Marco Garegnani -” Green Man”e ” Ballo delle Castagne”.
_Dies_Irae_ : Ciao Marco, innanzi tutto grazie per la tua cortese disponibilità , in tempi dove la scena italiana fatica a trovare una sua originalità poter parlar con chi sta riuscendo a tagliarsi uno spazio diverso nella scena indipendente è davvero una bella opportunità .
Marco : Ciao, grazie a te, sia per l’intervista che per i complimenti! Sono d’accordo con te riguardo certa scena italiana, perà ² credo di poter anche dire che in alcuni ambiti le cose si stanno muovendo ed evolvendo un po’ anche da noi. A volte purtroppo manca proprio la collaborazione, la musica indipendente non puà ² essere una questione privata.
_Dies_Irae_ : Per iniziare, devi sapere che di questo progetto non ero a conoscenza, non c’è stato neanche una voce di questa collaborazione. Come è nata dunque? Parlaci della genesi del disco e della collaborazione.
Marco : Io e Vinz ci conosciamo da pi๠di quattro anni, e grazie alla collaborazione con la sua etichetta, ai vari concerti organizzati insieme, ai giorni trascorsi in studio per le produzione di Green Man negli anni passati, abbiamo stretto nel tempo un rapporto ben pi๠che professionale, e questo ‘lavorare insieme’ ci ha permesso un continuo scambio di idee, progetti, proposte etc. Ballo delle Castagne nasce proprio grazie a tutto questo. L’idea si sviluppa sul finire del 2007, dopo l’ultimo concerto di Calle della Morte a Jena, proprio insieme a Green Man. Da quel momento abbiamo iniziato a pensare subito a scrivere qualche brano, e siamo riusciti a presentarci a Zagabria il febbraio successivo per una primissima apparizione live. Avevamo poco materiale da proporre, ma è stato un gran concerto che ha, come dire, battezzato i nostri intenti.
_Dies_Irae_ : E del futuro dei Green Man invece? Ci sono novità , magari anche remote, in vista?
Marco : Nei prossimi mesi, praticamente in concomitanza con l’uscita del disco di Ballo delle Castagne, verrà pubblicata una ristampa del primo disco “From Irem to Summerisle”Â, con una grafica nuova, tutti i testi e due bonus tracks, brani presenti in vecchie compilations ora riproposte in versioni registrate l’autunno scorso e quindi completamente remixate. Inoltre stiamo lavorando per un 7″ split in uscita il prossimo autunno, credo sarà una bella sorpresa. Certo, ho sempre molte idee per iniziare a scrivere un nuovo disco, ma per ora con tanti diversi impegni ho ancora tutto nel cassetto. Al momento sono stato molto preso con Ballo e inoltre sto lavorando per Laboratorio Alchemico, associazione culturale di cui sono co-fondatore e per la quale ho curato la musica per alcune mostre e sto lavorando a campionature per installazioni. Comunque sia, oltre a queste prossime uscite, nei mesi a venire suoneremo a Torino e a Prato. In quest’ultimo apriremo a Sixth Comm, per noi un importantissimo evento.
_Dies_Irae_ : So che il nome del gruppo è tratto da una sorta di leggenda riguardante un’orgia che avvenne ai tempi di papa Borgia (padre di Cesare e Lucrezia) in vaticano stesso. Ce ne puoi parlare? A chi è venuta questa idea, a te o a Vincenzo?
Marco : L’idea è di Vincenzo e quando me l’ha riferita ho subito pensato: niente di pi๠perfetto! Sia per il particolare e grottesco riferimento storico, sia perchè suona cosଠbizzarro. Come accennavi è tratto da una cronaca del maestro di cerimonia di Papa Alessandro VI, in cui si riferisce di una festa dai contorni alquanti sabbatici, con tanto di eccessi orgiastici e pure incestuosi tra il padre e la figlia Lucrezia. Pare che il tutto si tenesse il giorno del 31 Ottobre e che fossero invitati molti uomini di corte. Lucrezia in una lettera fu accusata dei rapporti che intratteneva col padre e il fratello Cesare, probabilmente furono dei tentativi di screditare i Borgia o quanto meno di spiegare i mali di un papato cosଠcontroverso tanto da essere lodato da Machiavelli e Nietzsche per la potenza creativa dei suoi eccentrici protagonisti.
_Dies_Irae_ : Ci saranno ancora temi di stampo esoterico in questo prossimo album? Che cosa significa per te questo termine, che posto occupa nella tua visione delle cose?
Marco : Ballo delle Castagne non è molto improntato in questa direzione e non credo lo sarà neanche in futuro. Per quanto mi riguarda personalmente credo che l’esoterismo sia innanzitutto una pratica, qualcosa che agisce da sfondo e da orizzonte. Esso vive comunque nel paradosso della parola: nel dirsi, la verità è già sfumata. Tuttavia, noi la verità non possiamo che dirla ‘a parole’ e non è un caso infatti che la magia e tutto quel che si è sempre inteso come vicino all’esoterismo fanno del nome un tramite imprescindibile.
_Dies_Irae_ : E la citazione di Mishima, è farina di quale sacco?
Marco : è un’autore che stimiamo entrambi, la citazione e il testo sono perà ² opera di Vincenzo. Personalmente ho sempre apprezzato la chiarezza espositiva dei suoi scritti, ma anche l’equilibrio formale di certi suoi racconti. Come si sa, abbandonà ² le spoglie di scrittore e ‘inerme’ intellettuale, naque in lui quella sete di ‘realtà e carnalità ‘, la sete di colui che vuole riappropriarsi del linguaggio del corpo e della sua potenza.
