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1) Ciao Federica e benvenuta! Presentati ai nostri lettori!
Ciao a tutti e grazie per avermi invitata. Mi chiamo Federica Fiorani, ho 41 anni e da sempre ho la passione della scrittura.
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2) Hai scritto “Morte nella camera della malata”, un racconto che potremmo etichettare come soprannaturale/psicologico; in tutta la prima parte, aleggia il tema dell’allucinazione; sei stata molto abile a descrivere il tutto in modo che nel lettore resti sempre il dubbio (che persiste anche a fine racconto) che tutta la prima parte (fino alla manifestazione di Inger, che “prende vita” davanti a Kathy) non sia che un’allucinazione nella mente di Kathy; a tal proposito introduci anche, seppure in poche righe, il tema suggestivo della Sindrome di Stendhal…o forse no? Forse, per davvero, Inger prende vita, aiutando Kathy a far luce sul suo passato, riguardo alla morte di Silvia, cosଠvicina a Sophie Munch?Â
La sindrome di Stendhal prende il nome dal famoso scrittore che per primo descrisse lo stato di profondo turbamento che lo colse dinnanzi alle opere d’arte durante un viaggio in Italia. Si tratta di un intenso stato d’animo scatenato dalla visione di un oggetto d’arte che puಠsconfinare in un alcuni casi in una vera e propria crisi psicotica. Molto interessante per approfondire questa tematica è il libro di Graziella Magherini che ne ha documentati diversi casi avvenuti tra i tanti turisti a Firenze. Nella protagonista l’incontro con il quadro di Munch innesca un profondo senso di inquietudine che sovvertirà la razionalità della sua vita fino a quel momento.
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3) La tua protagonista, Kathy, agli inizi si trova turbata di fronte ai quadri di Munch, del quale tra l’altro ne ignorava l’esistenza; via via che la storia procede, ad un certo punto, sembra che in qualche modo, il quadro sia entrato in lei, e in qualche modo, “la possieda”: per esempio quando compra il poster del quadro, e lo fissa per ore intere, in meditazione, sperando di essere contattata nuovamente da Inger…
Il sentimento che lega Kathy al quadro è da subito ambivalente, è preda di sentimenti contrastanti di attrazione-repulsione e nei diversi momenti della storia prevale ora l’una ora l’altro. Questi sentimenti sono un riflesso della lotta interiore che si sta consumando tra il desiderio di recuperare la memoria del passato e il rifiuto delle stesso. Solo quando sarà pronta ad accettare la verità con tutte le conseguenze, il messaggio di Inger Munch le diverrà chiaro.
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4) Qual’è il tuo rapporto con le opere di Munch? E da cosa è nata l’idea di incentrare tutto il leitmotiv del racconto proprio sull’Arte di Munch? Anche Ivano Galletta nel suo libro “Le Ombre dell’Eros” analizzava i dipinti di Munch dal punto di vista psicanalitico. Tu ami l’Arte? Quali Artisti ti piacciono?
Amo molto le opere di Munch, nonostante o forse proprio perchà© inquietanti. L’idea del romanzo è scaturita proprio da una visita al Munch Museet di Oslo dove sono esposti molti suoi quadri. Lଠho visto per la prima volta “Morte nella camera della malata†e sono rimasta colpita e affascinata dalla figura e dallo sguardo di Inger Munch. Da lଠho lasciato poi che si scatenasse la mia fantasia ed è nata l’idea centrale della storia che ho poi sviluppato. Munch usa spesso una particolare prospettiva, con la figura in primo piano che sembra proprio venirti incontro, penso anche al famoso “Gridoâ€, all’â€Assassinoâ€, ad “Angosciaâ€, questo tipo di prospettiva ti fa sentire in un certo senso coinvolto.
Sà¬, amo l’arte, tra i miei artisti preferiti ci sono gli Impressionisti, Caspar David Friedrich e Escher. A volte sento persone dire che non amano l’arte perchà© non la capiscono o non hanno studiato, ma io penso che per apprezzare un’opera d’arte non si debba necessariamente capirla, quanto piuttosto “sentirlaâ€, lasciarsi andare alle emozioni che suscita, perchà© l’arte parla al nostro inconscio.
