Avevo un vago ricordo di questo gruppo austriaco, tanti tanti anni fa, come uno dei tanti cloni dei The Cure.
In effetti lo furono, e il cantante Ashley Dayour è il ritratto sputato di Robert Smith. Gli anni passano per tutti, e i Whispers in the shadow ritornano dopo ben sette anni di silenzio… forse il giusto tempo per capire, che strada intraprendere oppure per migliorare ciò che si è prodotto negli anni addietro, trovare una propria personalità musicale. Un silenzio durato sette anni dicevo, non so se voluta, ma sono tornati in grande stile.
L’album in questione è piacevole, molto ritmico, piccole ballate gothic/wave di altri tempi, una musica ideale per le serate riflessive chiusi in camera.
Il tema centrale dell’album è il misticismo e l’occultismo, voluto, secondo Ashley Dayour, per non trattare sempre argomenti scontati.
ps: naturalmente qualche vecchio goth/new waver storcerà il naso su qeusto disco! Li conosco, preferiscono ascoltare roba di 25 anni fa. Ma siamo nel 2009, e non farebbe male ascoltare un album come questo.
Post Punk
2009
Whispers in the shadows