Day 0: Mercoledì 10 Luglio
Perchè per noi veterani c’è il pre-festival prima del warm-up(-that-hang-over). Arriviamo, lasciamo i bagagli e andiamo “a fare un giro”. Quest’anno con me, oltre a dj Black Ossian, ci sarà La Kyra e Martello (per noi Marcello), che suonerà la Domenica e che ci raggiungerà solo l’indomani per il warm up party.
Day 1: Giovedì 11 Luglio
Ci svegliamo e si va a mangiare da nonnina le cose buone come veri gotici. Pierogi e patate lesse, per intenderci. Il mio fisico è da buttare e gli servono energie, quindi perchè non iniziare la giornata con una birretta? Con La Kyra e Ossian al seguito stiamo in giro per il paese, che come al solito si sta riempiendo di gotici, fino alla prima parte della serata dove iniziano i concerti, mentre poco prima arrivò l’ultimo che si doveva aggiungere alla compagnia, tal Martello, che suonerà l’ultimo giorno del concerto come premio per aver vinto il Gothic Room 2013.
Splendor e Victorians posso dire che possono essere persi volentieri, il primo una copia Marilyn Manson style, il secondo usava voci femminili che non vi raccomando.
Iniziano poi i Batalion d’Amour, gothic rock polacco, distaccano molto bene dai precedenti due gruppi e già molto più piacevoli.
I Das Moon, che avevo già visto qualche mese prima, sono stati probabilmente l’unico gruppo buono della serata: lei, voce molto bella e graffiante, e il gruppo per se originale, sia di liriche che strumentale. Hanno un solo cd all’attivo ma spero in future release!
Dopo pochi pezzi di Aggressiva 69, altra copa di qualche gruppo gothic rock, mi avvio verso l’Hacjenda club dove sono già iniziati i dj set, e resto per poco prima di tornare a casa (ancora parecchio stanco e scosso dalla nottata precedente).. nella serata non trovo nessuno dei miei compagni, probabilmente dispersi a gozzovigliare tra i locali.
Day 2: Venerdì 12 Luglio
Sveglio. Io.
Si, io. E basta. Alle 9 del mattino T_T . Esco per fare colazione pensando di trovare il deserto, e invece molti ancora stanno continuando l’afterparty dalla nottata precedente, o son già vestiti e si stanno rifocillando prima della giornata, o stan bevendo sulle panchine della piazza.. Dopo mangiato torno a casa e li trovo che si stanno svegliando tutti. E come appunto notato da Ossian, Marcello è “l’unico con una maglietta arancione nel raggio di 10 km”.
Ma..I concerti! Si, ci sono i concerti: un po’ tutti rotti tranne me andiamo verso il castello, ma siccome deve ancora aprire, un’altra birra per ingannare l’attesa non ci sta male.
Quest’anno ci sono molti artisti che suonano, dunque le location dei concerti si sono moltiplicate, infatti
Entriamo quindi al castello e, in ordine:
Hyoscyamus Niger – Gothic rock polacco, e no, non mi sembra sia nulla di originale e sono pure un po’ monotoni. Peccato perchè da ascolto sono accettabili, magari devono rivedere i loro live, e nel mentre me ne vado a fare un giro (orrore! orrore! niente banco dei cd!). Ci sono poi i Gothika, JPop/Industrial ormai conosciuti in europa, e Soror Dolorosa, gruppo francese un po’ con sonorità cold wave. Me ne vado perchè curioso di sapere cosa sta succedendo alla Former Evangelic Church – la Chiesa di Bolków. Quando arrivo performa tal Percival Schuttenbach – e qua ho capito che non mi perdevo niente, black metal con i manti da pecore (i pastori metallari) e Decoded Feedback, Aggrotech dal Canada – di cui mi godo metà concerto, piacevoli e molto ballabili, per poi dirigermi verso il castello per assistere agli XIII. Stoleti, polacchi, che fanno un Gothic Rock contraddistinto da un suono di organetto in quasi tutte le canzoni.
KAT and Roman Kostrzewski – ok, metal vecchio stile ma comunque piacevole, sono due fratelli con parecchi album in attivo e che suonano ormai da anni. Non erano attesi da molte persone, e mi sembra ci fossero molti metallari solo per loro, dato che tra oggi e ieri ho potuto vedere parecchi pezzi del loro merchandise.
Lacrimosa – live molto metal, Tilo sempre molto somigliante ad un alieno, un po’ stona la voce duettando con la moglie, ma sono molto in forma e la seconda parte del concerto è quasi solo dedicata all’album nuovo. Concludono con “Revolution”, estratto dall’omonimo album, e prima che finisse me ne scappo verso l’uscita (per evitare la calca), per fiondarmi all’Hacjenda
Day 3: Sabato 13 Luglio
Lecter, un po’ rock, un po’ il cantante che è strano rendono la band interessante e ascoltabile. Secondo me gli manca un po’ però l’abilità di “riempire” il palco, essendo stati troppo anonimi e statici. Noblesse Oblige, sono un gruppo elettronico che ha sede a Berlino, leggermente pacchiani. Elettronica piatta, e liriche scontate, la cosa positiva è che staccano un po’ da tutto il gothic rock. Entrano poi sul palco i Whispers in the Shadow , ma piatti e con un’elettronica un po’ per i poveri, tutto quello che mi veniva in mente guardandoli era “no, me ne devo andare”.
