Un altro Autore di Fantasy, che sta ideando una saga su magie, Dei e maghi! Sentiamo cosa ha da dirci…
1) Ciao Simone! Benvenuto sul nostro sito! Presentati ai nostri lettori! Ciao a tutti, mi chiamo Simone Lari, ho 34 anni e sono di Grosseto. Sono un grande appassionato di cinema e letteratura fantasy, di manga e anime, e di giochi di ruolo.
2) Hai scritto “La Nemesi dei Mondi”; al di là della mia recensione, nei quali ho dato risalto ai punti chiave del romanzo, vorresti descrivere tu stesso il tuo romanzo? Da cosa sei stato ispirato? La tua recensione descrive molto bene il mio romanzo, e i suoi punti cardine. Per scriverlo mi sono ispirato molto alla mia esperienza di Master di D&D, riprendendo alcune ambientazioni, e talvolta alcuni personaggi usati durante le campagne. La Nemesi dei Mondi da una parte è un epic fantasy classico, in cui si ritrovano molti temi fondamentali di questo genere, dall’altro perà², penso di poter dire che contenga molti elementi particolari, tanti colpi di scena, e personaggi (sia buoni che cattivi) con caratteri e background molto interessanti. Un gruppo diviso dalla ragazza ma unito dal destino, e legato dalla profonda amicizia, questo è uno degli aspetti fondamentali su cui si basa il mio romanzo.
3) Rispetto ad altri Fantasy, hai intrecciato, oltre all’elemento cavalleresco/medievale, (i mercenari, i guerrieri, Gilde, druidi, i draghi, gli elementi di magia…) anche elementi quasi horror (la Necromanzia, gli “zombi”, i Demoni, gli spettri, i Ghoul) e di mitologia (le Rune, il Golem, gli Elfi, il Dio del Sole, Dio della Guerra e gli altri Dei…) Sei appassionato di questi generi? Cosa ti piace leggere al riguardo, oppure, sei appassionato di cinema? L’epic fantasy, il fantasy horror, e i racconti mitologici, sono quelli che preferisco. Cercare di riunire insieme le tre cose è stata una sfida piacevole e interessante. Direi che a partire da “Il Signore degli Anelli”, fino ad arrivare ai libri di Martin, me ne sono passate diverse di letture sottomano, ma devo dire che la cinematografica che tratta i generi di cui sopra, mi attira e mi ispira al pari di un buon libro.
4) Ho trovato interessante questo passaggio: “Angel sapeva che erano stati degli umani a uccidere suo padre, per poter arrivare a lui, ma anche suo padre era un essere umano, ed era stata fin dall’infanzia la sua unica figura di riferimento. Sua madre, che era un demone, si era completamente disinteressata dell’esistenza sua e di suo fratello, e per lui era come se non fossa mai esistita. La scelta di Angel pendeva tra il cercare di vivere tra gli umani, che lo avrebbero sempre guardato con odio e paura, giudicandolo come un mostro, o tra i demoni, che lo avrebbero guardato con disprezzo, considerandolo un debole mezzosangue. E poi c’era una terza via: cercare di ritagliarsi un posto nel mondo con le proprie gesta, assieme ai suoi compagni, con i quali aveva ottenuto delle vittorie importanti, e aveva finalmente scoperto cosa significasse far parte di un gruppo.” Al di là del contesto fantasy, penso sia un ritratto psicologico molto intenso, capace di descrivere, con pochi tratti, il dolore che spesso si prova quando, “si è diversi”, spesso solo pi๠“introversi” rispetto ad un mondo moderno che invece spesso predilige la frenesia e “l’usa e getta” delle emozioni. Angel vive anche un conflitto con la madre-Demone, tra l’altro. Anche in sede di recensione ho posto l’accento sul fatto che tutti i personaggi a cui hai dato vita (e spesso “sopravvivono” solo per poche pagine) sono molto ben caratterizzati psicologicamente. La vita dei personaggi mezzosangue, come Marlon, Angel e Hunter non è molto semplice. Marlon è avvantaggiato dalla sua natura celestiale, ma la sua indole edonistica lo porta spesso a essere malgiudicato. Angel e Hunter hanno problemi ben pi๠gravi. Mentre Hunter sceglie di escludersi dal mondo, e solo in seguito all’incontro con la bella Claire, cambierà opinione, Angel ha sempre desiderato poter vivere in mezzo agli umani. Il lato, potremo dire multietnico del gruppo, la convivenza spesso difficile tra i membri del gruppo, specie all’inizio, è un elemento forte, che esula dal contesto del fantasy tradizionale, riproponendo una questione valida e attuale anche nel mondo di oggi.
