Questo libro ( il titolo di lavorazione, molto suggestivo, era “Lacrime d’ inchiostro”) è la raccolta di tutte le poesie scritte dalla giovane poetessa Claudia Murachelli, tra i 15 e i 21 anni. I numi tutelari di Claudia sono Baudelaire e D’annunzio, e i rimandi a questi autori sono ben visibili nelle ardite inversioni di aggettivi-nomi e in un certo lessico colto.Molto sugestivo anche l’uso dello spazio. A mio parere, sono presenti anche delle sfumature linguistiche che rimandano a Mario Luzi (per esempio in ” Il dolore della bambola”: ” Stringi con mani esanimi l’unico barlume di vita,l’illusione creata dal tuo cuore immobile” o in “Falene” c’è la stessa attenzione per le piccole cose “insignificanti”..) e a molti autori barocchi del 1600,come De Herrera. Alcune poesie ( L’autrice ha composto anche dei frammenti, sullo stile Oraziano, come “Tempo” o “L’uomo”) mi hanno fatto pensare anche alle poesie “incompiute” del Montale (citato in ” Tedio di un pomeriggio d’inizio estate”) e dell’ Ungaretti (“Soldato”).
Fulminante, e vero gioiello poetico, è la poesia ” Fiori di Ciliegio” ( “Nel vostro macabro rosa di sangue morto racchiudete come scrigno la perla della vera bellezza”) che rimanda alla tradizione poetica giapponese degli haiku.
Il frammento rievoca la leggenda nipponica dell’albero di ciliegio che succhia sangue dai cadaveri.
Il sangue è un elemento molto presente nelle liriche di Claudia, così come i riferimenti a una natura paganeggiante ed incontaminata, quasi violenta nei confronti degli esseri umani, e agli antichi riti druidici, ai matrimoni esoterici tra elementi naturali (mare,onde..), al ciclo infinito della Luna e della Femminilità.
Una caratteristica positiva è che molte poesie si prestano a più interpretazioni, ne sono un esempio “Il Boia salvatore” o “La Bimba Albina e la Nera Bestia” e questo arricchisce la raccolta.
I difetti di questa raccolta – a mio parere- sono due: -L’eterogeneità degli stili poetici nei quali Claudia si è cimentata (troviamo anche poesie più su uno stile “Nevroromantico” caro alla Santacroce ma fuori luogo nello stile espressivo di Claudia…per esempio l’aspra e “sessuale” “Bambolina di Plastica” stride con le poesie precedenti o successive;così come “Bambolina Rotta”; forse era meglio suddividere le poesie in diverse sezioni a seconda dello stile, accomunandole in modo tale da renderle ordinate e far percepire al lettore l’idea di omogeneità). -Alcune poesie (es. “Desiderio”) sono infantili e rientrano in certi clichè letterari ormai abusati ( “Angelo caduto,Angelo Nero”..) che affossano lo stile colto delle altre composizioni.Questo è il principale limite che ho riscontrato.
Un mio consiglio,da appassionata di poesia sepolcrale inglese(e non) è quella di trattare per l’appunto i temi sepolcrali con un linguaggio arcaico e ricercato, latinismi – o perchè no – neologismi arditi,tali da “smontare” subito in partenza, la sterminata valanga di poesiuole da ragazzine…per l’appunto tutte “morte e angeli neri”..!
consiglio anche di sperimentare diversi stili (futurista, sepolcrale inglese, madrigale,poesia rinascimentale, cyber, elegie ecc.) per poter diventare una poetessa completa e versatile, magari fondendo i diversi stili tra loro!
Penso che Claudia possa realizzare delle poesie sempre più variegate ed emozionali.O perchè no! Cimentarsi in un poemetto sullo stile di Dino Campana o Shelley!Sebbene Claudia dia sfogo di getto alla sua ispirazione,le consiglio di provare a cimentarsi anche in strutture rimate o codificate, per aggiungere sempre più complessità al suo stile poetico.
Chiudo con un’anticipazione…Claudia sta lavorando al suo nuovo libro…non svelo nulla, ma posso affermare che da quelle poesie che già mi ha fatto leggere, c’è stato un notevole salto avanti, soprattutto per il lessico, l’innovativa struttura grafica ispirata alle avanguardie e gli argomenti affrontati: la nostra poetessa ha composto delle poesie di denuncia che non passeranno innosservate (in particolare due di esse sono GENIALI!!)
AVANTI COSì!!