Come ben sappiamo la Germania invade il mondo della scena oscura con miriadi di bands ebm/industrial, in molti casi simili tra di loro e dedite esclusivamente a produrre canzoni per riempire i dancefloor di mezzo mondo, finendo con il deteriorare la qualità ; ma è anche capace di partorire ottimi gruppi che non si perdono nei soliti clichè, e che riescono a stupire.
E’ il caso dei DIN [A] TOD, trio berlinese, che nel loro primo album, “The sound of crash”, offrivano sonorità molto electro, con una strizzatina d’occhio alla vecchia scuola elettronica degli anni ottanta, presenza massicccia della voce accompagnata dalla voce femminile del gruppo, ritornelli belli ed orecchiabili, che non finivano nel banale.Oggi si superano, e propongono un album davvero allettante; si fa un viaggio a ritroso nel tempo, negli anni ottanta, tra new wave, gothic e synth.Strutturalmente l’album è davvero ottimo, con schitarrate da farci (ri)vivere intense emozioni, spruzzate di synth nostalgiche, il tutto corredato da un suono molto moderno; tanto per intenderci, non è la solita riproposizione di sonorità tanto care agli amanti del verbo oscuro degli anni ottanta, ma una moderna concezione di quel periodo!Da segnalare la cover “Warsaw” dei Joy Division.”Westwerk” è un album ben fatto, capace di conquistare sin dal primo approccio new waver, gothic rocker e amanti dell’electro/synth pop.Preparatevi a nostalgiche emozioni.
Din (a) Tod – Westwerk
