Quattro chiacchiere con questo Autore, che ha scritto un libro nella pi๠classica tradizione del Romanzo Esistenzialista…
1) Ciao Massimiliano! Benvenuto! Presentati ai nostri lettori!
Grazie a te, a voi tutti di Darkitalia e ai lettori, per ospitarmi ed ospitare il mio romanzo “Frattureâ€. “Chi sono? Cosa sono? Dove vado?â€, citazione a parte, provo cosà¬: giovane uomo che scrive romanzi e libri, appassionato di musica e cultura “dark†(ma non solo), ho esordito nel 2004 con il romanzo “L’ultimo disco dei Cure†che qualcuno di voi sicuramente conosce. Ho proseguito con “Tre metri sotto terra†piccola antologia di poesia post moderna (e post-mortem), una sorta di Antologia di Spoon River 2.0 cinica e divertente. Numerose le partecipazioni ad antologie, poi un progetto molto interessante che ho curato per Mursia, “La musica è il mio radarâ€, sull’importanza della musica, con uno scopo umanitario, nel quale ho coinvolto numerosi amici scrittori italiani e stranieri. Sà¬, perchà© la Musica, oltre alla Letteratura e il Cinema, è una delle mie pi๠grandi passioni. Per questo alcuni anni fa insieme a Luca, mio fratello e anima dei Soluzione, ho creato Jost, associazione/etichetta che si occupa di svariate discipline artistiche e le fa interagire tra loro. Mi permetto di segnalare alcune perle nate in seno a Jost: il primo romanzo del giovane Ugo Sette “Colpo d’Oppioâ€, il nuovo lavoro dei Kyrie “Lo splendore del mattino che viene†e quello dei Soluzione “L’esperienza segna†(jost/audioglobe), splendido disco su cui appaiono Mao, Garbo e Federico Fiumani dei Diaframma corredato da video di notevole fattura (segnalo “infettami†a pupazzi animati e “facili formeâ€). Ma i progetti in casa Jost sono tanti e di vario genere. Tra i quali un lavoro di adattamento teatrale del mio romanzo “Fratture†che mi auguro possa andare in scena al pi๠presto.
2 Hai scritto “Fratture”; la prima domanda che ti faccio è: come mai hai citato tre citazioni, poco prima che il romanzo iniziasse: Goethe, Camus e i Joy Division? E perchà© proprio quelle? Tra l’altro ad un certo punto scrivi: “Una sassata in piena fronte mi ha tirato, una di quelÂle botte che ti spaccano i pensieri in due e ti fanno pasÂsare qualsiasi stonatura. E ti lasciano là¬, inerme, incapaÂce di dire la minima parola, di trovare una cosa sensata da dire, un gesto ideale per ricomporre le fratture. Ma niente, è inutile cercare. Non esiste nulla che possa riÂcomporre l’ordine. Semplicemente.”; sono quindi i traumi o i dolori esistenziali le fratture del titolo?
Ottima domanda. Risponderei che quelle citazioni sono le uniche possibili. Se riconosci la loro provenienza, sai che ti aprono alcuni “mondiâ€. Ma basta comunque penetrare il loro significato per garantirsi un buon ausilio nel condividere pi๠profondamente il romanzo. Il peso della vita “passata†e un futuro tutto nuovo e “nobileâ€, la “fratturaâ€, il “metodoâ€â€¦
Grazie per aver citato uno dei passi che amo di pi๠di “Frattureâ€. Ovviamente quella sassata è dolorosa e metaforica, è il sasso che attende ciascuno di noi, pronto dietro l’angolo. Il sasso che dovremmo aspettarci, ma che inevitabilmente finisce ogni volta per coglierci impreparati e per colpirci in piena fronte producendo ferite, dolore, traumi, fratture esistenziali. Devi intendere il titolo come qualcosa che esuli dalla semplice connotazione fisica del “fenomenoâ€.
3) Come va vista la “provocazione”, molto alla “Teatro dell’Assurdo”, delle cinque foto del “Voi siete qui”? Prima si vede la piantina dei Fori Romani; poi l’Italia; poi l’Europa; poi il mondo; infine, la galassia. è forse una sorta di sberleffo nei confronti della nostra società attuale, sempre connessa ovunque e dovunque tramite il web o i social network? Oppure è un voler dare le coordinate esistenziali (in questo caso, certe, essendo legate alla spazialità geografica, ad eccezione della galassia) rispetto a quelle incerte della nostra esistenza? O quale altro significato hai voluto comunicare?