_Dies_Irae_ : Il titolo delle canzoni del promo hanno la dicitura “Radio Edit”Â. Questo a dire il vero mi incuriosisce un po’, ossia che altre versioni esistono? Quale sarà presente sull’album? E infine, davvero saranno mandate in onda alla radio? Non sarebbe affatto malaccio come prospettiva!
Marco : Non sarebbe affatto male come dici! Possiamo contare su qualche webradio che già passava brani di Green Man o Calle, ma certo la dicitura è stata decisa pi๠con spirito, diciamo, ‘provocatorio’. è la prima versione pubblicata; inizialmente dovevamo utilizzare di Specchi e Perline una versione corta come quella ascoltabile sul nostro myspace, ma poi si è deciso di tenere la lunghezza originale del brano. Le versioni definitive saranno esclusivamente sul disco in uscita.
_Dies_Irae_ : Che strumentazione hai usato? Hai avuto difficoltà nella sovraincisione di cosଠtanti suoni? Io credo sempre che lavorando da soli si rischi di perdere il senso della polifonia creando un caos, una accozzaglia di suoni scollati, invece che amalgamati come potrebbe esser dato da un gruppo affiatato. Con “Sole e acciaio” questo non è avvenuto, e mi sembra una padronanza in sede di produzione/post produzione importante, non secondaria al saper suonare uno strumento.
Marco : Si sono molto d’accordo su questo. Come ti dicevo, il mixaggio finale del disco sarà tutt’altro rispetto al promo, che suona molto rough. Ci teniamo tantissimo alla produzione. Abbiamo registrato batteria e basso grazie alle collaborazioni di JoJo e Diego Banchero, quest’ultimo, come saprai, già nei Recondita Stirpe ed Egida Aurea. Io mi sono dedicato sia alle chitarre che al moog e al sitar, senza utlizzo di campionamenti, escluse un paio di parti in pianoforte. E ovviamente Vinz alla voce e al fuzz bass. Sono molto soddisfatto per come siamo riusciti ad amalgamare il tutto, rendendo il suono globale completo e a volte anche complesso, senza perà ² perdere di immediatezza e compattezza.
_Dies_Irae_ : Un’altra dicitura nella confezione del promo, è che stato preparato in visione del concerto che c’è stato a Vienna a fine gennaio. Chi eravate sul palco a questo punto, per poter gestire tutta la strumentazione?
Marco : Sul palco eravamo noi quattro, la stessa formazione che ha registrato il disco. Io e Vinz ci occupavamo del moog a seconda dei brani, alternando le chitarre o il fuzz bass. In questo modo siamo riusciti a gestire benissimo il concerto senza utilizzare samples e lasciando anche spazio a parti pi๠improvvisate.
_Dies_Irae_ : Cosa ascolti di questi tempi, tra “classici” e novità ? Dicci anche delle tue ultime piacevoli sorprese musicali e dell’ultima delusione invece.
Marco : Vediamo.. tra i ‘grandi nomi’ ultimamente sto ascoltando alcuni lavori di Robert Wyatt, o le collaborazioni tra Eno e Byrne, o ancora la Harvey, Everything but the Girl, Steve Wynn. Riguardo alle ‘sorprese’, di recenti uscite mi viene in mente il doppio lp dei Black Mountain, poi ho ripescato un po’ nel garage anni ’60, Eyes of Blue, Rising Storm, Monks, oppure in certo prog minore italiano quali i The Trip di Atlantide, e ovviamente i Biglietto per l’Inferno. Recente delusione invece Dark Developments di Vic Chesnutt, suo ultimo lavoro, soprattutto dopo aver ascoltato assiduamente per un anno il precedente North Star Deserter, a mio avviso un grandissimo disco.
_Dies_Irae_ : Come ti aspetti che debba esser ascoltato il disco? Come musica da compagnia, o come una narrazione personale fatta di suoni oppure come espressione di colorate visioni interne, una “psiche-delia” nel senso letterale greco? Una musica da ascoltare con attenzione o da farsi trasportare “in preda alle allucinazioni”Â?
Marco : Ahahah la citazione mi è piaciuta, certo sà¬, sarà un disco da allucinati! Quel che cerco è essenzialmente una forma espressiva come fosse un quadro di Klee, tutto è lଠnell’espolosione del colore, e nel contempo tutto rimanda a qualcosa di invisibile. In questo senso ‘narrazione personale’ e visioni interne si fondono, nell’immediatezza e spontaneità .
_Dies_Irae_ : Per finire invece, mi chiedevo se ci fosse un aneddoto interessante legato alla storia del vostro duo e di questa fatica musicale.
Marco : Una cosa che mi fa sempre sorridere quando ci penso, è una telefonata di Vinz da Vienna tempo fa. Mi disse: hai un minuto? E poi attacca la cornetta di fronte all’amplificatore e inizia a suonare con il fuzz bass, ed io ho capito ben poco di quello che stava facendo, tutto distorto! Ma quel casino mi piaceva e gli ho detto: bello! Cosଠè nata Specchi e Perline.
_Dies_Irae_ : Quindi, eccoci arrivati alla fine. Non posso che ringraziare nuovamente, porgendo complimenti e augurando un ottimo lavoro nel futuro.
Marco : Grazie a te ancora, in bocca a lupo per la webzine e per tutto il resto. Saluti!