THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
- Titolo completo: Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas
- Produzione: Tim Burton e Denise di Novi
- Musiche, Testi e Colonna sonora: Danny Elfman
- Storia e personaggi creati da: Tim Burton
- Sceneggiatura: Caroline Thompson
- Diretto da: Henry Selick
- Genere: fantastico/animazione/musical
Siamo quasi vicini ad Halloween, festa dove dominano le maschere più oscure e spaventose,
ma anche più vicine all’ Io nascosto di tutti noi. Per questo motivo, ho deciso di proporre come film “Tim Burton’s The Nightmare Before Christmas”, un classico del genio Tim Burton (produttore e ideatore dell’opera).
Il protagonista della nostra storia è Jack Skeletron, Re delle Zucche e famoso abitante del paese di Halloween, luogo in cui tutti i suoi abitanti sono concentrati solo ed esclusivamente su una cosa: fare in modo che per ogni anno, il 31 ottobre sia il più spaventoso, clamoroso ed eccitante giorno mai vissuto.
Passando attraverso un momento di insoddisfazione e di ricerca interiore, arriva alla scoperta di una nuova e diversa realtà: si tratta del Natale, festa calda e luminosa, che lo attrae a tal punto di volerla fare sua.
Ovviamente il tutto fallisce clamorosamente, ma il nostro protagonista riesce a mettere ogni cosa a posto grazie all’aiuto di Sally (la bambola di pezza dolce e coraggiosa, innamorata di Jack).
Grazie a quest’avventura, Jack capisce finalmente il ruolo che ha e il suo scopo nella vita: essere veramente il Re delle Zucche!
Il film è stato realizzato con una tecnica particolare, quella dell’ “animazione a passo uno” (o stop motion): consiste nello scattare una serie di fotogrammi di uno stesso soggetto (24 al secondo), cambiando di volta in volta la sua posizione nello spazio, per poi proiettare le immagini una di seguito all’altra.
Per questo, ogni pupazzo è stato costruito in più copie (es: Jack Skeletron aveva ben 400 teste rappresentanti le diverse espressioni). Inoltre, i set utilizzati erano provvisti di botole, così da permettere agli animatori di entrare e cambiare i movimenti dei vari personaggi.
Dietro ogni minuto di scena si nasconde circa una settimana di lavoro!
Una delle cose che mi ha sempre affascinato di questo film, oltre alla simpatia che mi suscitano i personaggi (scheletri, bambole di pezza, vampiri, streghe e scienziati pazzi), è come il protagonista riesca ad essere vicino allo spettatore: nonostante sia un “pupazzo” (e sia stata utilizzata la tecnica sopra descritta), ha una personalità e uno spessore molto “umano”, nei suoi dubbi, nel sentire un po’ di malinconia o nell’essere infelice della propria routine.
Grandiosa, a mio avviso, la contrapposizione tra i colori bui e le atmosfere quasi monocromatiche delle ambientazioni di Halloween (che si ispirano, in qualche modo, ad artisti come Edward Gorey, illustratore famoso per i libri illustrati in stile macabro), e l’impeto di colori che si presenta durante le scene di Natale; questo permette di sottolineare quanto le realtà in questione siano opposte, ma entrambe uniche e importanti per il contesto globale.
Altra cosa emozionante e ammaliante, che contribuisce ad accompagnare lo spettatore all’interno di questo mondo, è la colonna sonora (musiche e testi ad opera di Danny Elfman):
queste melodie non hanno un ruolo marginale, di cornice, bensì sono parte integrante dell’intera storia (infatti, si può parlare di un vero e proprio musical) poiché contribuiscono a mettere in risalto le varie sfumature dei personaggi e le emozioni che, man mano, provano. Basti pensare a canzoni come “Il lamento di Jack”, dove il protagonista esprime le sue frustrazioni, o “Assemblea Cittadina”, dove vengono presentati i vari abitanti del paese di Halloween, o ancora alla canzone “Il Rapimento di Babbo Nachele”, che illustra il piano per rapire Babbo Natale; insomma, interi contesti o emozioni vengono narrate, accompagnate e valorizzate da un’orchestra e da cori. In definitiva, posso sostenere che la colonna sonora sia un vero e proprio capolavoro!
Da non trascurare la presenza, nella versione italiana, di Renato Zero che doppia degnamente Jack Skeletron, infatti, per quanto i gusti musicali possano essere distanti dallo stile di questo artista, non si può non ammettere che la sua interpretazione sia stata entusiasmante e accattivante.
In ogni caso, la lettura di questa storia è molto personale. A mio parere il “significato nascosto”, neanche troppo, è che bisogna ricordarsi che ognuno è predisposto per qualcosa (proprio come Jack che è bravissimo come Re delle Zucche) e se si è insoddisfatti della propria vita o se si sente la mancanza di qualcosa, solitamente la soluzione migliore è quella più vicina a noi, senza dimenticarsi che c’è sempre bisogno di qualcuno con cui condividere le proprie gioie (quindi, senza isolarsi da tutto e tutti), che renda più vivibile un mondo tetro come può essere il paese di Halloween (come Sally per Jack).