5) Oltre ad Angel, la figura pi๠complessa e delineata è Antares. Vorrei che tu dassi voce a lui, il tuo protagonista, “che sia Antares stesso a parlarci”… Quale Antares vorresti che parlasse? Perchà© quello che incontriamo nelle prime pagine, è molto diverso da quello che cominciamo a vedere dalla metà del libro in poi, non trovi? Se lo incontraste nelle prime pagine, vi direbbe qualcosa del tipo: “Mi chiamo Antares Morningstar. Sà¬, lo so che puಠsembrare un nome altisonante, ma cosa ci posso fare? I miei genitori pensavano che per un Morningstar fosse adatto il nome di una stella. Comunque se stasera venite alla locanda di Tree’s Peack, vi offrirಠvolentieri da bere. Ci sarà anche il mio amico Mack, mi raccomando, non fate troppo caso ai suoi modi, è un po’ irruento e senza peli sulla lingua, ma è un gran bravo ragazzo.” Se lo incontraste dopo la metà del libro, invece vi direbbe: “Sono Antares Morningstar, e non posso perdere tempo con voi, dato che ho una missione della massima importanza da portare a termine. Inoltre… non credo che vi converrebbe viaggiare al mio fianco. Le persone che ho a cuore, gli amici, coloro che mi sono vicini, si espongono un grave rischio. Non voglio che vi succeda qualcosa solo per aver scelto la mia compagnia. Nessuno dovrà pi๠soffrire a causa mia!”
6) Ho trovato significativo anche in questo passaggio, il dialogo tra Antares e Athalya (mezza elfa) : “Fece un lungo respiro e proseguà¬: «L’uomo è costretto a guardare in faccia la realtà , ad affrontare il cambiamento: gli anni che passano, le responsabilità che crescono, le persone care che non sono pi๠tra noi. Dobbiamo affrontare tutto questo, che la cosa ci piaccia o meno. Su alcune cose possiamo scegliere, su altre cercare di determinarne l’esito con le nostre azioni, mentre alcune possiamo solo affrontarle quando si presentano, senza conoscerne l’esito e le conseguenze.» Sembra un pezzo fortemente autobiografico, o sbaglio? In parte lo è, ammetto che in parte lo è, ma in generale è il mio modo di vedere il mondo. Non dico che sia un passaggio pessimista o che porti con se un messaggio di resa, è solo una sincera visione del mondo, e di come alcune cose si possano affrontare, altre invece si debba riuscire ad accettarle per come sono e conviverci. Mi fa piacere che tu abbia sottolineato questo passaggio. Molti credono che al Nemesi sia solo azione, invece un lettore attento, puಠtrovare diversi passaggi che potrebbero risultare interessanti, su cui soffermarsi un attimo, e da rileggere con attenzione.
7) Per quanto sia spietato, non credo si possa detestare Mamba, l’uomo serpente, anzi l’ho trovato uno dei personaggi meglio riusciti. In un passaggio, riporti la sua storia: “Mamba questo lo sapeva bene. La sua razza non era una creazione della natura: non esistevano prima della venuta dei visitatori. Erano stati loro a crearli, in base a ciಠdi cui avessero pi๠bisogno: dei servi fedeli, dei combattenti senza paura, delle pedine sacrificabili. Affinchà© vivessero le loro esistenze al servizio dei visitatori, la loro crescita fu accelerata, come il loro metabolismo: diventavano adulti in pochi anni, servivano, combattevano, procreavano e morivano.” La trovo una delle parti pi๠intimiste del romanzo, e in qualche modo, il lettore “patisce” per il destino di Mamba e quelli della sua specie. Vorrei, come nel caso di Antares, chiederti di soffermarti proprio sul personaggio di Mamba, “dargli voce”.
