Abbiamo contattato questa band, che ci parla del debut album, “Candid Shade of Pleasure”!
Ciao Ragazzi! Per prima cosa benvenuti! Iniziamo dalle presentazioni!
(Michele) Ciao a tutti! Siamo I Nine Tears, band darkwave che nasce a Foggia nel 2011. La nostra line up comprende Michele Perrella, Gerardo Konte, Carlo Baldini e Gene Crazed.
La più classica delle domande: che significato ha il vostro monicker? Cosa sono le “Nove Lacrime”? Mi verrebbe da chiedervi anche per chi o per cosa sono state piante…
(Michele) Il nostro monicker è stato scelto da me e Gene Crazed. In principio dovevamo chiamarci Vulgar Tears (nome ispirato da un’opera di David LaChapelle) che rappresentava al meglio il nostro dualismo malinconico/volgare o esplicito. Poi decidemmo di buttar giù qualche altro nome ma Gene mi bloccò dicendomi “ci chiameremo Nine Tears!”. Da quella sera cominciò tutto. Non c’è dunque un vero e proprio significato dietro il nome della band, che con esso quantifica la metafora delle lacrime che ogni giorno la vita ci costringe a versare.
3) Prima di parlare di “Candid Shade of Pleasure”, vorrei che ci parlaste della vostra partecipazione a queste compilation: “Noi(se) per l’Emilia” (2012), “Sounds behind the Corner vol.7” e “Gothic Room” (Edizione 2012)…
(Michele) La partecipazione alla compilation “Noi(se) per L’Emilia” è nata dalla voglia di contribuire agli aiuti per le popolazioni Emiliane colpite dal terremoto. Un piccolo gesto che ha dato modo ai bambini del comune di Camposanto di ricevere tutto il materiale per poter continuare a disegnare. La compilation “Sounds behind the corner 7” ci ha visti fra i partecipanti grazie alla stima reciproca che ci lega ai gestori dell’omonimo web magazine, mentre la presenza nella raccolta “Gothic Room 2012” è stata possibile grazie alla nostra partecipazione all’omonimo concorso per band underground indetto da Darkitalia.it!
E ora, parliamo di “Candid Shade of Pleasure”, il vostro full lenght! Iniziamo dalla copertina. Nella recensione, l’ho definita “Rinascimental Erotic”, perchè ha un non so che di erotico alla Tiziano, Botticelli, Giorgione o Da Vinci… il nudo femminile statuario, i capelli ricci “alla greca”, un drappo violaceo come tenda, un balcone neoclassico, un paesaggio lunare e oscuro in lontananza… è una copertina molto erotica, pur essendo anche decisamente oscura. Inoltre, la donna sembra quasi una sorta di “fauna”, e il bosco in lontananza, la selva oscura, molto paganeggiante… forse volevate creare un’atmosfera molto “baccanale”? Per riferirsi al titolo del vostro cd, che pone l’accento sul “piacere”?
(Gerardo) L’idea della copertina nasce da un’unione di idee, che sono quelle di Michele e Gerardo (grafico ancor prima che manipolatore cibernetico del gruppo). L’idea di un nudo lascivo e che in qualche modo riportasse subito al titolo dell’album era nata da subito. Possiamo svelare in parte che in ogni copertina dei nostri dischi, vi sono occultati messaggi reconditi e ovviamente impercettibili per chi non ne è al corrente. Le grafiche dei precedenti singoli estratti da CSOP, seguono tutti la stessa linea stilistica e comunque volevamo dare un’immagine dal sapore erotico-oscuro a tutto il lavoro. La luna è ormai quasi una consuetudine, perché la si ritrova sia nelle copertine che nei testi delle nostre canzoni. Possiamo solo svelare che la sua presenza costante non’ è puramente casuale..
(Michele) Mi piace molto la definizione che hai dato all’immagine, Rinascimental Erotic è il modo migliore per definirla e accostarla al significato di Candida sfumatura del piacere! L’atmosfera generale del disco è molto “baccanale” e intrisa dello spleen tipico del darkwave classico
5) Musicalmente, a tratti spesso “ghiacciati” aggiungete passaggi quasi “operistici” e pieni di pathos (“I’m in your eyes”) o elettronici; “Princess Mystery”, “E.R.M.O.Y”, l’intro sidereo di “Bitter Words” o di “I Sleep Alone”, che suonano “alla Lycia/Clan of Xymox”; “At the edge of your Diamond Eyes”, che si serve di effetti elettronici che donano un’aura molto languida. Volete parlarci anche delle collaborazioni che hanno portato alla nascita di “Princess Mystery” con Momo, “I Sleep Alone” con Vidreep e “Will You” con H.E.R?
