Tornano gli alfieri dell’industrial “da balera” KMFDM con il nuovissimo “Kunst”, al suo interno troveremo tutte le classiche caratteristiche alternative della band. Un puro sound “catchy” e d’impatto, schitarrate che lasciano posto ai classici beat ed impostazione vocale che va avanti di pari passo. Questo disco devo dire che mi ha dapprima deluso un pochino, ci vedevo dentro più cose negative che positive ma poi il tempo e la costanza hanno consegnano tutto sommato un altro buon disco (anche se i capolavori sono altri) di cui poter fruire. L’attitudine della band rimane invariata, non si cerca l’evoluzione a tutti i costi, ma si rimane invece aggrappati al sicuro, un sicuro che paga sempre (come le copertine insegnano).
Produzione “ad effetto”, la musica entra bene in circolazione e nel cervello, le chitarre appaiono da subito potenti (presentate egregiamente dalla title track) e “riffeggiano” che è un piacere sulle basi danzereccie preparate con la dovuta attenzione.
Compressi e cazzuti quanto basta i KMFDM, più passano gli ascolti e più entriamo dentro ai brani con la giusta attenzione. E’ il caso della “angelica” “Ave Maria”, “Hello”, “Pussy Riot” e “Next Big Thing” (quanto mi piace la strofa iniziale) tanto per dirne qualcuna. Poi è una nuova versione (assolutamente migliore) di “I ♥ Not” a stupire tormentando a dovere in conclusione.
Che sia l’aggressività maschile o l’eterea voce femminile, non importa, alla fine si finisce trasportati nel “solito” vortice cibernetico dove sono parole come “festa” e “futurismo” a darsi continuamente il cambio. I KMFDM hanno realizzato un nuovo disco per i vostri party o per le vostre accelerate notturne. Se ancora credete in loro fatelo vostro, nel caso opposto continuate a vivere il passato che male mai non fa. Comunque sia grande integrazione fra elettronica e chitarre, solo per questo andrebbe ascoltato.
Kmdfm – Kunst
Nothing,Never,Nowhere