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5) Cosa ne pensi della canzone che ho associato al tuo romanzo? Non ho potuto fare a meno di pensare ad una sorta di ninna-nanna, che in qualche modo “cullasse” Silvia; spesso ci si affeziona ai personaggi a cui si da la vita, anche se solo su carta. Tra l’altro gli All My Faith Lost… sono un gruppo molto “fatato e fiabesco” e quel genere di sound malinconico e fragile è un pಠil loro marchio di fabbrica; C’è un bel passaggio del tuo romanzo dove Kathy riflette proprio su questo: Silvia è condannata a restare sempre bambina, non è mai cresciuta, non ha mai provato la condizione della vita adulta; tra l’altro questo tema lo ritroviamo anche nella vampira-bambina di “Intervista col Vampiro”; non ricordo alla precisione il film, ma mi pare che in pi๠scene si vedesse la bambina-vampira che “giocava” ad atteggiamenti adulti; tu che canzone assoceresti, per ricordare Silvia, o per lo meno, per descrivere le atmosfere del tuo romanzo?
Non conoscevo questa canzone, sono andata a cercarla e l’ho ascoltata. L’ho trovata molto bella, triste e struggente, hai scelto una canzone che rappresenta bene lo spirito del libro. Una canzone che mi viene in mente da associare al libro è “People are strange†dei Doors, perchà© è la canzone che canta Silvia in un momento fondamentale della storia. L’ho scelta non solo perchà© mi piace e perchà© appartiene all’epoca in cui si sono svolti i fatti del passato, ma anche per il significato del testo, perchà© parla di solitudine, di esclusione dello straniero nel significato di persona strana, diversa, riallacciandosi quindi all’isolamento di Silvia rispetto ai suoi compagni: “People are strange, when you’re a stranger, faces look ugly, when you’re alone… When you’re strange, faces come out of the rain, when you’re strange, no one remembers your name, when you’re strange …â€
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6) Nel romanzo, nella seconda parte, compare il tema del bullismo al femminile, un tema poco noto, perchè a prevalere, per le sue caratteristiche pi๠violente dal punto di vista fisico, è il bullismo maschile; quello femminile è pi๠subdolo, e si basa sulle maldicenze e sulle “frecciatine”, le stesse che Martha e il suo gruppetto di amiche riserva prima a Silvia e poi a Kathy…Cosa ne pensi di questo tema che riguarda le nostre scuole?
Penso che il bullismo ci sia sempre stato, forse ora se ne parla di pi๠e questo è sicuramente un bene. Come mamma penso che sia importantissimo cercare di instaurare un dialogo aperto con i propri figli, in modo che nel momento del bisogno trovino naturale rivolgersi ai genitori e si sentano liberi di parlare.
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7) Stai lavorando a qualche altro scritto? Quali sono i tuoi progetti o a cosa ti piace dedicarti?
Ho molte idee per la testa, ma in questo momento mi manca il tempo di dedicarmi alla scrittura perchà© sono impegnata con il lavoro e i miei due bambini, il pi๠piccolo ha solo un anno ed è in quell’età in cui non si puಠperderlo di vista un attimo. Spero pi๠avanti di riuscire a ritagliarmi un po’ di tempo. In particolare ho in mente tre storie di tipo molto diverso, una riguarda un regista che vive in un paese senza libertà di opinione, un’altra riguarda una scrittrice in crisi e una terza è un giallo pi๠tradizionale che tocchi perಠanche temi come l’attuale crisi economica.
8) Bene! Concludi a tuo piacimento la nostra chiacchierata!
Inanzitutto desidero ringraziarvi per la disponibilità . Vorrei poi dirvi che il libro per ora è disponibile solo come e-book su Amazon, ma a breve uscirà anche in edizione cartacea e come e-book in formato epub presso la maggior parte degli store on line. Se volete sapere quando uscirà , vi invito a visitare la pagina facebook del libro
www.facebook.com/MorteNellaCameraDellaMalata.
Ancora grazie e un saluto a tutti!
Federica Fiorani