L’asse portante del libro (un tomo, a dir la verità) è costituito dal racconto di una lunga e lenta peregrinazione attraverso il Giappone, effettuata in macchina a metà degli anni Cinquanta, in compagnia di giapponesi e di stranieri. Visitiamo Tokyo, Kamakura, Ise, Nara, Kyoto, conosciamo i Bamba, gli Uriu i Miyazawa, Tamako, Somi, Giorgio, Jane e tanti altri personaggi impegnati in un continuo dialogo est-ovest, che conduce a volte verso reciproche comprensioni, ed a volte s’arresta dinanzi ad invisibili, forse invalicabili, confini di pensiero.
Il racconto procede su molteplici piani.
Innanzitutto v’è quello immediato definito dalle vicende giornaliere di viaggio; questo s’intrecciano numerosi riferimenti ai tempi lontani della guerra, con chiarimenti di fondo collegati alla storia politica, religiosa, letteraria, artistica del Giappone e con illustrazioni di costumi, pregiudizi, superstizioni, aspetti del carattere nazionale.