Diamo spazio a questa interessantissima realtà di casa nostra!
1) Ciao ragazzi e benvenuti su Darkitalia! Presentatevi ai nostri lettori con un curriculum vitae della band! Ciao a tutti, da Luca (voce, chitarra, sampler), Massimiliano (batteria), Alessandro (basso) e Gabriele (tastiere e chitarra).I Soluzione sono nati intorno al 2000, il nostro genere oscilla tra new wave, pop, psichedelia e cantautorato intimista (qualcuno ha scritto di noi: “alla La Crusâ€), con venature spiccatamente melanconiche. Amiamo molto la musica dark e la New Wave, i Cure e i Depeche Mode sono tra i nostri gruppi preferiti (cito anche Bauhaus, Joy Division, Echo & the Bunnymen, The Smiths, SadLovers & Giants ma pure Cabaret Voltaire, Clock Dva, ecc.). Abbiamo supportato band importanti del panorama italiano e partecipato a numerose compilation. Tra le tante segnalerei “Decidilo Tu – Canzone per l’Abruzzoâ€, in favore dei terremotati dell’Aquila, scritta dall’attore e regista Alessandro Benvenuti.
Abbiamo pubblicato 2 dischi per Jost, “Ciliegia†e “L’esperienza segna†distribuito da Audioglobe, entrambi disponibili anche su iTunes e negli store digitali. Oltre ai dischi abbiamo sperimentato, musicato reading e sonorizzato il romanzo “L’ultimo disco dei cure†di Massimiliano Nuzzolo, ci è capitato di scrivere colonne sonore per serie tv e cortometraggi.
2) Vi pongo la domanda classica: perchè avete scelto “Soluzione” come monicker? Lo ricollego, quasi d’impatto a “Cure”; Soluzione/Cura….tra l’altro in “Infettami” cantate “Devo scegliere la cura/quale cura ora non so”; non rimanda alla cureiana “Pornography”, “I must fight” the sickness/find a cure”, che poi è il verso che emerge, come un bagliore di speranza, da tutto quel cd dove a dimorare era la disperazione, a cominciare dall’incipit di “One hundred years”: “It doesn’t matter if we all die”? “Non importa se moriamo tutti…†Ok! Va bene Robert… Potrebbe essere un’idea. La canzone “Pornography†e l’intero album omonimo dei Cure racchiudono parte di quell’angoscia e disagio che è presente nel nostro disco “L’esperienza segnaâ€. Un ‘concept’ album che ho scritto partendo dalla domanda: “Perchà© esistiamo?â€. Sembra una domanda facile, ma non lo è affatto…
L’idea del nome della band nasce tra i banchi di scuola e pi๠precisamente nel laboratorio di chimica, mentre ascoltavo con il mio walkman “Let’s go to bedâ€, dopo aver fatto esplodere un’ampolla in cui avevo miscelato acqua e potassio (se volete ricreare la scena potete scegliere altri elementi altamente reattivi e miscelarli tra loro…). Sono stato sospeso per due settimane. Perಠche bagliore! Me lo ricordo ancora…
3)Volete parlarci del video di “Infettami”, che è tratto dal vostro nuovo cd “L’esperienza segna”? è un video davvero inquietante! Ha un che di surrealista, o sbaglio? Volete parlarci del regista e dell’idea che vi ha portati a realizzarlo a quel modo? Anche il testo della canzone è molto “paranoico”… perchè “infettami”? Perchè è inevitabile che i disagi esistenziali degli Altri ci infettino? Avete anche girato il video di “Tutto e Nulla”… Parlando di “L’esperienza segna” affermate: “Un nuovo lavoro profondo e maturo e allo stesso tempo estremamente godibile per i Soluzione, lavoro che esplora la Vita (e tutte le implicazioni che un simile termine porta con sà©), la parola e il linguaggio, il pensiero e la sua evoluzione, le relazioni tra gli esseri umani e le loro contraddizioni in un’epoca schiacciata da intermezzi televisivi e slogan che nascondono il Nulla mentre il Mondo continua a dondolare pericolosamente affacciandosi al baratro/sperimentando con i suoni e la forma canzone, si muovono tra Esistenzialismo e poesia, strizzando l’occhio ai concept degli anni ’70 (decisamente azzeccate le citazioni/evoluzioni kubrickiane del booklet e delle copertine), tra New Wave di qualità e al passo con i tempi, rock intimista, atmosfere “dark†e pop d’autore, pervadendo tutto di un’amara ironia e di una malinconia degna degli chansonnier francesi e dei poeti “maledetti—; è quindi un concept sull’Esistenza, sull’ “esserci” e la ricerca di senso, tanto caro all’Esistenzialismo?
