Diamo la parola a questo Artista esordiente, che propone un mix tra Dark Wave e Indie/Shoegaze.
1) Ciao e benvenuto sul nostro sito! Presentati ai nostri lettori! Ciao a tutti i lettori di Darkitalia.it!! Mi chiamo Carlo Baldini e sono un musicista/produttore do-it-yourself, che per me è sia un credo musicale che uno stile di vita. Per me, DIY significa piena libertà ed indipendenza musicale e artistica nel bene e nel male, senza limitazioni o vincoli e con totale gestione del proprio modus operandi.
2) My Terminal and The Trip: che significato ha il tuo monicker?Â àˆ un nome che lessi in un giornale qualche anno fa quando vivevo in Inghilterra e ho deciso di farlo mio perchà© volevo iniziare un percorso musicale (“the trip”) che iniziasse dal capolinea di tutte le mie precedenti esperienze musicali (“my terminal”). Ero reduce da esperienze elettroniche, sperimentali, punk, gothic e metal ma volevo creare qualcosa nel quale potessi mettere in pratica tutto ciಠche ho imparato in quei periodi. Nella fattispecie, vado veramente a ruota libera, non mi pongo limiti. Considero My Terminal And The Trip non come la musica nella mia vita, ma la vita nella mia musica. Questo puಠportare a cambiamenti di stile o nuove sonorità , ed è esattamente quello che voglio: voglio fare un “viaggio” (“trip”), non un semplice progetto musicale.
3) “Dreams Hopes and Visions” è il cd del tuo Ep. Nella bio specifichi che tutti i testi delle tue canzoni sono ispirati ad eventi veri della tua vita. Vuoi parlarci del tuo album, dal punto di vista musicale e anche tematico? Anche la copertina è particolare: un grigio che avvolge tutto, un uomo lontano, isolato: potrebbe quasi essere uno spettro! E quel cartello, che mostra una direzione… e un gran punto di domanda. è cosଠche vedi la vita, o per rifarci al titolo dell’Ep, i sogni, le speranze e le visioni?  “Dreams Hopes And Visions” è un disco che ha cambiato la mia vita ma allo stesso tempo è stato scritto in un periodo della mia vita in cui ci son stati grandi cambiamenti, quindi le due cose si incastrano e si influenzano tra di loro. Sà¬, i testi sono ispirati ad eventi reali della mia vita di quel periodo o vecchi anche di alcuni anni che ho deciso di lasciarmi alle spalle una volta per tutte. Si parla dunque di sogni attuali, di speranze future e di visioni del passato. Dal punto di vista musicale, posso dire senza timore che è stato influenzato principalmente dalla musica indie, pop e shoegaze, poi ovviamente le influenze finiscono dove entra in gioco la propria testa. Ho comunque cercato di tenere una certa varietà tra le canzoni, non volevo creare un disco piatto e tutto uguale. Tutto il disco è stato prodotto, mixato e masterizzato nella soffitta di casa mia, e posso dire di essere molto soddisfatto di questo.
La copertina è stata realizzata da Gerardo Konte (grafico e mio collega nei The Nine Tears) e in questo senso è molto esplicita: quando si è in mezzo alla nebbia, l’unica cosa da fare è seguire una direzione per quanto pi๠sconosciuta sia, ma non bisogna rimanere fermi. Bisogna avere il coraggio di sperare e di sognare, ed allo stesso tempo di provare ad avere delle visioni (intese come osservazioni) su ciಠche c’è da fare. Per lo meno, per me è stato cosà¬.
4) Su YouTube si puಠvedere il video di “American Gothic”. Perchà© questo titolo? Il video mi pare una buona metafora dell’incomunicabilità tra gli esseri umani…ma alla fine, c’è una sorta di “lieto fine”. Come va interpretato il sorriso della ragazza? “American Gothic” è ispirata all’omonima serie TV andata in onda nella stagione 94-95 e il testo è stato scritto in modo che possa parlare sia di quello che succede nella serie TV sia dell’impotenza di uscire fuori da situazioni nelle quali qualcuno controlla le nostre vite, che sia in ambito sociale o personale. Quanto al video, è stato scritto e diretto da Emidio De Berardinis, regista emergente e cantante dei Laika Vendetta, e il sorriso finale della ragazza (che si chiama Emanuela Cichella) è volutamente ambiguo cosଠche sia lo spettatore ad interpretarlo come vuole. Ovviamente per noi ha un senso ben preciso, ma ci piace anche lasciare a chi guarda la libertà di dargli un senso proprio.
5) Hai già suonato live? Solo una volta fino ad oggi, ma sà¬. Essendo da solo purtroppo è molto difficile trovare qualcuno che sia disposto ad essere il tuo turnista, specialmente se il budget è estremamente limitato, ma un paio di anni fa ci esibimmo in occasione del Teramo Music Festival. La line-up era composta da me alla voce e alla chitarra pi๠Simone di Everyman e In A Sleeping Mood al basso mentre tutto il resto veniva da basi elettroniche. Benchà© ci sia ancora molta diffidenza verso le campionature in un live, vorrei replicare questa formula in prossimi concerti, magari estendere la line-up a tre persone con un chitarrista ed un bassista insieme a me.
6) Prossimi progetti? Tantissimi: sono al lavoro sul prossimo disco My Terminal And The Trip (che sarà un album completo) e sarà pronto per la fine dell’estate o inizio autunno. Per questo cd sto agendo al contrario rispetto al mio solito cioè sto scrivendo prima i testi e poi le musiche; per quest’ultima finora le parole d’ordine sono fuzz, riverbero e batteria minimale. Inoltre, siamo alla conclusione del disco di debutto di The Nine Tears, una band nella quale suono il basso oltre che ad occuparmi di mix e mastering, che uscirà nel mese di maggio. Sono anche produttore e collaboratore del nuovo disco di The Last Hour, progetto solista di Roberto Del Vecchio (Les Jumeaux Discordants ed ex-Gothica), che anche uscirà nel prossimi mesi. Last but not least, è da poco partito il progetto Deborah’s Number portato avanti da me insieme a Vidreep, una talentuosa cantante e artworker del varesotto, che sta anche curando la grafica del mio prossimo disco. Inoltre, appena avrಠun po’ di tempo, vorrei provare a fare qualcosa di totalmente diverso, tipo qualcosa di ambient strumentale o un disco punk old-school molto grezzo, sudicio e spontaneo del tipo “buona la prima!” senza post-produzione alcuna.
7) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!  Vorrei lanciare un appello a musicisti, gestori dei locali e ai loro frequentatori: supportate la musica emergente e la musica inedita, boicottate le cover band. Va benissimo reinterpretare le canzoni altrui ogni tanto, ma sono passati quasi 40 anni da gruppi come Queen e AC/DC, eppure i locali pi๠pieni sono sempre quelli di cover band che suonano le loro canzoni da 10 anni. Il mondo ha bisogno di arte e di voci che dicano la propria opinione, il mondo non ha bisogno di fotocopie e di androidi. Siate curiosi, fatevi un giro su internet, ascoltate band emergenti e andate nel locale dove si suona musica inedita. I Queen e gli AC/DC sentiteli a casa, che suonano molto meglio dei loro cloni. Grazie a voi di Darkitalia per questo spazio!