The Shade è un progetto in giovane età ma che vanta numerosi anni di esperienza, nasce di fatto dalla collaborazione fra Derfel e Stefen entrambi frequentatori attivi del movimento dark wave milanese sin dalla fine degli anni 80.
Il risultato della collaborazione è una collisione fra i loro diversi bagagli musicali, dal synthpop americano al postpunk britannico attraversando le romantiche e decadenti atmosfere della scena wave europea.
Debuttano negli store digitali su corta distanza nel 2012 con un EP omonimo per proseguire sulla lunga distanza in questa fine 2013 con Trough Distant Times.
Sono senza ombra di dubbio i suoni dei sintetizzatori e la bontà dei loro arrangiamenti la pietra miliare di questo disco, grazie a loro ogni canzone riesce ad assumere un respiro internazionale e sempre originale, originalità che stride con le banali melodie vocali del disco a volte dozzinali come in Situation, Calling Spaceship, Turn Around e Dawn Of Life, tonalità e parole di certo a tema, di certo pensate e volute ma monotone, ispirate a uno o più personaggi che sarebbe meglio scrollarsi di dosso per mostrare la vera indole, il proprio talento, se stessi.
Lo spettro dell’autoproduzione si mostra nella pulizia del suono e nelle seziona ritmica priva di corpo e dinamica, questioni imprescendibili là dove l’elettronica è il motore di un progetto la cui ambizione è varcare i confini dell’Italia ; a tal proposito suggerirei di proporre il comunicato stampa anche in italiano e non solo in inglese.