L’apertura del sipario si accompagna con una iniziale musichetta country che lascia gli spettatori perplessi e in attesa. La serata comincia con il chitarrista James Blackshaw che si esibisce in un solo strumentale e d’atmosfera della durata di circa venti minuti. Il giovane, annoverato tra gli ultimi nella lunga lista di collaborazioni di Tibet, dimostra talento, ma forse poca presa su di un pubblico presente in sala non per la sua chitarra. A seguire, sullo sfondo si muove lentamente l’immagine-copertina dell’ultimo disco dei Current, sostenuta da una Afternoon Delight della Starland Vocal Band .qualcosa sta per succedere..Un incalzante fragore di zoccoli copre la scena e prepara l’ingresso ai protagonisti. I Current 93 salgono sul palco e si presentano con la nuova formazione che sta caratterizzando le ultime e sporadiche esibizioni. Oltre all’immancabile Baby Dee (piano e tastiera) accolta con calore dal pubblico, in scena con Tibet ci sono Alex Neilson alla batteria, Andrew Liles alle macchine e i due nuovi chitarristi James Blackshaw e Keith Wood (entrambi all’elettrica) in sostituzione di Ben Chasny e Michael Cashmore.
Una formazione che lascia intravedere un suono acustico ed elettrico come nell’ultimo Aleph At Hallucinatory Mountain, ma che, al contrario, comporta uno spettacolo profondamente rock molto vicino alla psichedelia, con un Liles ottimo protagonista di interventi rumoristici e una BabyDee che riveste un ruolo cardine con melodie in bilico tra il caos e l’incisività , probabilmente con il compito di alleggerire la scena ai due nuovi musicisti. Tibet e Baby Dee sono infatti le punte di diamante della serata. I brani, di fattura recente, sono presi dall’ultimo EP (che viene interamente riprodotto) e quattro dall’ultimo disco, mentre chi si aspettava qualcosa di pi๠antico e demoniaco si è dovuto accontentare di una Black Ships Ate the Sky e di un brano da Sleep has his house. L’atmosfera, inizialmente sobria e controllata, diventa pi๠intensa dopo le prime canzoni: David scalzo e frenetico entra nel vivo lentamente, trascinando il pubblico in un vortice di suoni che accompagnano la sua voce graffiante. E’ irresistibile vedere come si impossessa della scena e della tensione elettrica che la attraversa.
Nonostante nel teatro Alfieri non vi sia stata traccia delle demoniache evocazioni di LUCIFER OVER LONDON, il progetto Current 93 rimane indiscutibilmente legato ad atmosfere sporche e corrotte oggi vicine ad una differente ricerca musicale. David dimostra di essere un artista maturo dall’inconfondibile magnetismo che trascende musica poesia e teatro. La spiritualità continua ad intessere l’espressione dei Current 93 che guardano oltre la fine attraverso la loro musica.
Infine la luce si accende, e le ombre nere lentamente sfollano. Una sensazione di magia perಠcontinua ad aleggiare nell’aria ovattata. In questa strana serata non c’è stata solo la musica, oggi Torino si è, per qualche ora, svegliata dal suo lungo sonno. Una curiosità da segnalare.. come bis è stata riproposta Not Because the Fox Barks, già suonata mezz’ora prima, fatto alquanto strano dato che il gruppo non ha certo solo 10 pezzi a disposizione nel repertorio!