Quel breve capitolo l’ho inserito per far comprendere meglio la natura e le ragioni di Mamba e del suo clan, spero di esserci riuscito. Se Mamba potesse parlare, forse ti direbbe questo: “Voi umani sprecate il vostro tempo in inutili chiacchiere, per noi uomini serpente è diverso! Invidiati gli elfi per le loro vite longeve? Pensate a quanto vi invidiamo noi, e vi odiamo per il dono che avete! Non mi interessa quanti di voi dorಠuccidere, o quanti dei miei guerrieri dovrಠsacrificare: io voglio vivere!”
8) è interessante l’idea della guerra tra Dei… ho trovato notevole la descrizione che fai del tempio del Dio della Morte… Mi sono soffermato di pi๠sul tempio del Dio della Morte, perchà© la disputa tra Kelem e Runell, che nel primo romanzo della trilogia sembra ormai storia, si ripresenterà prepotentemente nel secondo libro “L’Ombra della Morte”. Sia nel secondo che nel terzo libro, sarà interessante (mi auguro) notare come siano delicati gli equilibri che reggono la pace tra le divinità , come queste spesso non possano intervenire sulle sorti degli uomini, in quanto legate a una sorta di accordo che vieta loro di intervenire direttamente nelle vite dei mortali. Il potere che infondono nei loro sacerdoti, la presenza dei loro avatar, e l’influenza che tentano di esercitare sugli uomini, sono gli unici mezzi che hanno per interagire con i mortali.
9) Vuoi anticiparci come proseguirà la saga? Sta già lavorando ai seguiti? Come ipotesi, ho immaginato che potresti dare ampio risalto alle vicissitudini degli Dei, che tu suddividi in tre grandi macro-gruppi, o sbaglio? Le divinità sono nove, divise in triadi. Possiamo dire che tra le divinità buone e le divinità malvagie, vi è una triade di Dei che si limita a osservare e giudicare gli umani, e agire di conseguenza, spesso in maniera benevola, ma non sempre. Come ho avuto modo di dire prima, la questione degli Dei verrà ripresa, specialmente per il contrasto tra Kelem e Runell. Il secondo libro della trilogia è uscito poco prima di Natale, si intitola “L’Ombra della Morte” probabilmente i capitoli iniziali vi spiazzeranno, specialmente dopo il finale della Nemesi dei Mondi, ma vi chiedo di darmi fiducia, vedrete che alla fine del secondo romanzo, tutti i conti quadreranno.
10) Ho associato al tuo romanzo a “Innocent Eyes” di Argheid, per la sua aura “medioevaleggiante”, marziale e cavalleresca; cosa ne pensi? Tu che canzone assoceresti alle tematiche del tuo romanzo? Credo che “Innocent Eyes” di Argheid, sia molto di atmosfera, e adatta al genere. Penso che ce ne sarebbero diverse da consigliare a seconda dei momenti del romanzo. Mi piace molto “My Sacrifice” dei Creed, sia per la musica in se, ma anche per il titolo molto inerente, e per alcuni passaggi del testo.
11) Concludi a tuo piacimento la nostra intervista! Ringrazio Lunaria per la recensione della Nemesi e per l’intervista, e tutto lo staff di DarkItalia per lo spazio dedicatomi. Ne approfitto per ringraziare Federica Vivarelli, la mia illustratrice, e per dire grazie a una cara amica e collega, che mi ha assistito durante la stesura della seconda edizione della Nemesi. E non vorrei dimenticarmi di Vera Q., che mi ha fatto conoscere il vostro sito. Grazie a tutte e tre!