Progetto spagnolo, che ripropone l’eredità di stampo Joy Divisionano in tracce strumentali (Take My Hand, The World After Your Eyes, The Dream Lays Dyng in a Box) che si trascinano liquide e sfibranti, solcate appena da qualche gemito sussurrato (Born to Die, davvero funebre e mesta, rivestita dello stile dei Cure più liquidi e dimessi). (I Hope) She Dreams è il pezzo più sepolcrale di tutto l’Ep: una track che gira alla moviola, lentissima, mentre vocals sussurrate assumono valenze spettrali.
Interessante, l’approccio all’angoscia e al mal di vivere di questi Anémic Cinéma. Davvero un Ep che brilla per bravura nel songwriting, per personalità e marchio di fabbrica.