Altra band italiana che ha da poco rilasciato un album ufficiale,”Day. Night. Life”, ben ancorato alle radici del genere, dal sound cupo e drammatico, con venature Wave.
1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori!
Ciao! Secret Sight è un progetto nato ad Ancona nei primi mesi del 2014, musicalmente influenzato sia dalla New Wave degli anni ’80 che dalla sua evoluzione in chiave moderna (il fenomeno del Post-punk revival di inizio millennio).
2) Secret Sight: perchè questo monicker?
Sguardo segreto. Due parole che lasciano intravedere molto ma che in realtà non fanno trasparire qualcosa di troppo preciso. E’ abbastanza misterioso in un certo senso, per questo ci piaceva.
3) Riepilogateci pure la vostra biografia… tra l’altro in realtà provenite da una band precedente… potete tracciare differenze e analogie tra le due band? Cosa vi ha spinto a cambiare?
Secret Sight nasce come evoluzione naturale del progetto Coldwave, band nata ad inizio 2013 con il quale abbiamo pubblicato un EP e suonato un po’ in giro per l’Italia, spesso aprendo i concerti di band underground già ampiamente affermate (Soviet Soviet, Schonwald, Cut). Nel 2014 abbiamo sentito l’esigenza di cambiare nome, ci piaceva un qualcosa di più personale e oltretutto il termine ‘Coldwave’ come ben saprai era fin troppo catalogabile. Oltre a questo, pur mantenendo le medesime coordinate stilistiche, il progetto si è evoluto molto sia sotto l’aspetto compositivo che su quello prettamente sonoro, ora molto più a fuoco rispetto al passato. Una volta stabilizzate le fondamenta del nuovo materiale abbiamo quindi iniziato a registrare l’album.
4) E ora, parliamo del vostro debutto “Day. Night. Life”.
Per chi non vi conoscesse musicalmente, tra l’altro, consiglio di sentire il vostro video “Track by Track”, dove spiegate a fondo ogni traccia dell’album.
Venendo alla nostra domanda, direi, da quello che ho potuto sentire, che la vostra influenza principale sono i Joy Division, anche se avete una linea di fondo molto più melodica ed omogenea, “meno spigolosa”, a tratti, forse per via delle chitarre spesso “liquide”.
Vorrei che ci parlaste anche della copertina (un po’ surreale e inquietante), del titolo (quel punto dopo ogni parola sembra quasi lasciar intendere un discorso tassativo o una pausa molto lungo tra il “giorno”, la “notte” e la “vita”…) e delle lyrics.
“Day. Night. Life”, uscito lo scorso 6 Ottobre su Red Cat Records, è stato registrato durante l’estate da Paolo Rossi presso Studio Waves (Pesaro), il quale ha dato un forte contributo per la riuscita dell’intero progetto. E’ un tipico disco d’esordio: diretto, asciutto e senza troppi fronzoli. Il sound, aggressivo ma melodico, ha pochi compromessi e si basa essenzialmente su un mix di carica e adrenalina, come diversi brani possono testimoniare. La copertina e il titolo invece rappresentano in chiave essenziale i chiaroscuri presenti nei testi: da un lato il nitido sguardo interiore, da cui emergono sogni, sentimenti, emozioni; mentre dall’altro il crudo scenario della vita esterna, incentrato su decadenza e alienazione.
5) Ho letto che avete già anche una discreta esperienza on stage. Potete parlarcene?
Abbiamo avuto modo di fare diversi concerti in giro per l’Italia, toccando quindi varie regioni e città. Fra le esperienze live più belle e significative possiamo citare le aperture ai concerti di Soviet Soviet e Schonwald, entrambe band che stimiamo e apprezziamo molto. Altri aspetti molto piacevoli e importanti del fare concerti sono i viaggi, la condivisione musicale e culturale, il confronto con persone diverse e di base il divertimento.
6) Parlateci del ‘making of’ del video!
Il video di “Earth Overflows”, con la regia di Francesco Amicucci, è stato concepito e realizzato in un tempo relativamente breve, circa un mese fra ideazione e montaggio finale. E’ stato girato nelle Marche e abbiamo utilizzato varie location, fra cui spicca un’ex caserma militare abbandonata, di inizio ‘900. A livello concettuale è un video abbastanza ‘mistico’, basato sulle proiezioni mentali di un protagonista mentalmente allucinato, con tanto di rito sciamanico in evidenza. Siamo molto soddisfatti del lavoro svolto da Francesco e il suo staff.
7) Negli ultimi tempi in Italia si formano sempre più band legate ad una tradizione storica, ottantiana. Forse perchè si ha sempre voglia di mettere mano ai classici, alle radici del genere? O perchè il futuro (anche non musicale…) è così desolante che ci si rifugia in ciò che è passato, per nostalgia o affetto? Voi che spiegazione vi date?
Il passato è sicuramente meta di visitatori e nostalgici, anche per via del forte fascino che possiede. Alcuni generi vivono solo del passato, come spesso succede nella New Wave, mentre altri devono ciclicamente evolversi, per quanto possibile. A noi è sempre piaciuto rielaborare in chiave nostra tanto le influenze del passato quanto quelle del presente, in modo da avere un quadro un po’ più completo. Comunque, per riallacciarsi al tuo discorso, forse è anche l’epoca in cui viviamo che da una parte ci spinge, spesso, a ricercare quella scintilla che in passato era cosi presente.
8) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Per chiunque voglia seguirci ricordiamo che può farlo semplicemente cercando Secret Sight nei vari canali web: Facebook, Youtube, Bandcamp, Spotify ecc.
Grazie per l’intervista. Un saluto!