Abbiamo intervistato questa band, che ha già una solida esperienza live e che vedremo in azione il 25 aprile. Abbiamo chiesto ai ragazzi di parlarci del nuovo album, “Autumn Ruins”, il loro secondo album, tra arrangiamento Synth-Pop e riferimenti agli anni ’80
1) Ciao Ragazzi! Per prima cosa, iniziamo dalle presentazioni!
BLUME: Un saluto a te e a tutti i lettori di Darkitalia!
2) Domanda classica: perchè avete scelto “Blume” come monicker?
Ivan: Cercavamo un nome che suonasse bene. In Inglese non riuscivamo a trovare qualcosa che ci convincesse, e abbiamo optato per l’idioma tedesco. Un brano degli Einstürzende Neubauten, “Blume” appunto, ci è giunto in soccorso. Anche il significato, che lascia aperte diverse simboliche chiavi di lettura, non ci dispiaceva, e lo abbiamo fatto nostro.
Enrico: Ritengo ora opportuno presentare, seppur sinteticamente, la versione ortodossa e compiuta di ciò che sopra è stato appena accennato a riguardo del simbolismo del fiore (Blume).
Come il fiore nel deserto cresce indomito e solitario, nonostante alla sua vita le forze del Cielo e della Terra attentino continuamente, così l’uomo che prendo in considerazione non teme di affrontare gli eserciti dei nuovi Titani. Entrambi sanno resistere, entrambi simboleggiano la forza dello spirito che si erge a difesa dell’essere umano contro lo squallore esistenziale, dettato dal sempre più dispotico dominio del gretto materialismo, dello scientismo, dell’arrivismo, della funzionalità e della bruttezza che ne deriva. Ad ogni modo, e per concludere, Pensiero e Memoria sosterranno il coraggio di colui che saprà opporsi alla desertificazione spirituale: il ricordo delle gesta di Davide contro Golia, o di altri miti analoghi, sia dunque balsamo per l’anima, protegga dalla disperazione e sproni alla fermezza.
3) Ripercorrete la vostra bio, per darci un’indicazione su come e quando vi siete formati, primi passi ecc.
Ivan: Il progetto nasce nel 2008. Dopo aver reso pubbliche le prime registrazioni sui social network dell’epoca, abbiamo firmato nel 2009 il nostro primo contratto discografico con la label Statunitense A Different Drum. Ad oggi, abbiamo pubblicato due album e suonato in diversi festival e clubs underground in Europa. Per ogni approfondimento, invito al sito internet: www.blumeofficial.com
Daniele: Ho conosciuto Ivan nei primi mesi del 2006, visto che i nostri gusti musicali erano affini decidemmo di suonare insieme.Dopo aver collaborato in varie occasioni mi propose nel Settembre 2008 di entrare a far parte del progetto BLUME. Curo principalmente gli arrangiamenti e il suono delle chitarre. Sono sempre stato affascinato dalle sonorità Darkwave, pertanto cerco continuamente nuovi stimoli per raggiungere un sound il più possibile unico e personale. Rispetto all’album precedente, con “Autumn Ruins” ho sperimentato e perfezionato questo aspetto utilizzando strumentazione ed effettistica diverse.
4) Ora parliamo del vostro secondo album: “Autumn Ruins”. Iniziamo dall’artwork: un paesaggio di rovine, forse lo scenario di qualche zona di guerra, un corvo, il cielo pesante e color cemento… osservandolo bene si vedono anche, sul terreno pietroso, delle foglie di acero, già ingiallite… come va interpretato? A me sembra che voglia negare completamente la speranza: non solo ci sono queste macerie (e proprio in questi mesi si combattono guerre feroci in Siria, o vedi anche gli attentati alle scuole – il luogo dove metaforicamente cresce la gioventù e quindi il futuro… – provocati dai gruppi terroristici…) ma dal terreno non spunta nessun germoglio verde. Lo trovo un artwork molto nichilista, in un certo senso: è come se negasse la vita, il rinnovamento… del resto, avete intitolato il vostro cd “Autumn Ruins”. Un altro riferimento molto forte alle rovine, questa volta in un video, è stato dato da una giovane artista afghana (Paradise Sorouri); non c’entra molto con la musica elettronica, ma vedere quelle rovine desolate, quel deserto di polvere e macerie che è l’Afghanistan (oltre che le agghiaccianti immagini di donne completamente avvolte nei burqa, rannicchiate agli angoli delle case semi-distrutte…), insomma, è qualcosa che non può lasciare indifferenti. Volevate per caso fare un riferimento a questo genere di tematiche?
Enrico: Ciò che è nascosto, ciò che dunque è stato soltanto apparentemente annientato dalle forze titaniche del nichilismo, è destinato a ricomparire; è in questo senso che va interpretata l’immagine cui ti riferisci, non in altri. Non viviamo, infatti, in un’epoca terminale, ma semplicemente di transizione. In questa situazione lo spirito di alcuni è messo certamente a dura prova, tuttavia resiste alle lusinghe tipiche dell’età del ferro, non lasciandosi trascinare dal vortice desolante del nulla; quello di altri, invece, soccombe e viene inghiottito irrimediabilmente dalle acque. Chi saprà farsi pietra non sarà travolto: colui che non sarà disposto ad abbandonare i propri valori saluterà con serena tranquillità l’alba di ogni nuovo giorno, senza paura.
I deserti del nichilismo esistono per essere oltrepassati; nessuno, come lucidamente ammonì Nietzsche, può albergarvi troppo a lungo senza pagarne a caro prezzo le conseguenze. Questo trapasso costituisce altresì una prova iniziatica, la quale rispecchia ciò che spesso è narrato nei miti: in parecchie tradizioni gli eroi sono infatti posti nella condizione di doversi addentrare in luoghi pericolosi per affrontare mostri e sfide di ogni sorta; uscendone vittoriosi, essi conquistano l’immortalità.
