Poco più di tre mesi fa ormai venne rilasciato il singolo My Despair , magrissimo assaggio e ristretta anteprima dell'ultimissima fatica della storica band tedesca, di cui video e news sono presente nei nostri archivi già da un bel pezzo. Il silenzio e le leggende metropolitane cominciavano a cospargere fumo e polvere attorno a questa nuova release e più passava il tempo più le domande cominciavano a farsi persistenti soprattutto perchà© il primo boccone rilasciato dagli Instrict Confidence rilasciava un retrogusto assai innovativo in confronto ai sapori già ampiamente espressi e confezionati nel corso degli anni.
La curiosità e l'attesa trovano numerose tesi in questo La Parade Monstrueuse sin dai primi battiti presenti nella criptica introduzione. L'intro dal retrogusto spooky ci proietta direttamente nelle viscere di un luna park sporco e puzzolente popolato da arcane figure e da folli artisti. Colori sbiaditi , vaghi ricordi , suoni ovattati saturi di sogni e stupori infantili , disegnano perfettamente il contesto musicale su di cui poggia il platter che risulta incentrato , almeno nella prima parte, su toni bassi e su chitarre acustiche che strozzano l'irrespirabile malinconia presente in quasi ogni fremito musicale del disco.
Minimale e radiofonica la prima parte di questo disco dimostra come possano bastare pochi elementi per dar vita all'incanto . L'attesa ed il silenzio inoltre assumono i caratteri di un presentatore burlesque dalle vesti sudice e strappate il quale raduna le genti attorno al teatro dell'assurdo invitandole ad entrare con caramelle e leccalecca . Una volta pagato il biglietto d'ingresso le sonorità salgono a strumentazione completa trascinate dalle eloquenti iniezioni verbali di Dennis. Silver Bullet , traccia osannata dai critici tedeschi , sevizia il tipico club sound degli ISC aggiornandolo con tutti i vantaggi della produzione moderna e con nuove iniezioni chitarristiche che assumono il valore di vera innovazione rispetto alle precedenti release della band.
One Drop , traccia seguente , risulta totalmente alterata dai tamburi di valore sequenziale i quali gravano su di uno sfondo denso di arpeggi che sembrano permeare in modo pressochà© perfetto i diversi mondi musicali e le molteplici sfaccettature presenti nel disco. Set Me Free , traccia che presenta un ospite di eccezione come Nina De Lianin , ingoia come un mangiafuoco dalla bocca colma di benzina, tutte le innovazioni musicali assumendo i contorni di una pure song rock. Il cambio repentino e la costante presenza di chitarre nella nuova era targata ISC hanno di sicuro drizzato i capelli ai fan più accaniti i quali si sono tutti riversati nei più importanti forum tedeschi per manifestare il loro dissenso.
L'album comunque si dimostra un buon prodotto ed evidenzia in modo marcato l'indubbia potenzialità strumentale dei tedeschi e la loro perfetta produzione. Il costante crescendo e le sapienti stratificazioni prodotte dai synth si uniscono alla perfezione ad un senso di grottesco che pervade nell'interezza del platter. La band si cala egregiamente nei panni di artista del circo nel circo che con il suo cilindro , il suo papillon e con il suo immancabile bastone racconta storie sull'iniquità della vita.
L'orchestrazione unita a sommessi pianoforti sussurrano le dolci e poetiche sonorità presenti in Ewige Nacht ed in Schwarzes Licht rigorosamente scritte ed espresse in lingua madre. Gli ISC con questi due brani riescono ad esprimere un'inedita stravaganza musicale dove le sonorità sono spesso esortate da una splendida Antje Schulz qui nei panni di uno spirito femminile evocato dai tumuli del passato.
In questo La Parade Monstrueuse sono marcatissime le evoluzioni ed i cambiamenti biologici degli ISC . L'assunzione nel loro circo musicale di nuovi personaggi sonori e di nuove prospettive dimostra senz’altro la spiccata voglia di cambiare pelle e la dannata voglia di cimentarsi con nuove realtà . Le dolci iniezioni date dal richiamo di antiche poesie unite al solito indiscutibile estro nell'uso dei synth riescono a regalare un nuovo punto di riferimento che non si riduce solamente all'ascolto ma che espande i suoi orizzonti attraverso un nuovo aspetto di visione della musica. Molto curata , proprio per questo , è l'ambientazione dissestata ma allo stesso tempo dolce come quello di un vecchio circo popolato da strani personaggi e da strambi animali.
L'innovazione non deve far storcere il naso ai fan degli ISC in quanto il contenuto tecnico artistico presente in questo assurdo cabaret è davvero di pregevole fattura e non bisogna dimenticare che l'azzardo è un'arte che possiedono in pochi ( basti pensare che ormai la maggior parte dei prodotti musicali sono creati per essere dati in pasto agli avvoltoi commerciali
