso un concept sulla realtà virtuale? Titoli come “Pulsar”, “Spaceman”, “Android”, “Sector Beta”, “New Body Machine”…lascerebbero pensare che tutto l’album sia pervaso da un unico filo (elettrico) conduttore…Come va interpretata la copertina, tra l’altro? Potrebbe quasi avere pi๠di un’ interpretazione… la prima, la pi๠immediata, potrebbe
essere quasi una sorta di connessione Terra-Spazio, per esteso, forse, una forma di comunicazione verso forme di vita aliene o di altre dimensioni. Una seconda interpretazione pi๠oscura (malgrado l’artwork bianco e siderale!) sarebbe la perdita tangibile della spiritualità umana, tutto ciಠche è collegato all’anima, l’arte, il genio artistico (spesso causato proprio da dolore o sofferenza!) e quindi, anche la debolezza umana, il tutto “proiettato” nello spazio siderale. In gran parte della letteratura/cinematografia cyber si assiste spesso all’immagine dell’androide che vorrebbe possedere l’anima, o viceversa, di umani che in fatiscenti e violente metropoli futuristiche, si fanno ibernare o “robotizzare”, quasi che rinunciando alla propria emotività si acquisti salute e forza. Ma è davvero cosà¬? L’essere umano senza anima, libero quindi da flagelli quali depressione, angosce, tristezze, magari, “potenziato” con artifici bio-meccanici, è davvero, ancora, essere umano? Sembra che abbiate trattato questa tematica in “New Body Machine”, un pezzo, tra l’altro, che traghetta la tradizione EBM classica alla Nitzer Ebb in un contesto moderno 2013, senza snaturarne lo spirito.
“Recoding†non è un concept album ma in un certo senso lo è: sembra una contraddizione, ma è il modo pi๠semplice per spiegare come tutti i brani e le atmosfere che ci sono all’interno siano strettamente collegate da un sottile filo conduttore senza perಠavere per forza una continuità nella narrazione. E’ un viaggio all’interno di un mondo futuro pervaso da macchine, androidi, robot, un mondo fatto da viaggi spaziali e pianeti inesplorati e lontani. Siamo molto contenti che tu abbia colto tutto questo nel cd e gli abbia dato una sorta di “spessore†che magari ad altri sfugge per la poca attenzione alle liriche. Si puಠdire che c’è sicuramente la prima parte che hai citato anche se direi in senso inverso cioè una connessione Spazio-Terra, immaginando cosa potrebbe vedere o sentire nel profondo un essere vivente che si ritrova catapultato nella nostra dimensione, è il caso per esempio di Cold Front il pezzo di apertura. Il cd è anche pervaso da una decadenza del genere umano che sfocerà in un autodistruzione se non iniziamo a cambiare noi stessi da ora, in questo senso il titolo “Recoding†è indicativo: ricodificare tutto per avere la possibilità di un futuro migliore per tutti gli esseri viventi, anche dal punto di vista sociale come per esempio in “Androidâ€, “Fiction†e “New Body Machine†che rappresentano rispettivamente il rifiuto del diverso, il controllo sulle masse da parte di pochi e la competizione ossessiva per raggiungere determinati obiettivi con l’aiuto di bio-innesti per potenziare il corpo. Queste ultime sono tematiche già attuali perchà© sono lo specchio del contesto sociale in cui viviamo. Diciamo che, dal nostro punto di vista, il sociale è un tema portante in “Recodingâ€. Non a caso abbiamo deciso di chiudere l’album con il brano “The Big Lie†e con l’ultima strofa “We must regain controlâ€. Nonostante tutto, continuiamo a pensare che l’uomo sia il punto di riferimento principale, che il genio e le capacità che abbiamo dentro di noi debbano essere rivolte verso la costruzione di qualcosa di migliore per tutta l’umanità . Per fare questo dobbiamo riprendere il controllo e ricodificare questo mondo che abbiamo oggi. La copertina è il giusto modo per sintetizzare nella maniera migliore il concetto di Recoding.
5) In “Fiction” citate anche la famosa massima di “Chi controlla il passato, controlla il futuro, chi controlla il presente controlla il passato.” Sembrerebbe che la carichiate di una valenza quasi apocalittica, o sbaglio? E in cosa la riferite?
“Fiction†è, all’interno del cd, uno dei pezzi a sfondo sociale. Chi ha il potere di manipolare gli avvenimenti accaduti nel tempo e nella storia, ha il potere di manipolare le masse per i suoi propri interessi. E’ una cosa che è successa nel passato e purtroppo sta succedendo di nuovo. Sta a noi pensare con la propria testa e valutare ciಠche ci viene proposto con l’arma della conoscenza “ricodificando†i fatti. E’ liberamente ispirato al famosissimo romanzo 1984 di George Orwell. Molti altri artisti, tra i quali David Bowie, Eurythmics e Muse per citarne alcuni, hanno dedicato dei brani a questo splendido romanzo e alle tematiche che tratta. Anche noi abbiamo voluto rendere omaggio citando direttamente le parole scritte da Orwell. Questo è a tutti gli effetti considerato un romanzo dispotico di fantapolitica che ha aperto per certi versi la strada al cyberpunk, che usa le regole della distopia per delineare mondi dominati dalle corporazioni high-tech.
6) Avete già avuto modo di esibirvi live, vero? Volete parlarci un po’ dei vostri concerti?
