Painthings, full lenght dei polacchi Deathcamp Project,
come un prisma, si compone di diverse sfaccettature: ogni singolo movimento può
essere un frangente dolce (nella track che apre il cd, aleggia lo spirito dei Cure, rivisitati però in una forma più electro e danzante, si sentano certi passaggi -come la voce “declamata” di Predestination, appunto, che “si scontra” con riverberi più moderni)
Too Late, No Cure, Through the fire, classicamente Gothic Rock (molto alla For My Pain/Lacrimas Profundere) solcate appena appena da influssi electro, e dalla voce romantica e profonda,
le gelide e pulsanti The Cold e About:blank impreziosite da bei ritmi in ascesa progressiva, e riverberi metallici e sintetici,
(ma dal gusto melodico alla Assemblage 23) inframezzati da sincopi elettriche (Painthings o la sperimentale Scars Remanains, uno dei pezzi più oscuri e inquietanti dell’album, declamata da un sussurro femminile sperduto) o la orientaleggiante Betrayed.
Chiude il cd Klamac, cantata in polacco, che porta il vessillo cupo e pulsante del Death rock di fine ’80/inizio ’90.
Può lasciare interdetti che in 10 tracks siano condensati tanti spunti e “crossover” di più stili musicali,
e forse questo può essere contemporaneamente sia un pregio che un difetto:
un pregio, perchè “non ci si trova di fronte a song che suonano tutte uguali, dalla prima all’ultima” con un senso diffuso di atrofia stilistica e si può apprezzare questo o quel frangente al quale in Nostri hanno dato vita;
(appunto, si mettano a confronto una song -uno dei pezzi migliore del cd, secondo il parere di chi scrive- come Klamac a Predestination: potrebbero sembrare quasi due band differenti!); un difetto, perchè non è detto che l’ascoltatore-tipo possa voler apprezzare “questi salti compositivi da un genere all’altro”.
La band ama ripetere “Goth is not enough”, e probabilmente questo sintetizza la filosofia del Duo: rinchiuderli in questa o quell’etichetta “non è abbastanza” per descriverne il sound: c’è da dire che però i nostri due ragazzi sanno creare ritornelli che si “stampano in testa”, per quanto poi si divertano a travalicare generi e steccati di generi!(le già analizzate, in sede di recensione precedente al mini cd, Cold the same o No Cure, in vari remix).
Una band che ha sicuramente tutte le carte in tavola per un successo internazionale (vantando tra l’altro un’esperienza live ormai consolidata, con band del calibro di Clan of Xymox, Christian Death e Cinema Strange…!).
Deathcamp Project – Painthings
Lunaria