“Retro Album for Synth Wave fans” così recita la bio di questo misterioso progetto dal nome ermetico: (((S))) e dall’artwork che più optical non si può.
1978/1983 è il periodo di riferimento, anche se si prendono subito le distanze dal nome più famoso, i New Order.
In effetti, posso quasi affermare con certezza che già a partire dalle primissime note dell’intro di Alive/Die, (((S))) si discosta praticamente da tutte le derive moderne (mostrando un retrogusto quasi pop-synthetico nella cura delle vocals differite/robotiche) a cui siamo abituati….
Niente Electro alla Assemblage 23 o Hocico (e neppure Covenant…) ma una riproposizione fedele ai dettami dei primordi, verrebbe quasi da dire (ascoltate il delizioso intro synthetico di Ballet of the wolves, condito da un ritornello di “bip bip”robotico, che fa venire in mente anche dei Kraftwerk più chic, come anche per ShadowBoxing) “più vero del vero”; in effetti questo è sia un pregio che un difetto: se siete fans delle sonorità del periodo potrete senz’altro adorare questa riproposizione in “carta carbone” che “snobba” totalmente qualsiasi idea o deriva moderna a favore di “una purezza del genere”, ma anche, in generale, operazioni di “restyling” di generi musicali relegati nel dimenticatoio (o semplicemente, sopravvissuti nel cuore di pochissimi estimatori) possono far pensare “A che pro? se abbiamo già i classici…”.
Questo, se proprio si vuole trovare il pelo nell’uovo, perchè in realtà a giudizio di chi scrive questo cd è professionalmente ottimo: grande ispirazione, ottima cura degli arrangiamenti delle vocals e dei suoni, sincera passione, devozione e fedeltà ad un sound che era stato un pò soppiantato da stili diversi e relegato nel “dimenticatoio”, e fa piacere vedere che (((S))) lo ha voluto riportare in auge, mirando proprio a una fedelissima riproposizione.
Indubbiamente, un cd rivolto soprattutto agli amanti del minimale (c’è da dire che una song come Truthdrug – una delle track migliori del cd- ha però il giusto appeal per farsi apprezzare da un bacino d’utenza anche al di fuori del Minimal Synth Wave)
Deliziosamente Electro Dark è Endless summer virata su una malinconia minimale e chic con vocals differtite ed effettate.
Di grande impatto anche Swimming in Lava, mentre Endure vive di battiti blippanti, come anche A Woman Obscured, “secca e desertica”, quasi, condita però da gocce di “blip”.
Altri nomi di riferimento che si possono accostare a (((S))) potrebbero essere i Cut Copy e i Visage (da prendere con le pinze, comunque, e in riferimento soprattutto a una certa vena pop e solare che traspare in (((S))) per esempio in Lovething abbellita da vocette robotiche) Ceramic Hello, Polyphonic Size (per una track come TheMeTheYou, per esempio, anche se è parecchio sostenuta nel ritornello e rispetto alle due band citate, il sound di (((S))) è molto più pulito e cristallino)e Kuruki (soprattutto quest’ultimo nome, che aleggia un pò ovunque sul cd).
Chiude il cd la spaziale e kraftwerkiana The Moon is my Sun che effettivamente regala una sensazione di “assenza di gravità” con numerosi effetti “sci-fi” da galassia lontana.
In conclusione, davvero un “Retro Album for Synth Wave fans” : a voi la scelta se ascoltarlo o meno, consci che però siamo lontanissimi da qualsiasi appiglio moderno alla musica Electro, così come la conosciamo nel 2012.
(((S))) – The Moon is my Sun
Synth Pop – 2012
Lunaria
