Bryan Erickson passò la maggior parte del 1999 in studio per creare quest’album, preso sempre più da un’incessante dipendenza da droghe e da una depressione incalzante, riversò tutto il suo essere dentro queste undici tracce, Distanziandosi dai deliri elettronici del precedente “Calling Ov the Dead”, Bryan vira su una linea dark-ebm apocalittica e nichilista, violento ma melodica un intreccio vincente fin dall’inizio.
Un lavoro che va visto nella sua totalità, l’album è un viaggio verso la disperazione e l’annientamento, tutte le tracce sono parte di un meccanismo perfetto. Lo scopo dei VAC è descrivere e raccontare i sentimenti ed è questo il grande pregio di quest’album che aldilà di una grandissima capacità compositiva e tecnica quello che proprio colpisce è come riesca a creare da semplici note storie di dipendenza e misantropia. Un suono che varia dall’elettronica al dark- ebm fino all’industrial, che coinvolge e sconvolge.
“Fun With Knives” è l’album che ha segnato il record di vendita per la band e recentemente è stato annoverato come uno dei top 10 album di elettronica di sempre. Un riconoscimento dovuto a un album semplicemente straordinario che ha lanciato la carriera di uno dei migliori talenti in circolazione non a caso chiamato il genio di Denver.
Velvet Acid Christ – Fun With Knives