Quando ho cominciato a scrivere le canzoni del disco, mi sono chiesto cosa avessi di pi๠caro da voler gridare al mondo in quel momento: “angoscia intesa come consapevolezzaâ€. Come dicevo prima, l’album è stato pensato come un ‘concept’, un percorso nel quale inserire tutto ciಠche puಠrappresentare la vita, con i suoi drammi ed i suoi umori, non tralasciando nulla. Anzi, prendendo tutto e cercando di non lasciare fuori proprio niente. Ogni brano racconta, attraverso melodie tanto orecchiabili quanto imprevedibili, la difficile impresa di vivere. (Partendo dall’indelebile segno che l’esperienza imprime come un marchio citato nella title track, arrivo a descrivere, nell’ultima canzone dell’album, “alta velocità â€, il conflitto interiore che l’esperienza ha generato, provando a cercare, quasi fosse una malattia, una cura…). Conflitti di vari natura che si evidenziano in “Infettamiâ€, canzone che cerca di descrivere stati di solitudine e incomunicabilità di cui, a mio avviso, la nostra società soffre parecchio, senza trascurare i conflitti generazionali… Il video è stato realizzato in animazione con la tecnica della stop motion da Andrea Princivalli dello studio ManoLibera, insieme ai suoi giovani allievi, in collaborazione col Comune di Venezia e ovviamente Jost Multimedia, e con quel video abbiamo partecipato a numerosi festival internazionali del Cinema (da San Paolo del Brasile a Musiclip Barcellona, a Interfilm Berlino, vincendo poi il premio del pubblico e quello della critica a My Generation Nickelclip).
4) Avete collaborato con Mao, Garbo e Diaframma! Volete parlarcene con dovizia di particolari?
Condividere il nostro brano “Gene†con Federico Fiumani è stato davvero emozionante. Non mi sembra vero che una parte di storia della New Wave italiana sia racchiusa nel nostro “L’esperienza segnaâ€. Ci siamo conosciuti ad un concerto dei Diaframma, successivamente gli ho proposto di cantare un brano e da lଠil passo è stato breve. Per lui, “Gene†è stato amore al primo ascolto.
Garbo, invece, l’ho visto per la prima volta in tv, cantava “Il fiumeâ€. Ero un bambino, ma quella voce e quelle sonorità sono rimaste impresse nella mia memoria. Ci siamo incontrati per la prima volta quando i Soluzione hanno avuto l’occasione di aprire un suo concerto. Ci ha raccontato molto della vita vissuta a Berlino e delle passate esperienze musicali. Piacevole incontro che si è concretizzato cantando insieme il brano “Luceâ€. La sua voce è unica.
Mao (Mauro Gurlino) invece l’ho conosciuto ad un Neapolis Festival di Napoli di qualche anno fa. Ci siamo sentiti spesso via mail e via telefono, ma non avevo ancora maturato l’idea di una collaborazione con lui. Poi un giorno per caso ho messo nello stereo un suo vecchio disco e da là¬, i lavori su “L’esperienza segna†erano quasi conclusi, gli ho proposto di cantare “Anni Settanta†che per me era perfetta per la sua voce. Di Mao mi è sempre piaciuta la capacità di rendere leggero ogni pensiero, di farlo apparire “giustamente popâ€. Cosଠgli ho spedito il file audio e “Anni settanta†è diventata la terza bonus track del nostro lavoro, super cliccata su internet.
5) Come vi state muovendo per promuovere la vostra musica? E quali progetti avete in cantiere?
Internet è forse, al momento, l’unico mezzo davvero veloce per veicolare ogni cosa. Le comunità web sono i nuovi ascoltatori/fruitori, me compreso. Con pochi click, ti hanno ascoltato a Tokyo, a Seattle, a Bari, senza uscire di casa. Difficile pensare ad un mezzo altrettanto veloce oggi.
Negozi di dischi, sempre pi๠rari quanto preziosi. Riuscire a trovarne uno ed acquistare un cd non è cosa facile oggi… Sà¬, la fruizione della musica sta cambiando. Ma i cultori dei dischi e dei cd non moriranno mai. Guarda gli e-book, in questo momento vanno alla grande e sono di certo il futuro (una biblioteca in pochi centimetri) ma il piacere di sfiorare la carta non finirà mai, allo stesso modo quello di ascoltare con “curaâ€: diventerà sempre pi๠prezioso probabilmente e forse elitario, ma i libri, i dischi rimarranno. E infatti stanno tornando i dischi in vinile, tirature limitatissime come negli anni ’80 e non è detto che questo sia un male… Noi abbiamo voluto fare entrambe le cose, cd con booklet curatissimo e pieno di citazioni kubrickiane acquistabile nei negozi superstiti o nelle catene tipo fnac o feltrinelli o direttamente sul sito di Audioglobe, e dall’altra parte iTunes e i numerosi store digitali accessibili in ogni istante da ogni parte del Mondo… I risconti sono stati buoni. E chissà che il prossimo lavoro non esca addirittura in vinile colorato o solo in digitale…
Progetti per il futuro? abbiamo finito si sistemare lo studio, abbiamo cambiato bassista da poco e stiamo registrando il nuovo disco. In contemporanea, stiamo ultimando il lavoro con il filosofo Manlio Sgalambro.
