Industrial Anno 2012, ma ancorato agli anni ’80 e con un punta di danzabilità EBM? Sì, se la band si chiama Fatal Casualties! Questo duo svedese è in giro dagli anni ’80 ma giunge a rilasciare un Ep “distribuito al di fuori della Svezia” solo quest’anno: Paria è infatti un (promettente) Ep di sei tracce (e dalla copertina quasi dadaista!).
Tra i nomi recenti che hanno tentato di “rispolverare l’Industrial nella sua forma grezza” viene in mente Dead When I found Her, mentre i Fatal Casualties strizzano l’occhio anche ad una danzabilità che a tratti diventa sbarazzina (ma mai Synth-Pop!, è bene specificarlo, data la provenienza del duo).
La prima track, Aim, ha un suono “videogamoso” con blip, “trapani” e suoni ronzanti, voce robotica (le vocals diventano spesso “musica a parte” nel senso che perdono la vocalità o la semplice funzione di accompagnamento, e modulate/trattate con effetti, arricchiscono le melodie delle singole tracce, come se fossero dei suoni distinti.
Drifting è gelata e “iced”, ma dalle onde morbide (lievemente Clan Of Xymoxiana): le vocals sono più cupe anche se non mancano “riferimenti industriali”.
En nervkostym è nervosa e pulsante: disegna meandri psichici, labirinti industriali contorti. L’influenza Skinny Puppiana è veramente fortissima! Glas è intessuta di tremori robotici e differiti, alternando Skinny Puppy e Front Line Assembly come Slippery, sempre dall’aura cromata gelida, dai synth spettrali.
Toys parte molto bene con un intro a carillon spettrale come intro ma poi la canzone si impaluda un pò, per colpa delle vocals troppo insistenti e abrasive, che portano a una monotonia di fondo; è forse la traccia più debole.
In conclusione,Ottimo Ep. Un nome da segnare sull’agenda, in attesa di avere altre notizie da questo duo proveniente dalla gelida Svezia!
