Quattro chiacchiere con questa Autrice, Elisabetta Rossi, che sta realizzando una serie di gialli dalle tinte d’anatomia forense…
1) Ciao Elisabetta! Presentati ai nostri lettori!
Scrivo da sempre. Da quando mi ricordo di avere iniziato a fantasticare ad occhi aperti e ho sentito il bisogno di mettere nero su bianco le immagini, le scene e le sensazioni che si agitavano nella mia mente. Questo bisogno con il tempo non è scemato e ora, è diventato la mia professione.
2) Ho recensito “Corpi”, un romanzo giallo con un particolare occhio di riguardo per le analisi criminologiche. Come ti è venuta l’idea? E in generale, sei appassionata di questo tipo di libri gialli, con analisi scientifiche e di laboratorio legati alla risoluzione dei casi?
I libri di medicina legale e di antropologia forense mi affascinano, ne ho letti davvero molti e mi piace riportare questa mia esperienza di lettura nei miei libri.
Il corpo umano è una continua sorpresa, anche post mortem ha molto da dire e da raccontare, soprattutto se il respiro vitale è stato interrotto bruscamente, a causa di una morte violenta.
Mi piace inserire nel mio intreccio narrativo l’analisi della scena del crimine da tutti i suoi punti di vista: i reperti analizzati dalla scientifica; le osservazioni del medico legale; le deduzioni degli investigatori, osservando gli indizi.
Ritengo che la particolare cura che dedico a questi dettagli possa rendere la storia pi๠interessante e anche pi๠vera.
I miei personaggi, comunque, non basano le loro indagini solo sui reperti della scientifica o su quelli autoptici, ma scavano nella vita della vittima e con un po’ di intuito e a volte un pizzico di fortuna, riescono a risolvere i casi.
3) Hai dato vita ad una figura femminile molto forte, l’ispettrice Rachele, che non ha paura di “disintegrare gli uomini”, utilizzando sagacia e forza verbale. Tra l’altro, facevo notare la stessa cosa per il personaggio di Ethain, ideato da Mara Fontana nella sua saga Fantasy. Pensi che le donne abbiano finalmente preso coscienza di sà© e del proprio valore, e che in campo lavorativo sappiano sfoderare molta pi๠grinta e caparbietà ? -del resto la stessa professione di Rachele non è sempre stata prerogativa degli uomini-. Tra l’altro, nei periodi di crisi economica, come quello che viviamo attualmente, sono proprio le donne a farne le spese, subendo pi๠discriminazioni in campo lavorativo.
Ho sempre sostenuto che volere è potere e per le donne è necessaria una volontà ancora pi๠ferrea per emergere.
Condivido in pieno la tua analisi: la scelta di un’ispettrice per il ruolo di protagonista per questo romanzo non è stata casuale. Ho volutamente cercato di creare una donna diversa da quella che ammicca dalle riviste patinate o dai canali televisivi. Le mie figure femminili sono forti e determinate alla ricerca del loro ruolo nella vita che non è necessariamente quello previsto dal copione stantio che la società vorrebbe far loro ostinatamente occupare. Il titolo del mio libro è emblematico anche in questo senso: “Corpi†è esso stesso una provocazione.
Rachele, infatti, vuole ridare dignità a quelle donne che sono state barbaramente uccise e trattate appunto come dei corpi vuoti, cerca prima di tutto di rintracciare le loro identità e poi con ostinazione e rabbia insegue chi ha tolto loro tutto, anche la vita.
A volte, come avviene anche in questo romanzo, le donne che descrivo sono dure e ribelli, ma anche ironiche e intelligenti, insomma, tutte da scoprire.
4) In alcuni passaggi, nei dialoghi tra Rachele e Navarro, lasci intendere un misterioso passato per la tua eroina, quasi una sorta di dolore o trauma, che l’ha resa cosଠdura e cinica, è corretto pensare, come ho supposto, che tu voglia dare un seguito alla storia di Rachele? E se sà¬, vuoi anticiparci qualcosa?
Nessun passato burrascoso o misterioso, è acida di suo, ma lo spiegherà nel seguito che ho già iniziato a scrivere: “Nessuno si è mai posto il problema che non c’è necessariamente un perchà© del fatto che sono cosà¬, Nessuno si è soffermato a pensare che magari è solo il mio modo di essere?”
Il lavoro che ha scelto per vivere non l’aiuta di certo ad uscire dai suoi pensieri cupi che sono già presenti in abbondanza nei suoi geni. Anche il prossimo romanzo è ambientato a Udine e stavolta il mistero si infittisce: saranno coinvolti un Liber usualis, il ritrovamento di uno scheletro, sullo sfondo del Dies Irae di Mozart. Ovviamente, il fantasma di Lucrezia continuerà a “vegliare†a suo modo sulla vita della protagonista e del suo amante: Navarro.
5) Cosa ti piace leggere o a cosa ti stai dedicando?
Libri gialli, soprattutto quelli investigativi, ma anche quelli che parlano di anatomia forense. Sto scrivendo e non solo il seguito di “Corpi” ho in cantiere anche un romance che presto sarà online.
Scrivo e leggo moltissimo è il mio modo di superare i miei limiti.
6) Ho pensato di associare “Killing Game” degli Skinny Puppy, per le sue atmosfere industriali e fredde, che rimandano a quei corpi abbandonati, come rifiuti. Anche il titolo, “Gioco assassino” mi rimandava un po’ al movente degli omicidi. Al di là di questo, a che canzone assoceresti il tuo racconto?
Io sento molto nelle “corde†del mio romanzo la canzone di Kate Bush: “Running up that hillâ€.
7) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!
La costruzione di un giallo deve essere sempre inserita in un contesto verosimile.
La difficoltà è far combaciare la tua idea di vittima e morte, con la realtà oggettiva: ci sono un’infinita di dettagli da studiare e far collimare alla perfezione, affinchà© la storia funzioni.
Il lavoro dietro le quinte è davvero minuzioso e non ci si puಠinventare niente, altrimenti si rischia di scrivere delle sciocchezze.
Io cerco sempre di documentarmi con metodo e professionalità e credo che questo risulti in quello che scrivo.
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