Il sound è un crossover elettronico fulmineo e armonico, repentini “duetti” tra scream e voce pulita s’intersecano per tutta la tracklist. Diverse sono i generi toccati, I “Corroded Master” ripetono l’esperimento dell’electro rap con “E.F.F.E.C.T.” riuscendo ad amalgamare ancora meglio di quanto fatto in passato l’anima hip pop con quell’electro – screamo, una canzone davvero sorprendente. Con “Sheep Go To Heaven, Goats Go To Hell” assistiamo a un aggrotech violento, sfacciato, cantato perfettamente quasi in stile balck metal, mentre con “No Prisoners” scopriamo l’ecletticità di quest’artista che si cimenta in uno stile che ricorda gli immortali “The Cure” sopratutto nella voce, un brano che all’inizio può spiazzare ma che in seguito rivela tutto il suo significato, un sussurro oscuro e disperato, l’unica traccia cantata interamente in clean. L’album si chiude con un’electro ballad carica di pathos e melodia, intensa e con un refrain azzeccato che ci lascia uscire dal mondo domotico che Vincent ha sapientemente creato.
Una menzione particolare va fatta con “Instigator” scheggia ebm impazzita, creata come bomba da gettare nelle piste, sarà difficile non muoversi con questo pezzo. I “Corroded Master” hanno ancora una volta fatto centro, un album dalle mille sfaccettature che a ogni ascolto rivela una nuova anima e invoglia sempre ad ascoltarlo. Ora a Vincent non resta che uscire dal confine nazionale perché l’esame di maturità è ampiamente superato.
Corroded Master – The Deciever
