Secondo lavoro per Maximilian Wall in arte Industriegebiet, nonchè fondatore dell’etichetta Körperschall, che segue il suo debut “Hodenkapsel” (2008). Ci troviamo ad un lavoro prettamente strumentale, dove il tipico sound “tunz-tedesco” fatto di un suono quasi liquido molto vicino alla techno, si mescola con soprendente naturalezza ai canoni EBM-Industrial.
Album insolitamente lungo per il genere (65:17) ma che riesce a mantenere alta l’attenzione per tutta la sua durata grazie ad un sapiente uso di melodie oscure e sinistre innaffiate da una quantità abnorme di beat impazziti. E’ quindi un disco tutto da ballare grazie al suo cinismo e sicuramente sarà apprezzato dai dj-set’s più “alternativi”, nonostante Wall abbia rinunciato al lato commerciale, è questa è un’autentica novità al giorno d’oggi.
Si segnala anche nella tracklist la cover dei Kraftwerk (che ha influenzato la band in maniera evidente) ” Die Roboter”, che non si discosta tanto dall’originale ma rimane una buona esecuzione.
Da menzionare anche la traccia apripista “Ein Traum Der Nie Zu Ende Geht” quasi funambolica nel suo incedere ad episodi orrorifici come “Erniedrigung” e all’allucinata “Gott Hat Urlaub” che ci ricorda quanto sia ironico Mister Wall.
Questa realese è consigliata soprattutto a chi non bada alla forma canzone classica e si aspetta di trovare un lavoro complesso sia nell’intendere il suono stesso che nel non fermarsi al primo ascolto. Chi è alla ricerca di suoni più orecchiabili e alla “moda” può andare altrove.