1) Ciao Tony! Ti ho scovato su segnalazione di un utente di Youtube che mi ha dato l’indirizzo del tuo blog.
Vuoi presentarti pi๠nello specifico, alla nostra community?
Ti riassumo in breve 33 anni di “carrieraâ€.
Batterista di Chelsea Hotel, Not Moving, Hermits, Link Quartet e Lilith and the Sinnersaints tra gli altri, una 30 di dischi incisi, altrettanti prodotti (dagli Statuto ai Vallanzaska), 6 libri pubblicati (da “Uscito vivo dagli anni 80†via “Mod generations†ad una biografia su Paul Weller in uscita), un po’ di concerti organizzati (da Manu Chao a Ivano Fossati) e tante altre cose sparse sempre in ambito musicale.
Attualmente suono con Lilith and the Sinnersaints (in cui canta Lilith ex voce dei Not Moving) con cui ho di recente realizzato il nuovo album “A kind of bluesâ€
2) Su Youtube sono presenti diverse song del tuo gruppo, i Not Moving.
Iniziamo dalla pi๠classica domanda… perchè questo monicker?
Nacque dalla primissima formazione del gruppo (primi mesi del 1981) in cui ci ispiravamo alla no wave new yorkese. E proprio sull’album manifesto della scena “No New York†c’era il brano “Not Moving†dei DNA di Arto Linsday.
Dopo poco cambiammo completamente sound
3) Suonavate un mix tra Rock, Post Punk e Dark Wave; mi vengono in mente paragoni con Mission, Flesh for Lulu, The Gun Club, Siouxsie and the Banshees, The Cult…
“Eternal door” la trovo stupenda: spettrale, liquida, una vera e propria “dark hit”.
Quali sono le canzoni che pi๠racchiudono la vostra essenza? Ti capita ancora di sentirle, a distanza di tanti anni?
E che effetto ti fanno? Malinconia, rimpianto, o….?
Eravamo un misto di sonorità molto differenti che comprendevano anche espliciti riferimenti al rock n roll degli anni 50, al garage beat e alla psichedelia dei 60’s, al surf, al blues filtrati attraverso una visione attuale ai tempi in cui confluivano influenze punk, post punk dai Bauhaus a Siouxsie (tra l’altro con Lilith and the Sinnersaints abbiamo aperto un concerto per lei alcuni anni fa al “Metarock†di Pisa).
Ogni tanto riascolto qualche cosa (ultimamente sono stato “costretto†dalla ristampa di una serie di nostre produzioni nel doppio CD “Light/Dark†edito dalla Audioglobe).
Non provo alcun rimpianto o malinconia ma solo soddisfazione d iaver fatto quelle cose in quegli anni, tra i primi, tra i pochi.
Nessuna nostalgia, il passato è passato e preferisco guardare sempre avanti.
Forse da un punto di vista tecnico con una cura maggiore e meno ingenuità potevamo fare di meglio.
Tra le mie preferite e pi๠rappresentative de lsound dei Not Moving metterei “A wonderful night to die†da “Land of nothingâ€, “Crawlin†e “Goin’ down†da “Black n wild†, “Lost bay†da “Sinnermen†e il primo singolo “Baron Samedi†8questi ultimi due brani presenti nel repertorio live di Lilith and the Sinnersaints e “Baron Samedi†riproposta in versione “aggiornata†anche sul nostro nuovo album “A kind of bluesâ€
4) Vuoi raccontarci nei dettagli tutto ciಠche hai vissuto e creato con i Not Moving?
Sono stati otto anni di concerti, dischi , passione, sacrifici, senso di missione verso qualcosa che per noi aveva contorni “religiosiâ€. Tre di noi non avevano ancora 16 anni quando siamo saliti sul palco la prima volta, eravamo giovanissimi e determinatissimi.
Con i Not Moving abbiamo realizzato due EP “Strange dolls†(1982) e “Movin over†(1983), due LP, “Sinnermen†(1986) e “Flash on you†(1988), e due 12†“Black n wildâ€( 1985) e “Jesus loves his children†(1987). Nel 1988 tre di noi lasciarono il gruppo che proseguଠcon altra formazione, un altro sound pi๠hard rock e incise altri dischi. Lilith andಠavanti, con me alla batteria, con una carriera solista.
Abbiamo aperto per i Clash e Johnny Thunders nel 1984, suonato con Litfiba e Pankow a Berlino quello stesso anno e toccato ogni regione italiana con i nostri concerti (documentati dal CD/DVD “Live in the 80’s†uscito nel 2005.
E’ stata una storia abbastanza breve ma intensissima, dove abbiamo bruciato ogni momento vissuto. In questo senso nessun rimpianto o nostalgà¬a.
5) Perchè un titolo come “Jesus Loves His Children”? è un riferimento sarcastico oppure no? E in generale, che temi/tematiche analizzavate nelle vostre canzoni?
Ci siamo sempre interessati ed abbiamo appoggiato cause socio politiche. Nello specifico c’eran contatti diretti con organizzazioni che tutelavano i diritti dei Nativi Americani e il titolo è una sarcastica constatazione relativa alla foto del disco che raffigurava un bambino pellerossa che scavava una trincea durante la rivolta che scoppiಠnel 1973 a Wounded Knee e che ebbe protagonista un gruppo di Indiani Americani.
