Wilde: Come al solito in Italia non si sente molto parlare di lavori neofolk, di conseguenza sono venuto a conoscenza del tuo progetto in un secondo momento e ne sono rimasto molto colpito. Come nascono i Rose Rovine e Amanti?
Damiano Mercuri: Una mia idea di continuare a fare musica dark dopo lo scioglimento del gruppo con cui stavo precedentemente. Inizialmente era solo qualcosa di quasi privato poi si è e si stà sviluppando.
Wilde: Hai rilasciato recentemente “Demian”, disco dalle calde sonorità acustiche accompagnato da alcuni elementi rock. Questa volta chi hai coinvolto per la registrazione di quest’opera?
Damiano Mercuri: Carissimi amici: alla batteria Daniele Befanucci con cui abbiamo suonato per anni in diverse circostanze perfino per dei concerti natalizi con un’orchestra! Al violino Giuseppe Lorenzoni compagno di conservatorio anche con lui da sempre lavoriamo su tanti fronti nella musica, Pietro Marinelli al pianoforte un talentuoso musicista col quale ho suonato per anni nel suo gruppo. Infine la mia adorata Noemi che da qualche anno mi affianca alle tastiere durante i live; ha cantato e suonato il pianoforte in due canzoni. Non posso non ricordare Christian Valente che ha lavorato come ingegnere del suono facendo un meraviglioso lavoro, dandomi la possibilità di creare il sound che volevo. Christian suona anche il basso con RREA dal vivo.
Wilde: All’esordio le sonorità dei Rose Rovine e Amanti erano più legate all’ambient e l’industrial, ma adesso hai deciso di passare ad un suono più naturale, più folk. Si tratta di maturazione artistica o di semplice desiderio di variare?
Damiano Mercuri: Voglia di tornare alle mie origini credo. Nel nuovo CD volevo un suono più ricco e “suonato” è quasi rock. Ho messo pi๠energia negli arrangiamenti e nei missaggi dando molta forza alla ritmica, volevo che chi ascoltasse sentisse che dietro ai suoni ci sono esseri umani che suonano veramente e non midi files.Riguardo all’industrial e all’ambient è da Rituale Romanum che non li tratto più, c’è gente che lo sa fare molto meglio di me. In definitiva RREA si sta spostando ad un sound pi๠vicino agli And Also The Trees mischiati ai Sol Invictus.
Wilde: Sembra che da qualche anno ad ora ci sia stato un boom incredibile per il neofolk in tutto il mondo. Come stai vivendo questo momento?
Damiano Mercuri: Tu dici? Credo che l’ondata più redditizia sia stata tra la fine dei novanta e i primi anni del duemila. Ad ogni modo mi fa piacere fare parte di questa scena perché reputo sia la più libera e potenzialmente forte per la musica alternativa: si possono mischiare elementi goth, folk, classici, medioevali, industriali, rock e altro senza problemi di restrizione. Inoltre gli ascoltatori hanno una buona cultura musicale e non ascoltano quasi mai solo neofolk ma sono aperti a nuove ingerenze musicali.
Wilde: Ci sono degli artisti che segui in particolare?
Damiano Mercuri: Sì, la maggior parte sono amici come Sol Invictus, Gregorio Bardini, Von Thronstahl. Ora sto di nuovo ascoltando molto progressive inglese come Gentle Giant, King Crimson, Yes. Di nuovo non c’è qualcosa che regga il confronto con gli anni 70′ e 80′ in generale.
Wilde: Parliamo dell’attuale panorama darkwave; che cosa ne pensi di tutti quei nuovi gruppi costituiti da “poser” legati fortemente ad un pessimo sound elettronico e un pesante make-up? Come consideri tutte quelle persone che attualmente criticano le band dell’ambiente accusandole di rifarsi ad un movimento ormai morto?
Damiano Mercuri: Suppongo tu ti riferisca alla scena cyber o affini? Bhè non ne so molto, è una moda che non capisco e quindi non riesco a seguire. Più complesso è il discorso sul nostro movimento “dark”. In effetti quando sento gruppi che si vestono come i Bauhaus usano gli stessi flanger e chorus o suoni di drum machine stile Cure mi sembrano un po’ fuori luogo. Sicuramente quella moda e molte di quelle atmosfere sono ormai imprigionate in quegli anni, ora vestirsi in quel modo eccessivo e tenebroso è una cosa standardizzata e non produce più lo stesso effetto di shock di un tempo, ho visto i Green Day vestiti in modo simil goth e non mi è sembrato molto buono. Il movimento pi๠che morto direi che sonnecchia, dovrebbe cercare di rinnovarsi soprattutto nel look. Dopo gli stereotipi degli 80′ non c’è stata evoluzione. Nella musica ritengo che il filone neofolk (nella sua immensa varietà ) sia la risposta migliore di prosecuzione di un certo modo di intendere il lato scuro dell’espressione artistica. Delle critiche non mi interesso, alcune sono condivisibili altre dettate da ignoranza, ad ogni modo queste polemiche sono molto noiose su qualsiasi genere le si voglia fare.
Wilde: Che cosa ne pensi dell’attuale panorama italiano? Dal mio punto di vista tutti gli italiani sono facile preda del mercato, della radio, della televisione e questo comporta una formazione musicale forzata che li rende sordi su quel che riguarda gli altri generi musicali.
Damiano Mercuri: Se parliamo del panorama italiano in genere, quindi anche quello commerciale non so cosa dire non mi piace non c’è coraggio nelle produzioni e non c’è ricerca musicale. Se parliamo del panorama underground credo che abbiamo ottimi artisti ma mancano valide etichette e distributori illuminati, ma soprattutto mance una vera “scena” dove crescere e da cui imparare. Ci sono troppe cricche e troppi amici di amici. Non credo che noi italiani saremo mai capaci di dare vita a fenomeni musicali di alta levatura come gli inglesi hanno fatto. C’è troppo divismo immotivato e troppe piccole gelosie e strategie dei poveri. Onestamente sono contento che il mercato si stia sfasciando: il fatto che con la vendita dei CD non si guadagnerà più farà in modo di togliere di mezzo troppi idioti che tentano di fare qualcosa sognando di diventare artisti culto. Tutto diventerà più onesto e reale senza pose.
Wilde: Dove hai intenzione di suonare prossimamente?
Damiano Mercuri: Dovunque venga invitato ovviamente. Ci sono alcune date, purtoppo tutte fuori Italia, che devono essere confermate definitivamente per il 2010.
Wilde: Lavori o collaborazioni che hai mente per il futuro imminente?
Damiano Mercuri: Per il momento ho finito il nuovo CD per RREA ma mi manca di scrivere i testi che per me è sempre la parte pi๠difficile. Colgo questa intervista per fare un appello per chi fosse interessato a collaborare con le liriche, che ci contatti a roserovineamanti@hotmail.it. Ho in mente di realizzare alcune cose da solista più un CD con Josef K. ma è tutto in fase embrionale.
Poi molte altre cose ma inutile parlarne finchè non si concretizzano
Wilde: Che messaggio vuoi lasciare impresso sulle pagine di Darkitalia.it?
Damiano Mercuri: Ovviamente un ringraziamento al vostro staff e all’attenzione data a Rose Rovine e Amanti, e poi spero di poter vivere in un ambiente musicale di sempre maggior spessore, ispirato dalla forza della musica e dall’arte, sarebbe bello creare un nuovo movimento che faccia scuola all’estero!
Con affetto Damiano