Diamo spazio a questo interessante Artista, che nei suoi tre E.p ha ripreso l’eredità Dark Wave dei tempi d’oro…
1) Ciao Andrea, benvenuto sul nostro sito! Presentati ai nostri utenti!
 Ciao a tutti, sono andrea braina, suono da dieci anni,e da un paio d’anni ho un progetto one man band di recente ho pubblicato un concept formato da tre e.p. “song of trail†“october†“some storiesâ€,recensiti da darkitalia .
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2) Perchè “The Abi”? Ha un significato ben preciso?
 Si, Abi ha un significato molto profondo che perಠdevo tenere nascosto e quindi non posso svelarvi…
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3) Ho recensito i tuoi tre demo: Song of Trail, October, Some Stories. Vorresti recensirli tu, con le tue parole e la tua sensibilità artistica? Io ho usato soprattutto i paragoni con i primi The Sisters of Mercy e Cure; il suono che crei è spettrale e molto fumoso, riscattato solo (specialmente in October e Some Stories) dalla chitarra, che in qualche frangente, acquista una “secchezza” che mi ha riportato in mente il tipico suono dei primi ’90s.
Le musiche di questi tre e.p. che hai citato sono state composte in un’arco di tempo parecchio ampio, in maniera disordinata, si possono trovare brani abbozzati nel 2008 ma rifiniti alla fine dello scorso anno, come ad esempio you were, oppure pezzi come faith e i walk away fatti nel 2011, per cui anche il sound ne risente, si passa da un dark leggero di song of trail a quello pesante di october, a quello piu rockettaro di some stories. Il discorso è che pensavo di trovare un cantante e quindi sti brani son rimasti nel cassetto, e li ho pubblicati solo ora. Stessa sorte toccherà a tanto altro materiale pronto da tempo a cui devo inserire le parti vocali.
Come definirli? Sicuramente rappresentano il mio stato d’animo di quel periodo, un paio d’anni abbastanza difficili, per cui è uscita fuori quell’impronta fredda,distaccata, con chili di riverbero… Per quanto riguarda le distorsioni, in teoria some stories doveva essere un LP di dieci brani, gli altri brani esclusi erano i piu distorti, i piu alt.rock…ma alla fine non mi convincevano. Semplicemente some stories è un evoluzione a un altro tipo di sound, che sarà piu chiaro col prossimo e.p. , mi sto allontanando dal dark “curiano†come lo avete definito voi.
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4) Di cosa parlano i tuoi testi?
 Dai testi è nato il concept, dopo averli scritti tutti mi sono accorto che avevano tutti un comune denominatore, e cioè il trattare certi contesti,soprattutto ai rapporti interpersonali, affettivi, ad esempio, defeated tratta di conflitti familiari, you were e black ink di rapporti sentimentali, by memories e some stories degli inganni che ci creano delusioni… per quanto la musica sia oscura, e come l’avete definita voi, spettrale, il mio dark è riferito puramente a situazioni di debolezze umane, niente a che vedere con altri fattori oscuri,,magici,ci tengo a sottolinearlo, anzi in faith come dice il titolo, si affronta il tema del vivere la fede cristiana.
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5) Vuoi anche parlarci dello stile molto minimale, ma che colpisce, delle copertine? Sono foto che scatti tu stesso?
 Si le foto son fatte da me, in quanto raramente mi piacciono quelle scattate dagli altri, perchà© una foto mi piaccia deve trattarsi di un bravissimo fotografo. Solo facendole io riesco a cogliere ciಠche voglio. Oltre che il soggetto, molta importanza hanno i colori per me, catturare alcune tonalità piuttosto che altre è veramente significativo,considera che a parte song of trail,le altre due non hanno subito modifiche al computer… ad esempio trovavo fantastico il blu elettrico del cielo di some stories, che mostra nell’alternarsi con l’arancione l’umore stanco,stufo, di situazioni difficili che ho dovuto fronteggiare, mentre il violetto che si trova nel cielo di october con quei due alberi indifesi,poveri faceva trasparire un concetto di debolezza in un contesto temporale invernale, che ne rappresenta l’emotività ,fredda,spenta. Le varie cornici di copertina riportano al concept dei tre e.p. tenendo presente cosଠil legame che esiste tra loro.
6) Pro e contro del condurre un progetto solista.
Per me la maggior parte sono pro, ho una soddisfazione totale nel comporre,cosa che non ho avuto mai dai sei gruppi nei quali ho militato,per me forse una via senza ritorno,nel senso che non tornerಠpiu alle bands… i contro sono che registrare professionalmente costerà un fottio, e suonare dal vivo ovviamente sarà un problema.
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7) Pensi di esibirti live? O hai già esperienze nel tuo curriculum?
Si come ti dicevo prima sarà un problema, per adesso qualche data in calendario c’è vediamo un po se andrà bene farla. Nel mio curriculum personale comunque si,quando suonavo con le varie band in sei anni ho fatto parecchie serate.
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8) Tempo fa intervistai Udde, altro giovane artista sardo davvero talentuoso. Lo conosci? Ha realizzato un bellissimo Ep, “Fog”. Anche lui ha scelto un’immagine molto minimale, ma stupenda, di un immenso cielo grigio su un paesaggio industriale desolato.
Si ho apprezzato il lavoro di udde, ha dimostrato di avere un buon sound, promette bene… per quanto riguarda la copertina, se devo essere sincero non m’è piaciuta, preferisco altri temi ai soliti obiettivi di industrie attive o dismesseche siano o cose di questo tipo comuni a tutti i gruppi.
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9) Concludi la nostra intervista a tuo piacimento!
Sono davvero contento di avere avuto uno spazio sul vostro sito, per cui vi ringrazio tanto. Invito i lettori a visitare la mia pagina facebook sulla quale possono trovare diversi brani J www.facebook.com/veryabi
un saluto a tutti 🙂