Una copertina memore della migliore tradizione Gothic, introduce questo progetto tedesco. In ossequio ai gusti musicali tedeschi, a prevalere, malgrado la “sinfonia di fondo”, è l’effettistica elettronica; una voce maschile recitativa si alterna ad una femminila più lirica (The Death of Innocence), un po’ sullo stile dei Die Verbanntenn Kinder Evas, contaminati da effetti elettronici e Dark Ambient (si senta Ulalume o An EndLosen Gestanden der Leere). Fiat Iustitia e Ruins of Udolpho iniziano, la prima con un intro quasi Neo Folk, strumentale, “appesantito”da ticchettii di orologi e campane lontane, la seconda di cori lirici lontani, e un lungo spoken word maschile; l’influenza principale direi che siano i Lacrimosa del periodo di Satura, ulteriormente appesantiti di effettistica quasi Dark Ambient, perchè per Sophia, Choralshore o Suum Quique, per esempio, la voce maschile si “colora” di venature quasi horror e quella femminile si staglia, dinamica, su una base molto cupa e strisciante; anche Dormitorium, prosegue su questo stile; a tratti, potrebbero ricordare i Die Form. Quando a prevalere sono influenze Neo Folk (The Golden Age, Dorian, Caput.Sommer 1932) ricordano i Leger des Heils.
Il difetto principale è una certa omogeneità di fondo (Baron P. o Sympathy, tutto female spoken word) che impaluda spesso l’atmosfera, provocando un effetto di monotonia, staticità, narcosi (principale passo falso quando si maneggia Dark Ambient). Ad ogni modo, se può interessarvi sentire un ipotetico crossover tra i Leger des Heils, i Die Form, un pizzico di primi Lacrimosa, “mixati” a derive Dark Ambient alla Divine Muzak, qui potete farvi un’idea della band:
http://www.myspace.com/verney1826
Lunaria