Determinata a diventare un’attrice di Hollywood, Sarah Walker passa le sue giornate a lavorare come cameriera in un fast-food, a frequentare gli amici e a presentarsi ai numerosi casting. Dopo una serie di strani provini, viene scelta come protagonista di The Silver Scream, il nuovo film realizzato da una misteriosa e antica società di produzione, la Astraeus Pictures. L’opportunità ben presto avrà conseguenze bizzarre che la trasformeranno profondamente sia a livello fisico che mentale…
Titolo atipico e sorprendente questo horror indipendente americano scritto e diretto dal duo Kevin Kölsch e Dennis Widmyer, autori anche del precedente thriller Absence del 2009 e del segmento Valentine’s Day contenuto nella recente antologia Holidays del 2016.
Starry Eyes è davvero un ottimo esempio del genere, solido e ben strutturato, con una massiccia dose di violenza e gore, cupo e asfissiante, visivamente mesmerizzante e con un notevole rimando al body-horror cronenberghiano. Significativa e magnetica anche la colonna sonora di stampo elettronico di Jonathan Snipes, che poi firmerà anche quella di Excess Flesh del 2015, altro gioiellino horror indipendente. Il sottotesto politico-sociale comunque non è affatto trascurabile; nella pellicola vi è una palese critica al mondo di Hollywood e ai compromessi che la contraddistinguono per chi vuole arrivare al successo. Cosa siamo disposti a fare per ottenere quello che vogliamo? Fino a che punto arriveremmo a spingerci? In Starry Eyes vedremo Sarah andare incontro al suo destino affrancandosi da ogni scrupolo e scendendo nell’abisso dell’amoralità e della perversione.
Vale la pena menzionare che il film funziona anche grazie alla bravura dell’attrice protagonista, Alexandra Essoe, nata in Arabia Saudita e trasferitasi in Canada a dodici anni, già apparsa nei film Free to Go (2008) e Passion Play (2010); recentemente ha anche partecipato all’antologia Tales of Halloween (2015) e a breve uscirà la sua prossima pellicola, il thriller/horror The Neighbor.
La validissima Alexandra Essoe interpreta Sarah, un personaggio che è praticamente impossibile amare, vanitosa, egoista, invidiosa e che non guarda in faccia a nessuno pur di raggiungere i suoi scopi, e lo fa in modo egregio. Progressivamente assistiamo alle sue malefatte e alla sua discesa agli Inferi (quasi letteralmente), prima circuita da alcuni personaggi inquietanti e poi pienamente e volontariamente consapevole di ciò che sta facendo, nonchè alla sua spettacolare mutazione, che prende forma sia a livello psicologico che fisico, trasformandola in un essere mostruoso assetato di fama e successo così come di sangue. In questo senso sono decisamente eccezionali gli effetti speciali artigianali e non di computer grafica, esteticamente di grande fascino e con una resa dall’impatto notevole.
Un horror moderno magnetico e brillante che tiene conto degli insegnamenti del passato.
Starry Eyes (2014, di Kevin Kölsch e Dennis Widmyer)