Siamo quasi al ventesimo anniversario dal primo album dei Covenant “Dreams of a Cryotank”, momento in cui Eskil Simonssone la sua band entrarono nel panorama Electro. Ci hanno da sempre abituato ad una miscela unica di pezzi catchy miscelati con synth pulsanti e ballad memorabili, e questo Leaving Babylon è il concentrato di quello che l’esperienza e la maturita danno, affinchè il “patto” sia ancora più forte.
Nonostante non si discosti di molto dalla classica ricetta Covenant, quest’album dimostra di avere un’atmosfera unica. L’introduzione è affidata a “Leaving Babylon” dove il suo intento sembra quello di creare una sorta di marcia, sorretta da tastiere molto forti e beats ossessivi, perfetta per introdurre un live, Successivamente abbiamo “Prime Movers”, primo shoot dell’album atmosfere tirate, maggiori dettagli alle vocals e un refrain di sicuro impatto. Con “For Our Time” i ritmi si abbassano diventano quasi tropicali, una ballad dalle liriche semplici ma poetiche quasi evocative, una canzone perfetta per qualsiasi stato d’animo suo vero punto di forza.
“Thy Kingdome Come” traccia seduttiva con un ritmo sostenuto a sorreggere una voce chiara e nitida, un pezzo su cui si può sicuramente danzare. Con “I walk Slow” viriamo versi lidi minimal con chitarra e voce da apripista per poi evolversi in suoni disturbanti creando una distorsione statica pesante. Riprendiamo suoni più comuni con “Ignorance & Bliss” classica traccia synthpop in cui si intrecciano melodie eteree e sognanti una traccia per entrare in altri mondi. Il singolo “Last Dance” ci rivela un lato un po’ più oscuro, in cui il ritmo non si spezza mai, rimane costante con le vocals di Simonsson al limite dell’industrial.
“Auto (circulation)” è un concentrato di electro ripetitiva e ossessiva che forse alla lunga può stancare alla luce anche della sua durata (circa 6 minuti) e con “Not To Be Here” arriviamo alla fine, una ballad di commiato caratterizzata da pianoforte e synth distorti tutto sommato abbastanza anonima, ma si lascia ascoltare.
Nel complesso questo album risulta essere uno dei migliori dello loro discografia. La capacità di tirar fuori emozioni da ogni singola nota e riuscire anche a far ballare rende i Covenant un passo avanti rispetto agli altri.