6) In Italia abbiamo ottime band come Kardia (autori anche loro di un bellissimo video, “Rondini”), Favole Nere, NerOpaco, i purtroppo dimenticati Renoir, Lana, Lecrevisse, che ibridano il rock di ascendenza alternativo a forme di disagio sonoro/lirico che va a ripescare da Cure/Joy Division… pi๠in generale, cosa amate ascoltare, e con chi vi piacerebbe collaborare? Proveniamo tutti e quattro da generi molto diversi. Partiamo tutti dalla New Wave per poi contaminarla con i pi๠disparati generi: the cure, joy division, depeche mode, bauhaus, the smiths, cocteau twins, sigur rà²s, peter gabriel, beethoven, placebo, orbital, interpol, slowdive, soundgarden, notwist, travis, white lies, pixies, wolf parade, god is an astronaut… Ci piacerebbe collaborare con i placebo e gli interpol (abbiamo conosciuto entrambe le band alcuni anni fa), e se dovesse succedere, con Robert Smith. Sarebbe grandioso!
7) Avete già avuto modo di suonare live con Cousteau, La Crus, Subsonica, Daniele Silvestri, Afterhours, Tiromancino… avete qualche altra data, nuovo evento a cui parteciperete…?
Per ora siamo concentrati sulle nuove registrazioni, anche se il calendario per il nuovo anno è ricco di appuntamenti, che ci vedrà impegnati su pi๠fronti, dai readings alle colonne sonore e ovviamente ai live.
8) Sono rimasta davvero entusiasta di vedere che vi occupate anche di Filosofia! Non capita tutti i giorni di collaborare con il Filosofo Manlio Sgalambro! Pi๠in generale, cosa vi piace leggere? Ho notato che sui siti “accademici”, persiste un certo snobismo culturale quando si parla di Esistenzialismo e si tende a liquidarlo come ex moda culturale o a ridurlo a semplice stereotipo! è una cosa che notate anche voi?! Io mi ci scontro quasi quotidianamente…. penso che attualmente in ambiente pi๠o meno accademico (e in un certo senso, tutt’altro che “democratico”, ma pi๠legato a “mentalità classiste/elitarie” alquanto restrittive e autoreferenziali…) persista un indirizzo di stampo “psicologista/positivista”; non viviamo sommersi da queste derive ispirate a queste correnti di pensiero che tendono a liquidare il disagio/l’interiorità come “infezione” (per ricollegarci proprio al vostro video!) da debellare a suon di psicofarmaci? è difficile poter parlare di Cioran ma anche di Camus, su certe “community filosofiche”, dove a prevalere sono ideologie di stampo cognitivista/biochimico/razionalista o ancora la “sterile” esercitazione di pensiero fine a se stesso, scevro da qualsivoglia riferimento al personale, al vissuto, pena “la scomunica” di solipsismo non razionale! Devo ammettere che non mi trovo per niente a mio agio in quegli ambienti dove il dolore/l’angoscia sono sezionati come cadaveri all’obitorio, ridotti a meri fenomeni di mancanza di sostanze biologiche!. Forse, la nostra epoca cosଠ“tecnologica” e “siliconata”, ha liquidato il dolore esistenziale come una burocratica questione di somministrazione di ormoni/sostanze psicotrope, senza nulla lasciare all’analisi dell’anima e dell’interiorità , tipica invece di alcune derive filosofiche o poetiche. Adesso sto finendo di leggere “Le porte della percezione (paradiso e inferno)†di Aldous Huxley. Per tutto il resto, cerco di suonare e scrivere canzoni. Le idee che mi passano per la mente vengono a volte alimentate dai libri, a volte no. Camus l’ho letto perchà© mi chiedevo chi fosse “Lo straniero†in “Killing an arabâ€, poi me ne sono innamorato. Cerco di seguire ciಠche sento pi๠vicino a me, a prescindere dalle mode. Cosଠho scoperto Kafka, Sarte, Dostoevskij. Sconvolgente! Oggi viviamo condizionati dalla fretta, dalla mancanza di tempo, dall’impossibilità di riuscire. Schizofrenia allo stato puro. Difficile parlare di anima e di interiorità . Difficile per noi, stilare un modo di operare comune, quando si parla di psicosi e di disagi. Sicuramente “L’esperienza segna†è influenzato da un certo pensiero e da certe letture. Non so se al giorno d’oggi si possa ancora chiamare esistenzialismo. In Jost di sicuro ragioniamo, sviluppiamo idee, pensiero, ci scambiamo libri, film, dischi, e ad alcuni pensatori ci sentiamo pi๠legati di altri senza pensare alle mode o agli ambienti accademici. Ad esempio, il nostro lavoro con il filosofo Manlio Sgalambro vuole essere tutt’altro che difficile, o quanto meno questo è il nostro intento. Cavalcando oscillatori e filtri, tra rullanti sintetici e bassi a 60Hz, tra testi arditi e melodie electro pop, vogliamo raggiungere il cuore delle persone, prima di tutto, attraverso l’etere.
9) Bene, concludete a vostro piacimento la nostra chiacchierata! Andiamo a mangiare una pizza? [ride]
Scherzi a parte, grazie per lo spazio che ci avete dedicato. Salutiamo tutti i lettori di Dark Italia, inviandoli a partecipare attivamente in rete, visitando www.jostmultimedia.wordpress.com blog di Jost e diventando fans dei Soluzione sul nostro profilo Facebook. [ride] i Like…