Accolti come una delle band rivelazione, gli O.Children possiedono indubbiamente una bravura compositiva: è vero che “non inventano nulla”, eppure quegli screzi elettronici leggeri di Holy Wood, gli echi di Red Lke Fire, le vocals torbide e tenebrose, hanno il loro fascino. Andando un po’ controcorrente rispetto a molte altre band del genere, la band preferisce un approccio in certi frangenti quasi “rancido” (sentire il break di Holy Wood) molto vicino ai primi Placebo, o gocciolante (The Realest), ma sempre poco fluido, e legato al ritmo costante e primitivo (come Holy Wood, anche The Realest è appesantito da un uso quasi selvaggio delle chitarre nel ritornello). In Oceanside, Swim e PT Cruiser si rifanno a delle derive alla The Black Heart Procession, dal fascino asincrono e deep, e vocals scandite; PT Cruiser è forse la track più selvaggia (la chitarra ha un effetto quasi “grattuggiato”). Qualche incertezza in I Know (You Love Me), mentre in Yours for You la band predilige un approccio quasi sperimentale; H8 City ha quasi un’aura wave retrò anni ’80. Solid Eyes è la track migliore dell’album, con un retrogusto quasi Western oscuro. Chiude il cd Chimera, una track che si rifà ancora ai Placebo.
Band con un proprio stile compositivo, e in qualche modo, dall’impronta riconoscibile. Meritevole di interesse.