Indubbiamente amo il teatro dell’Assurdo ed hai colto la provocazione ambivalente racchiusa in quelle foto. Da una parte siamo sempre “sotto controlloâ€, spiati da telecamere, satelliti, servizi segreti e chi sa che altra diavoleria pronta a registrare ogni cosa che diciamo e facciamo. Schiavi del nostro cellulare, sempre “connessiâ€, fintamente liberi e legati pesantemente a dei “sistemi convenzionali e relazionaliâ€; dall’altra, portando l’occhio ad allontanarsi sempre pi๠dalla realtà contingente, come in un documentario, ho voluto tracciare le coordinate esistenziali, a partire dal piccolo percorso che i due protagonisti compiono all’interno dei Fori Romani per arrivare allo Spazio, dove Thomas ed Elisa assumono una dimensione infinitesimale all’interno dell’Universo e con loro l’intero genere umano. Non contiamo nulla fuori dal nostro “habitatâ€. Le nostre vite, i nostri problemi, le nostre “cose†sono piccole, piccolissime, per l’occhio di un possibile Creatore o semplicemente a guardarci da lontano. Siamo microscopici, ancor pi๠di granelli di polvere nello Spazio. Inevitabilmente la provocazione è forte e irriverente e quelle foto sono cariche di molte chiavi di lettura tra le quali non sottovaluterei la lezione esistenzialista e l’ironia.
4) Mi sembra evidente il collegamento che si puಠfare del tuo romanzo con i romanzi di stampo esistenzialista o di auto-analisi: i monologhi, il soffermarsi sui particolari spesso del tutto anonimi, eppure che vengono caricati di enormi prospettive o rifrazioni esistenziali, semantiche, come nella scena del bagno di Elisa. Che ne pensi? E in generale, da cosa sei stato ispirato per questa vicenda?
“Fratture†è per molti versi un romanzo “esistenzialistaâ€: è stato ispirato da alcuni passi del “mito di Sisifo†di Albert Camus, autore che amo molto; chi ha letto “L’ultimo disco dei Cure†poi conosce in che modo io e i ragazzi di Jost stiamo lavorando su ciಠche in maniera spicciola definirei “esistenzialismoâ€. Sartre, Kierkegaard, Abbagnano, le conversazioni con Sgalambro con cui sono entrato in contatto grazie alla collaborazione del filosofo con i Soluzione, ma pure le semplici letture di scrittori contemporanei come Houellebecq con le sue continue provocazioni (anche se personalmente mi muovo verso altri lidi) e Jonathan Coe che mi diverte moltissimo con i suoi romanzi.
La scena del bagno in cui Elisa si libra in un monologo in cui parla della “Voce†ha una dimensione intima ma va a toccare corde universali, se vuoi un micro pamplet postmoderno in cui la vita quotidiana e l’aspirazione universale combattono instancabilmente in modo morbido tra loro come il vapore acqueo della doccia o il fumo della sigaretta che si impossessano lentamente della scena facendola assomigliare ad un film thriller o addirittura horror. Mi sentirei di dirti che per “Fratture†sia stata la Vita stessa ad ispirarmi, ma inevitabilmente anche le mie letture, i film visti, la musica ascoltata, hanno finito per creare con i loro stimoli e i loro input qualcosa di animato, dei “tableaux vivants†in cui i personaggi hanno preso vita e la reclamano a gran voce finendo per essere uno “specchio†in cui è possibile senza esitazione riconoscersi.
5) Nel romanzo, spiccano veri e propri spaccati musicali; i gruppi da te citati, nella narrazione, e, che in qualche modo, accompagnano la vicenda dei tuoi personaggi, sono quelli che pi๠ami ascoltare?
I Joy Division, che aprono il romanzo e gli conferiscono una “dichiarazione d’intentiâ€, sono tra gli artisti che maggiormente amo e ascolto. Ian Curtis è un’icona. I Cure spiccano tra le band che amo e ascolto quotidianamente (il romanzo “L’ultimo disco dei Cure†ne è testimonianza palese J ). Come dimenticare i Sigur Ros dei quali è citata anche la copertina di àgà¦tis byrjun (Elisa perಠnon sa come si scrive J). Poi Lou Reed e i Velvet Underground, grandissimi. E gli Smiths, dei quali è possibile trovare traccia in molti passaggi del libro, veri poeti pop. E tanti altri: molta musica indipendente inglese e americana, David Bowie, Keith Jarrett, fino alla scena “finale†in cui c’è una piccola colonna sonora dello Spazio. Adoro la musica e mi piace scoprire sempre nuovi artisti e i legami che hanno con le altre discipline.
6) Trovo che il lungo monologo relativo al fotografare la morte, dai piccoli insetti, alle foglie morte, fino ai piccoli animali, per poi provare il desiderio “necrofilo” del fotografare un cadavere in decomposizione, come dice la tua protagonista:
“Ciಠdi cui avevo bisogno era un vero morto in stato di decomposizione avanzata. E di poterlo fotografare in tempi diversi, per analizzare in modo adeguato ogni singolo cambiamento. Non prendermi per una pazza o una maniaca ossessiva, volevo solo vedere come un corpo umano raggiungeva lentamente il Nulla, come diventava sempre MENO dopo aver cessato di esistere, fino a giungere pi๠vicino possibile al non-esistere comÂpletamente, la fine che avrei fatto pure io un giorno. Desiderio lecito non trovi?”