Abbiamo avuto modo di fare diverse esperienze sia in Italia che all’estero, e condividere il palco con grandi artisti come Covenant, De/Vision, Melotron, etc.. Nel corso degli anni abbiamo imparato molto e ad oggi possiamo contare su di un live show molto energico e coinvolgente che ci permette di spaziare lungo tutta la nostra discografia. Attualmente siamo reduci da un piccolo tour italiano per la presentazione del nuovo album al quale seguiranno diverse nuove date, tra cui la nostra presenza al Wave Gotik Treffen di Lipsia il 17 maggio 2013.
7) Marco, oltre a Halo Effect, gestisci anche un progetto solista, Chemical Waves. Vuoi parlarcene nel dettaglio? E quali differenze e analogie con Halo Effect? Il progetto Chemical Waves (www.facebook.com/chemicalwaves), è nato spontaneamente ed è sempre stato presente nella mia mente, è un ramo figlio dello stesso albero. Ho sempre scritto brani attraverso la chitarra acustica e il pianoforte ed alcuni di questi hanno avuto un vestito elettronico che è confluito nel progetto Halo Effect, mentre molti altri sono da subito nati per essere qualcos’altro e momentaneamente accantonati. Lo scorso anno, tra una pausa e l’altra delle registrazioni del nuovo album degli Halo Effect, ho deciso di dare vita in maniera concreta a questo progetto dando la luce a Chemical Waves. Volevo che fosse qualcosa di molto diverso da Halo Effect, qualcosa che suonasse molto pi๠“rock†e pi๠“essenzialeâ€, qualcosa di non commerciale e di difficile ascolto, ispirato e intriso delle atmosfere cupe e oscure della trilogia dark dei Cure (17seconds, Faith e Pornography), mischiate con i primi The Chameleons e con tutti i fasti della migliore new wave/post punk. Nel progetto è stato coinvolto Nicola di Già , grande chitarrista e produttore, con il quale avevo collaborato in occasione del mixaggio dell’album “The Fourth Zone†degli Halo Effect, che si è occupato di suonare e registrare tutte le chitarre. Per questo progetto ho deciso di non avvalermi di un cantante proprio perchà© non volevo fare qualcosa che suonasse troppo pop e soprattutto perchà© volevo dedicare molto pi๠tempo alla stesura e all’arrangiamento dei brani, volevo qualcosa di sperimentale, e per questo ho deciso poi di impreziosire i brani con campionamenti di voce di personaggi eccellenti: da Carl Gustav Jung a Martin Luther King. Dopo aver realizzato 4 singoli comprensivi di videoclip e remixati da bands importanti quali Mind Area/Human Decay, Ira-K Organisation, The Headcase e TSIDMZ, il 30 novembre del 2012 è uscito il primo album ufficiale dal titolo “The Garden Of Forking Pathsâ€. Tutto il materiale è stato rilasciato in free download tramite la net-label tedesca AF MUSIC ed è disponibile anche sulla mia pagina di bandcamp: http://chemicalwaves.bandcamp.com/
8) Immaginate di poter “regalare” la vostra colonna sonora a qualche film; quale scegliereste? E se fosse un libro? Una vostra canzone, tra l’altro, si chiama “Neon Metropolis”…
Hai colto nel segno infatti “Neon Metropolis” è ispirata proprio ad un capolavoro della fantascienza sia letteraria che cinematografica quale è Blade Runner e non a caso Philip K. Dick nei suoi racconti ha immaginato
una realtà non tanto diversa da quella in cui viviamo. Quindi sicuramente un film candidato sarebbe proprio Blade Runner. Scegliere un libro, invece, è pi๠difficile poichà© ogni autore di sci-fi ha affrontato un po’ tutte le tematiche di “Recodingâ€: George Orwell in “1984â€, Isaac Asimov, il già citato Philip K. Dick o William Gibson e Bruce Sterling con il cyberpunk.
9) In Italia stanno fiorendo band elettroniche sempre pi๠competitive: voi, Nude, The Shade, Helalyn Flowers, Blank, Pulcher Femina, Klonavenus, Dope Stars Inc. o (i purtroppo dispersi) Narr!… è una cosa che notate anche voi, essendo per di pi๠parte attiva della scena!, questo entusiasmo di fondo?
In italia ci sono moltissime band di grande prospettiva e di grande qualità e c’è effettivamente un crescente entusiasmo. Purtroppo talvolta, nella nostra scena, bisogna scontrarsi con scarsa professionalità , mancano gli spazi e le strutture, e molto spesso manca anche l’interesse del pubblico. Fortunatamente, per quanto ci riguarda, abbiamo un pubblico italiano in crescente espansione e uno zoccolo duro di fans che ci segue dall’inizio che ci ha sempre supportato con calore. C’è perಠin Italia un vasto underground musicale che non ha nulla da invidiare a tantissime band tedesche che godono di eccessiva considerazione. Crediamo che le prospettive siano buone per una definitiva consacrazione, anche internazionale, delle band pi๠valide.
10) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Concludiamo ringraziando te per l’interessante intervista, Darkitalia per averci ospitato e tutti i lettori. Vi invitiamo a visitare e seguirci sulla nostra pagina ufficiale di facebook www.facebook.com/haloeffectband e ad ascoltare e acquistare il nostro nuovo album: supportate la buona musica italiana!