The Beauty of Gemina – Dopo tutti i gruppi precedenti loro sono un sospiro di sollievo e devo dire che mi è piaciuto vederli per la prima volta. Dopo un po’ di pausa dai gruppi, l’attesa per Anneke Van Giersbergen è stata finalmente premiata: dall’inizio alla fine del concerto, tutti i suoi pezzi, anche se un po’ metal, sono stati una sorpresa per la sua voce tremendamente bella e per il suo fare molto simpatico sul palco. I pezzi migliori sono sicuramente quelli più lenti provenienti dal primo album e i brani dei The Gathering (di cui è anche la voce femminile ndr). Si conclude poi la giornata di concerti con i Corvus Corax, molto scenici per la musica, gli strumenti e l’aspetto medievale. Tutto il palco era coperto di oggettistica antica, e loro in particolare utilizzano strumenti premedioevali. I costumi dei componenti derivano dalla mitologia greca. A dire la verità però sono più incuriosito dall’aspetto scenico, in quanto la musica è probabilmente niente di sorprendente. Me ne vado a metà concerto verso i club trovando dopo un po’ gli altri. Il ricordo è vago, e come al solito ci sono molte birre/shottini di Vodka.
Day 4: Domenica 14 Luglio
Ci si sveglia con un po’ di amaro ma sempre aspettando l’ultimo giorno di concerti, almeno per me.. la mattinata è stata un misto di impazienza e noia nell’aspettare l’inizio dei concerti con Martello. Come racconta lui delle sue gesta su Facebook, gli organizzatori non sapevano della sua esistenza, e ancora meno del fatto che dovevano dargli dei componenti per la batteria.. il live è stato fatto in italiano, e deve essere stato un po’ strano per i polacchi presenti, che seppur pochini il nostro Marcello è rimasto contento del risultato e devo dire che il suo live m’è piaciuto, sia per l’ originalità (non avevo mai sentito nulla di lui) sia perchè in effetti spero che in futuro produca più materiale di 4 pezzi! Inoltre è riuscito anche a vendere alcune copie del suo disco agli interessatissimi polacchi.
Ma torniamo al castello, verso cui ci siamo diretti per vedere Hatestory, che avevo già visto e che già non mi piacevano (perlopiù noiosi), e per un po’ di curiosità verso i Lolita Komplex, austriaci e con elementi visivi Visual Kei un po’ pacchiani, almeno secondo i miei gusti. Vanno bene i vestiti, vanno bene i lanci di caramelle al pubblico, vanno bene gli intro “ispirati” dagli Slayer, ma la ragazza ha ancora da fare riguardo all’intonazione della sua voce. Tutto sommato sono carini ed ascoltabili ma purtroppo stancano dopo poco. Gli Asgaard, che fanno Black/Gothic Metal un po’ particolare ma sempre lontano dai miei gusti mi fa venire in mente che adesso stanno per iniziare alcuni gruppi che un po’ mi incuriosiscono alla Chiesa. Questi sono, in ordine, i Digital Angel, sempre Gothic Rock, The Arch, più elettronici ma sempre della stessa pasta del precedente, e, per me uno dei migliori live di questo Castle Party, Vic Anselmo. Lei è una splendida lettone, simpatica, molto a contatto con il pubblico, con un controllo della voce impressionante. I loro pezzi molto belli, e penso sia stato uno dei pochi live in cui poca gente era seduta, e senza ombra di dubbio avrei voluto vederla sul palco principale. Torno appena in tempo per vedere gli Aesthetic Perfection, live che stavo aspettando e ha meritato l’attesa: il pubblico era totalmente in movimento (me incluso) e hanno fatto tutti i pezzi più o meno famosi, per la gioia degli attendenti.. Icon of Coil, è stato sicuramente una delle band più attese del festival, ma purtroppo non da me, non sono un’amante della musica di Andy LaPlegua e di questo progetto benchè meno, e aver visto tutto il live non mi ha dato una migliore impressione.. non è stato così movimentato come ci si può immaginare, e i pezzi erano abbastanza scontati, almeno per me. Meno male che i VNV Nation hanno migliorato la serata, dato uno spettacolo anche un po’ comico (il cantante ed il batterista sono soliti fare gag sul palco) e mi hanno reso felice facendo le canzoni che volevo sentire all’inizio, così poi son potuto scappare a metà live e andare all’Hacjenda per vedere come se la cava il dj set di Black Ossian. Pista a tratti piena e bellissimi pezzi abbastanza ricercati (solo batcave-post punk) sono stati una constante durante tutto il suo djset, anche migliorato rispetto allo scorso anno (la scaletta la potete trovare sul sito da qualche parte nelle news). Per noi si conclude quindi il festival con gli ultimi djset, eseguiti da dj Novelty e dj Woodraf. Soprattutto il secondo, i suoi djset sono sempre ottimi e ormai è un classico sentirlo a fine del festival. Tra birre e alcol vario ce ne scappiamo verso le 4 per prendere le valigie e poi il bus per Wroclaw, andandocene più stanchi che altro, ma ebbri del nostro evento annuale preferito.
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