In generale i testi hanno abbracciato inizialmente tematiche dark, esistenziali ed esoteriche per passare poi ad argomenti pi๠personali, talvolta politici, altre volte molto pi๠generici e meteforici.
6) Vedremo mai i Not Moving in azione, di nuovo?
Oppure pensi di curare qualche riproposizione su cd o in download delle vecchie song della band uscite solo su vinili?
Se non sbaglio, eravate già stati inseriti in una compilation dedicata alla Wave Italica…
Ma a leggere i commenti che i fans vi lasciano, a distanza di cosଠtanti anni, dovreste avere la certezza che la vostra musica interessa ancora moltissimo, e non solo “ai vecchi fans”!
I Not Moving si sono riuniti per un tour di 10 date (conclusosi supportando Damend e Iggy and the Stooges a Milano a “Rock in Idroâ€) tra il 2005 e il 2006 ed escludo che si possa rivederci insieme. Siamo troppo lontani da quegli anni e troppo fuori contesto per pensare di riproporre un certo sound.
Le reunion il pi๠delle volte, soprattutto quelle che avvengono 30 anni dopo, sono tristi e inutili.
Insomma chi c’era negli 80s’ ha potuto apprezzare un gruppo al passo con i tempi, anzi , che li precorreva. Ora sarebbe un inutile revival, quale è stato per molti aspetti la reunion del 2005. Ci è bastata.
In compenso Audioglobe sta ristampando tutta la discografia e dopo il doppio CD “Light/Dark†(con i singoli e i 12â€) dell oscorso anno e il precedente “Sinnermen†a breve sarà la volta di “Flash on you†e in sgeuito di un cofanetto con un libro e tutta la produzione.
7) Un tuo parere sulla scena musicale, attuale e ottantiana… Quali le differenze, quali le similitudini… insomma, come si viveva negli anni ’80?!
Voi venite da Piacenza… com’era la scena alternativa?
E avevate contatti con il resto delle band della scena milanese o fiorentina?
Ci sono state moltissime band che per nostra immensa fortuna, sono state “tutelate ed eternizzate” su Youtube:
D’as Hirth, Carillon del dolore, Giardino Violetto, Symbiosi….
La scena in generale era molto limitata. A volte sembra che ci fossero migliaia di persone ma in realtà si parlava spesso di poche decine di persone. Con i Not Moving riempivamo i locali e nel 1987 / 1988 suonavamo abitualmente davanti a 500/1000 persone ma in buona parte composte da soggetti che poco avevano a che fare con la cosiddetta scena ma erano interessati comunque alla musica nuova.
Eravamo in contatto con tantissimi altri gruppi (suonammo, come detto, a Berlino con Pankow e Litfiba, a Roma con i Carillon del Dolore che ci ospitarono poi a casa loro per la notte, quando andavamo a Firenze incontravamo Ghigo Renzulli, Pelà¹, Fiumani dei Diaframma o Michelotti dei Neon e a nostra volta andavamo a vedere loro quando suonavano dalle nostre parti. Stessa cosa con i CCCP ad esempio.
I concerti di un certo tipo erano cosa rara ai tempi e si facevano kilometri e kilometri per vedere un gruppo in qualche modo artisticamente vicino a noi.
8) Vuoi raccontarci qualcosa relativamente ai vostri live? Dove avete suonato, con chi…. e la serata migliore che ricordate!
I concerti erano qualcosa di veramente selvaggio, eccessivo ed estremo.
Nei primi anni 80 non c’erano locali specializzati per il “rockâ€. Ragazzi di nuona volontà affittavano le discoteche, i cinema anche parrocchiali e organizzavano i concerti per i nuovi gruppi. E il pubblico non era preparato a trovare un gruppo di minorenni con i capelli rosa, collane di ossa, candele nere sulla tastiera, due ragazzine in minigonna leopardata che sparavano musica violentissima ad altissimo volume. Nè, ad esempio nel 1982 a Pavia (di fronte ad un giovanissimo Max Pezzali) vedere il nostro bassista tirarsi una lamettata su un braccio (14 punti di sutura….) o Lilith tirare un anfibiata in bocca ad uno skinhead troppo intraprendente, ubriaco e di destra.
Figurati che nel 1987 a Correggio un nostro concerto lo organizzಠun certo Luciano Ligabue che aprଠcon i suoi Ora d’Aria.
La data che ricordiamo con pi๠piacere è quella del febbrai o1984 con i Clash. Conoscere e chiacchierare con Joe Strummer e Paul Simonon non ha prezzo, ma anche il tour in Germania del 1987 (12 date in 12 giorni) fu eccezionale, ad esempio.
9) Adesso, di cosa ti occupi e cosa ti piace ascoltare?
Come detto suono con Lilith and the Sinnersaints, lavoro sempre nell’ambito musicale, scrivo, ascolto veramente di tutto, dal jazz di Miles Davis a gruppi hardcor e punk, dalla soul music e i Beatles alla musica giamaicana e africana. Mi paice ascoltare veramente di tutto anche se poi apprezzo poche cose veramente.
10) Concludi l’intervista a tuo piacimento e grazie per averci concesso l’onore di questa chiacchierata!
L’unica cosa che mi sento di ripetere è di continuare a guardare avanti.
Facendo riferimento al passato, prendendo spunto e ispirazione ma cercando sempre nuove strade, mi raccomando.