
Un gruppo di adolescenti in cura presso un istituto viene affidato alle mani del dottor Neil Gordon, il quale utilizza un metodo sperimentale per risolvere i loro gravi problemi fatti di paranoia e incubi minacciosi. Quando gli viene affiancata una giovane dottoressa – la dottoressa Nancy Thompson, protagonista già da studentessa del primo capitolo – l’uomo scoprirà che i sogni dei suoi pazienti non sono fantasie malate originate da gravi disturbi mentali, ma bensì una realtà letale alla quale non sembra esservi rimedio. Nancy spinge i suoi giovani pazienti a non temere il potere di Freddy, ma, anzi, a contrapporsi con la propria forza di volontà alla sua ferocia omicida, evitando di dargli potere con le proprie paure. Gordon, nel frattempo, visitato dal fantasma della madre del maniaco, scopre i resti di Freddy e dà loro sepoltura. Non tutti sopravvivranno allo scontro conclusivo; ma Krueger verrà sconfitto per l’ennesima volta.
Il ritorno del suo creatore originario – Wes Craven – e la presenza di uno sceneggiatore di ottimo livello come Frank Darabont (poi regista di The Shawshank Redemption / Le ali della libertà, 1994 e The Green Mile / Il meglio verde, 1999, in assoluto due delle migliori e più intelligenti trasposizioni della narrativa kinghiana) riportano in alto la “franchise” dedicata allo spettrale assassino dei sogni Freddy Kruger. Lo fanno appoggiandosi soprattutto sul conflitto tra scienza e superstizione che da secoli pervade la grande arena del mondo, giudici gli uomini. Se a dominare la civiltà umana sembra essere un materialismo scientifico in crescente dominio, gli atavismi – soprattutto durante la notte, in presenza del sogno – resistono con vigore all’interno dell’essere umano, zone oscure e di confine dove ancora sopravvivono le leggi della magia e del soprannaturale (e non a caso a sopravvivere sono i più disincantati). Il personaggio di Kruger assume in questo contesto una valenza ancora più forte e pronunciata: non è più solo un semplice uomo nero, ma è la summa di quelle paure inconsce che vivono come parassiti all’interno di ognuno, nutrendosi delle incertezze e delle zone d’ombra delle proprie conoscenze.
Chuck Russell – che dopo aver lavorato nella produzione in diversi prodotti di genere (da The Hearse / Incubo infernale, 1980 di George Bowers a Dreamscape / Dreamscape – Fuga nell’incubo, 1984 di Joseph Ruben) esordisce qua alla regia – dirige curando soprattutto le atmosfere e i personaggi, sottolineando sapientemente l’aspetto innovativo della sceneggiatura e dimostrando la sua abilità – di cui darà prova nel successivo The Blob / The blob – il fluido che uccide, 1988, divertente rivisitazione del classico di FS interpretato da Steve McQueen e diretto da I. S. Yeaworth nel 1958).
Heather Langenkamp e John Saxon (quasi più un cameo) ritornano dal primo capitolo portando la loro professionalità e riprendendo i loro personaggi originali con grande sicurezza; al loro fianco, oltre al bravo Craig Wasson (Body Double / Omicidio a luci rosse, 1984 di Brian De Palma), vi si trova uno stuolo di efficaco attori giovanissimi – tra i quali spiccano Patricia Arquette (Ed Wood, 1994 di Tim Burton), Bradley Gregg (Class of 1999 / Classe 1999, 1990 di Mark Lester) e Jennifer Rubin (Screamers / Screamers – Urla dallo spazio, 1995 di Christian Duguay) – mentre è ottimo l’apporto del sempre puntuale Lawrence Fishburne (Matrix, 1999 di Andy & Lana Wachowsky) e della professionale Priscilla Pointer (Carrie / Carrie, lo sguardo di Satana, 1976 di Brian De Palma).
Fondamentale, come sempre in questo tipo di pellicole, l’abilità dei tecnici degli effetti speciali – in cui vi si trovano nomi di prim’ordine da Screaming Mad George (Society, 1988 di Brian Yuzna) a Kavin Yagher (Sleepy Hollow / Il mistero di Sleepy Hollow, 1999 di Tim Burton) fino a Mark Shostrom (From Beyond / From beyond – Terrore dall’ignoto, 1986 di Stuart Gordon) – e del direttore della fotografia Roy Wagner III (Witchboard / Spiritika, 1986 di Kevin Tenney).
Dopo la deficitaria caduta del secondo, questo terzo titolo della serie appare decisamente come un piccolo gioiello.
A Nightmare on Elm Street 3: The Nightmare Warriors / Nightmare 3 – I guerrieri del sogno (1987 – Chuck Russell)