Daniele: Può sembrare apparentemente un artwork volto ad una visione nichilista. Io personalmente ho sempre sostenuto che ogni distruzione è parte di un processo creativo. Del resto anche il deserto rappresentato alle spalle delle rovine per me và interpretato come un momento di passaggio che darà vita ad un nuovo inizio. Questa è la mia visione del ciclo della vita e allo stesso modo credo che questo album rappresenti per noi un’evoluzione artistica.
5) Ora trattiamo la parte relativa al vostro sound:
Depeche Mode, Covenant, Blank, VNV Nation, anche Clan of Xymox, in certi passaggi intimisti e liquidi (“To the Night”, uno dei pezzi forti del cd; “Plutonian Shores” e “Freia”, altre due canzoni molto oscure), sono nomi a cui potrei associare la vostra musica, per dare un’idea ai nostri lettori. Sulla trama a tratti boreale (“Alone”, per esempio), innestate le belle vocals profonde e romantiche di Enrico; non vi sono estranei un certo arrangiamento Synth-Pop e riferimenti agli ’80s, oltre a molti passaggi quasi progressivi e in crescendo (“Arclight”). “For my Lorraine” ha persino un retrogusto Neo Folk, che avete mitigato con effetti sempre “svaporizzati”. Voi come definireste il vostro sound?
Ivan: Non è mai semplice definire il sound. E’ limitante confinarlo in qualche categoria e sinceramente non dovrebbe essere questo il compito o l’obiettivo di un’artista. Nella composizione mi lascio trasportare, in prevalenza, dal gusto e dall’istinto. Sicuramente alcuni gruppi da te citati sono stati una notevole fonte d’ispirazione per me. La nostra band è nata per la comune passione verso stili come la Darkwave o il Gothic rock e il nostro suono è una sintesi di varie influenze, ma senza dubbio è personale e contemporaneo. Al momento veniamo accostati alla scena Synthpop/Futurepop Europea.
6) Vi siete già esibiti con Covenant e VNV Nation… Inoltre, avete all’attivo anche una trasferta in Russia… Com’è stato esibirsi in questi super live?! Suppongo che l’adrenalina fosse davvero palpabile!
Daniele: Indubbiamente è stato un onore per noi aver avuto la possibilità di conoscere di persona ed aver condiviso il palco con queste band, inoltre la partecipazione del pubblico è uno degli elementi principali che rende indimenticabile uno show e noi abbiamo avuto la fortuna di essere stati accolti in più occasioni con molto interesse.
7) Pensate di far uscire qualche video? Spesso i video di musica Elettronica sono parecchio interessanti dal punto di vista concettuale. Ricordo per esempio due video della brava Chiasm…
La musica Elettronica in fondo è molto più “astratta” rispetto a quella più prettamente rock, più fisica e muscolare. Per esempio, ascoltando “Arclight”, vengono in mente immensi deserti di ghiaccio, con bianche distese polari… anche la profondità degli oceani si sposa molto bene con la vostra musica: penso all’intro di “It’s your turn”, per esempio…
Ivan: Evocare questi tipi di scenari e visioni è sempre stata una caratteristica del mio modo di fare musica. Stimolare l’immaginazione e i sensi. Esortare al viaggio onirico e all’evasione dalla realtà, per oltrepassare i limiti angusti e opprimenti. L’imponenza e la bellezza della natura, non è che un simbolo di una realtà più profonda e autentica, che si colloca al di là delle cose ed in contrasto con la mediocrità. Bisogna intuirne le sue segrete corrispondenze, come scriveva Baudelaire ne “I Fiori del Male”.
Daniele: La realizzazione di un videoclip, è una cosa che stiamo valutando e che ci piacerebbe realizzare. Un video musicale deve rispecchiare il contenuto stesso della canzone. Una cura maniacale della regia e la post produzione sono elementi fondamentali nella buona riuscita di un videoclip.
8) A proposito, da cosa siete ispirati? E come si svolge il processo di songwriting?
Enrico: Sono le Muse ad ispirare, da sempre. La risposta è volutamente anacronistica, poiché, letteralmente, soltanto da una dimensione estranea al potere profano di Chronos, pertanto eternamente presente, possono provenire i simboli, le composizioni poetiche, mitopoietiche e musicali, che poi noi riproponiamo al pubblico.
Un invito: si guardi l’arte cercando di coglierne una visione d’insieme, olistica, e certamente ci si accorgerà che illustra situazioni extratemporali destinate ad un eterno ritornare. A titolo esemplificativo, in alcuni dei nostri brani è presentata la tragica solitudine dell’uomo abbandonato dal sacro, condizione di smarrimento che sempre ricompare nelle epoche tarde delle civiltà.
Ivan: Per quanto concerne il songwriting non seguiamo un unico metodo prestabilito. Generalmente mi occupo della composizione della parte musicale, mentre in seguito Enrico si occupa dei testi. In alcuni casi siamo partiti da una sua composizione, o in molti altri abbiamo composto le musiche insieme. Abbiamo quindi diverse soluzioni che ci permettono di spaziare e differenziare nello stile compositivo. Successivamente mi occupo della produzione, con la programmazione elettronica e la stesura gli arrangiamenti definitivi (lavoro in cui giunge anche il contributo creativo di Daniele).
9) Concludete a vostro piacimento la nostra intervista!
BLUME: Invitiamo i lettori di Darkitalia alla nostra prossima data Italiana di Venerdì 25 Aprile all’Hiroshima Mon Amour di Torino, dove avremo il piacere di condividere il palco con i Norvegesi Apoptygma Berzerk. Vi aspettiamo!