(Gerardo) Quella delle sonorità “operistiche” sparse qua e la, è una scelta ben precisa ma assolutamente ispirata al momento, in fase di arrangiamento del pezzo. I tromboni di sapore medioevale in “E.R.M.O.Y.”, gli archi in “I’m in your eyes” dell’orchestra sinfonica diretta da Baldini e il magico violino di H.E.R. in “Will you”, sono stati aggiunti perche’ secondo noi calzava a pennello la dicotomia tra elettronico e classico. Aver chiesto la collaborazione di H.E.R., Vidreep e Momo è avvenuto da se, sono semplicemente tre persone che conosciamo nella vita reale oltre che tre donne con la D maiuscola. Abbiamo pensato che il loro apporto in tre delle nostre canzoni, non avrebbe fatto altro che impreziosirle.
(Carlo) Benché se ne dica, il pathos orchestrale è una cosa che secondo me si sposa bene con l’elettronica. Penso sempre al live di Björk insieme al gruppo elettronico Matmos e all’orchestra sinfonica o al live al Roseland dei Portishead con l’orchestra filarmonica. A volte in minima parte, ma abbiamo voluto inserire questo pathos in molti brani. Su “I’m In Your Eyes” c’è proprio un’orchestra (l’Orchestre Symphonique Fantôme de Montréal) ma abbiamo spesso inserito, magari in scala minore, atmosfere del genere.
“Just Want You” è la canzone più “post punk” dell’intero cd… devo dire che spiazza abbastanza, perchè è scevra di tutto quello che invece troviamo nelle track precedenti. Come mai questa scelta? Anche la registrazione molto old style, quasi fosse un vinile! di “Black Heart”, che chiude il cd, crea un effetto quasi demodé.
(Carlo) “Just Want You” è volutamente diversa. All’inizio era un brano lento e molto d’atmosfera, ma poi ci siamo resi conto che ne avevamo già tanti per il disco e volevamo un po’ spezzare, dare una scossa. L’idea di renderla così come nel disco è venuta a Gene Crazed, il nostro chitarrista, che di punto in bianco ha suonato gli accordi del brano in stile “rock’n’roll” e poi da lì siamo andati avanti. Anche la versione lo-fi di “Black Heart” è volutamente démodé: a nostro avviso, ha un po’ quell’atmosfera da vecchio film western e gli abbiamo dato quel tocco sonoro retro per omaggiare i vecchi 45 giri di un tempo. Anche i singoli di “Princess Mystery” ed “E.R.M.O.Y.” sono stati prodotti con quello spirito, lato-A e lato-B.
Come mai avete scelto di coverizzare “Passover”? La vostra cover è piuttosto energica e pulsante…
(Michele) Passover è il brano dei Joy Division che amo di più, sognavo fin da ragazzo di poterlo suonare e cantare. Con i Nine Tears ho avuto questa possibilità e l’ho sfruttata. La nostra versione è volutamente più energica in modo da renderla un po’ più “nostra”.
“Candid Shade of Pleasure”: dal titolo, sembrerebbe un concept. C’è forse un filo tematico che lega tutte le song, l’una alle altre? Che genere di tematiche trattate?
(Michele) L’album non è nato come un concept ma i brani sono quasi tutti legati l’uno all’altro da storie, esperienze di vita comuni, morti interiori e rinascite. Le liriche rispecchiano dunque momenti di vita che si aveva la necessità di fissare con degli accordi e condividere con i compagni della band. Princess Mystery, Black Heart e I sleep alone sono brani nati dalla metabolizzazione di incubi, E.R.M.O.Y, At the edge of your diamond eyes e I’m in your eyes parlano di unione, quella reale che comprende corpo e spirito e va oltre ogni regola umana. Will You e Bitter Words rappresentano l’incapacità di rassegnazione che si può avere dopo una perdita importante mentre Just want you sottolinea la voglia, a volte necessaria, di condividere in modo istintivo il piacere sessuale.
Avete già avuto modo di suonare dal vivo?
(Michele) Fino all’uscita di Candid Shade Of Pleasure ci siamo concentrati sulla stesura dei brani in studio, in modo tale da avere un buon repertorio da eseguire dal vivo. Non sono mancate però le occasioni per testare il nostro impatto live presentando, nel 2011 l’EP Undressed of Flesh al Caffè Letterario di Roma durante una mostra d’arte e partecipando al Gothic Room 2012 e 2013 suonando nell’ordine, in provincia di Bari e Napoli.
Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
(Michele) Vi ringraziamo per il Vostro interesse nei confronti della nostra “creatura sonora” e per il supporto che date in maniera impeccabile alla musica che ci piace di più. Grazie davvero!