Una band emergente di casa nostra che si sta facendo conoscere all’estero… Sentiamo cosa ci raccontano sul loro nuovo album”Oblivion” !
1) Ciao e benvenuti! Presentatevi ai nostri lettori.
Salve a tutti noi siamo gli Ash Code ed è un piacere essere qui oggi.
2) Perchè avete scelto il monicker “Ash Code”? è qualcosa di collegato all’idea di precarietà, inconsistenza o evanescenza, forse?
Il moniker è nato per caso e le due parole iniziano con le iniziali dei nostri nomi. Appena ci venne in mente questo nome ci piacque subito quello che evocava, come dicevi l’idea di evanescenza che dà il fatto che siamo cenere codificata sotto forma dei nostri corpi, è un concetto che ci affascina molto.
3) Prima di parlare musicalmente del vostro album “Oblivion”, potete riepilogarci i vostri primi passi fino ad ora?
La band nasce ufficialmente a metà gennaio 2014 con l’upload di 2 pezzi online, sin dalle prime ore abbiamo avvertito con stupore un grande interesse verso il progetto. Dopo poco la greca Gehemnis Records ci ha contattati per stampare un singolo 7” in 300 copie numerate, inoltre nonostante fossimo praticamente sconosciuti Thomas & Ralf Thyssen ci hanno voluti fortemente nel terzo capitolo della storica compilation Pagan Love Song. Ci siamo poi accordati per la release del primo Lp con la svizzera Swiss Dark Nights, uscito lo scorso ottobre, abbiamo anche girato due video e pubblicato altre due canzoni a giugno tra cui una cover dei The Sound che è stata molto apprezzata e suonata nei djset. Una forte spinta al gruppo è stata data sicuramente dai djs che hanno suonato da subito i nostri pezzi nei principali party electrowave in Europa, ma anche negli Stati Uniti e in Messico.
4) Musicalmente, per chi ancora non vi conoscesse, vi definirei legati ad uno stile primigenio, liquido e malinconico, molto primi The Sisters of Mercy, Suspiria, The Awakening e Morbid Poetry, però con un’ossatura più elettronica molto ’90s rispetto alla tradizione puramente 80’s (e quindi, forse più legata alla tradizione teutonica che non britannica) e a tratti insistente per il ritmo costante con il quale innervate e movimentate la base autunnale delle vostre canzoni (penso ad un pezzo come “Dry your eyes”, “Empty Room” o a “Crucified”). è interessante anche il fatto che date spazio ad una voce femminile, come in “Drama”, dai tratti suadenti. Che ne pensate di questa analisi? Come definireste il vostro sound?
Le bands che hai citato fanno parte dei nostri ascolti e sicuramente ci hanno ispirato, non penso di essere in grado di dare un definizione univoca per la musica che suoniamo, in ogni composizione partiamo da un ritmo o un riff, ci lasciamo trasportare inizialmente dall’istinto, poi diamo forma al tutto con un attento lavoro di sistemazione e di equilibrio dei suoni. Anche la melodia è molto importante per noi. La voce femminile è stata inserita proprio perché è un elemento di ricchezza della band, e riteniamo che possa apportare moods e tonalità diverse. La tua descrizione è molto precisa, effettivamente ci sentiamo molto vicini agli elementi elettronici tedeschi, siamo molto legati alla Germania e abbiamo una fanbase consolidata lì.
5) Tra l’altro, pezzi come “North Bahnhof”, molto più “ambient” e fumosi, quasi suono puro, lasciano intravedere una ricerca costante nelle diverse sfumature del songwriting. In questo senso, pensate che sperimenterete sempre nuovi approcci o soluzioni musicali?
Speriamo in futuro di suonare sempre cose nuove e diverse, il rischio di ripetersi è grande in questo genere, l’importante è cambiare e avere sempre la curiosità di assorbire cose nuove. Siamo aperti a sperimentare sempre suoni e atmosfere differenti, la nostra ricerca è costante.
6) Potete parlarci del concept che ruota attorno a questo vostro album, “Oblivion”? Come è stato concepito, il processo di songwriting, testi e tematiche… Da titoli come “Void”, “Oblivion”, “Empty Room”, “Crucified”, “Drama”, pare di capire che abbiate una vena particolarmente pessimista o introversa… e per quanto riguarda la strana copertina? Quella ragazza nuda, di spalle, stesa sul letto (morta?), i suoi capelli lilla, il teschio, l’aria naif delle stanza…?
La foto della copertina è un lavoro di Sandra Roczen, un’artista polacca, ed è stata trovata per puro caso. Ci ha subito colpiti per i colori tenui che ci ricordavano la dimensione di annebbiamento dell’oblio, e abbiamo pensato che fosse perfetta per il mood del disco. Ovviamente non è morta, ma dorme, e ci ha ricordato la voglia che abbiamo di dormire quando vogliamo dimenticare qualcosa. Il concetto di oblio, come lo intendeva il filosofo Nietzsche, ci affascina molto. Non si tratta di un dimenticare passivo, ma è una scelta. Decidere di dimenticare le cose che ci hanno fatto soffrire per stare meglio, per vivere meglio e dimenticare il dolore. Se ci pensi in realtà è un concetto ottimista. Ovviamente, come dicevi, la vita è fatta anche di momenti bui, di dolore, ecco perché nel disco trovi pezzi con quei titoli, ma bisogna avere la forza di dimenticare… Oblivion, che è la title-track dell’album, ha una melodia molto giocosa e ironica, seppur malinconica e oscura, e rappresenta perfettamente il mood dell’album
7) Avete già suonato live?
Abbiamo esordito live in apertura agli She past away in marzo, poi abbiamo suonato con Veil of Light a Napoli e insieme alle Minuit Machine ad Atene per la presentazione del nostro 7” a giugno. A fine settembre siamo partiti per il nostro primo tour tedesco ma abbiamo dovuto interromperlo bruscamente a metà per un grave danno subito al nostro van. E’ una cosa che ci ha molto delusi ma non molliamo, abbiamo già date fissate in giro per l’Europa e altre sono in via di definizione proprio in questi giorni, a maggio poi siamo stati invitati a suonare al Wave Gotik Treffen 2015.
8) Cosa potete anticiparci, dei vostri prossimi passi?
Abbiamo altre canzoni pronte e ad inizio 2015 pubblicheremo un CD singolo legato ad un remix contest che penso includerà almeno un inedito sempre su Swiss Dark Nights.
9) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
Questo progetto è nato senza pretese, quasi per gioco, e la serietà e costanza che stiamo impiegando è dovuta al supporto che le persone ci stanno dando, quindi ci piace concludere l’ntervista ringraziando i nostri fans, i Dj, le webzines e i promoters che ci seguono e ci danno la carica per continuare.