Se con “Mere”, gli Asylum Party fondevano echi cureiani e xymoxiani, in “Borderline” prevale un’atmosfera wave ovattata, come nell’opener “Play alone” dove la malinconia è addolcita dalla tastiera, e l’unica cupezza è apportata solo dalla voce e dal basso; li avvicinerei ai Cure di “Disintegration” per le atmosfere dilate e crepuscolari (la splendida “The sabbath”): gocce di suono su tastiere e controcanti femminili (appena percepibili).
“La tourmente” è un pezzo xymoxiano, gelido e nevoso, quasi desolato (sembra di percepire qualcuno o qualcosa nella nebbia…); le note di chitarra sono sempre liquide e la tastiera regala un’aurea di gelo brinoso: direi che riportano in mente i Cure di “17 seconds” con questa track, come la funerea “First days of winter”: piacerebbe sicuramente ai fans dei Lycia; “La nuit” quasi anticipa quel “Tripping back into the broken days”(2002) dei Lycia.
“Winter” tuttavia non riesce a coinvolgere: è abbastanza monotona, senza picchi di originalità , mentre la fredda e lenta “Pictures” presenta una melodia e dei giri di keybords a dir poco magistrali: peccato che l’unica pecca siano le vocals, qui un pò monotone fine a se stesse.
“Old dreams are not innocent”chiude il cd, ricollegandosi a “The sabbath” per lo spettrale gemito muliebre e il basso costante.
Si sa, la storia ufficiale ha ragalato gloria e popolarità ad altre band, ma riscoprire gli Asylum Party (anche se dubito che all’epoca giunsero in Italia…) ne vale la pena: su Yuotube mi pare siano presenti, dategli un ascolto!!!!
Lunaria
Darkwave
1989
Asylum Party