sia davvero una delle parti pi๠forti ed emblematiche del romanzo. La parte pi๠shoccante non è tanto che si parli di morte, bensଠdi fascinazione per la decomposizione e la dissoluzione della morte. è un riferimento a “Nekromantic” di Buttgereit? Te lo chiedo perchè penso che sia davvero impossibile “far finta di niente” dopo che si è visto quel film; tanto pi๠il cadavere si decomponeva, tanto pi๠cresceva l’estasi mistica dei due protagonisti; il personaggio maschile tra l’altro, sognava di correre per un prato maneggiando interiora…
“Fratture†è un romanzo adatto a tutti, una “strana storia d’amoreâ€, ma nel personaggio di Elisa ho voluto inserire una visione del mondo di un certo tipo, delicata sia chiaro (nella narrazione viene detto che Elisa deciderà di vestirsi di nero, ecc.). Quella che citi è di certo una parte molto intensa ed emblematica del romanzo. Elisa è una di noi, le sue domande iniziano a farsi pressanti, la ricerca (l’ha già iniziata) che svolge con il suo occhio “fotografico†(è una fotografa e filmaker) sta scavando in lei. Ha bisogno di sapere. C’è quella domanda sulla fine della vita, sulla morte, che rischia di corrodere non solo lei, ma tutti noi, se solo ci fermassimo a pensarci seriamente. La “dolce ossessione†di Elisa, quell’evoluzione del suo fotografare la decomposizione che poi la porterà verso il documentario sull’Anima, è un’esigenza “scientifica†di risposte, oltre che una sincera passione. Ti ringrazio per aver citato “Nekromantic†che a suo modo ho trovato interessante e divertente (premetto perಠche dopo aver visto le immagini della guerra in Bosnia i film horror, splatter, gore, ecc. mi fanno rilassare e divertire: è la realtà che spesso mi inquieta, i vivi fanno pi๠paura dei morti, veri mostri per ciಠche sono capaci di compiere verso i propri simili) ma quel film non c’entra molto con il personaggio di Elisa. In realtà se mai dovessi accostare la ricerca di Elisa ad un film mi verrebbe da pensare a “Kissed†di Lynne Stopkewich per il modo “romantico†e delicato di approcciarsi alla materia, ma ovviamente la protagonista di “Kissed†ed Elisa sono due personaggi assai differenti. Elisa percorre il viaggio in direzione opposta e con un fine completamente diverso…
7) Un’altra scena che cresce di intensità e climax è la scena del racconto dello stupro… Lo hai scritto con una forte sensibilità empatica totalmente legata a un punto di vista prettamente femminile…
Sà¬, quella scena fa indubbiamente male. Ho cercato di immedesimarmi, di riuscire a permeare e riportare sulla carta quelle emozioni negative, in quanto essere umano dotato di sensibilità e di razionalità , fanno soffrire e indignare anche me. Un racconto crudo, forte, senza esprimere giudizi, ma di una potenza che ti schiaccia a terra, perchà© temo non ci sia modo di girarci intorno. Era importante riportare le sensazioni in prima persona perchà© oltre al racconto, occorre far capire di cosa si tratta: non è solo un titolo sui giornali o un servizio al Tg, è una vita che viene devastata, una “frattura†potentissima che si apre. Non ti nego che le mie collaborazioni con i Servizi Sociali del Comune di Venezia e la fortuna di avere per compagna una psicologa con cui rapportarmi quotidianamente mi abbiano aiutato a focalizzare meglio ogni dettaglio dell’intero romanzo.
8) Su quale altra parte del romanzo ti soffermeresti, a tuo parere? E qual è quella che ti è costata pi๠“fatica”?
“Fratture†è una storia assai godibile a allo stesso tempo è un romanzo complesso per ciಠche mette in campo, e per il grado di intimità che stabilisce da subito con il lettore. A mio avviso va letto interamente. Non mi soffermerei per questo motivo su una parte a scapito di un’altra, ma lo leggerei dall’inizio alla fine andando a cercare i percorsi nascosti, ma pure semplicemente godendosi la storia e ciಠche puಠtrasmettere privatamente a ciascuno dei lettori. Cito perಠl’Inventario che apre un discorso molto importante sull’identità e il Piccolo Diario dei Sogni che ha una forte valenza psicanalitica e che interrompe qua e là il flusso delle parole di Elisa e Thomas, e poi non ti nego che mi piacciono molto le domande e le risposte che campeggiano di tanto in tanto nel libro, sulla pagina bianca, lapidarie e taglienti che come le fotografie dell’inizio sono scintille che appiccano incendi, ma pure riflessioni e immersioni pi๠profonde in alcuni temi. Tutto “Fratture†mi è costato grande fatica; a volte mi ha schiacciato sotto il suo peso e spesso quando mi capita di rileggerlo mi fa un male terribile. E’ come una sassata in piena fronte… Ma quando arrivo alla fine, mi sento rinato.
9) Concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata!
Ti ringrazio per le tue domande e mi auguro che le mie risposte possano servire a incuriosire i lettori sul mio romanzo ma pure sul mio lavoro di autore e quello che facciamo quotidianamente in Jost. Noi ci mettiamo l’Anima. www.jostmultimedia.worpress.com