1) Ciao Ragazzi! Benvenuti sul nostro sito! Presentatevi ai nostri utenti!
Ciao amici, bentrovati e grazie dell’invito. DER NOIR sono lieti di essere qui.
2) Der Noir: volete svelarci il significato di questo monicker? Sembra un ossimoro,
tra la durezza del tedesco e la poesia del francese…
Luciano: Cercavamo un nome che rendesse bene il concetto, che ci identificasse subito col tipo di atmosfere che desideravamo proporre. Ci piacevano il suo suono e il suo significato. Proviamo a proporre due suggestioni nelle nostre songs: cupezza e glacialità da un lato, melodia e post romanticismo dall’altro.
3) Su Youtube state riscuotendo molto consenso; avete già fatto uscire un cd; volete parlarcene nei dettagli ?
Cosa rappresenta la copertina, e in generale, che tematiche trattate? Sembra che siate attenti ad
argomenti intimisti ed esistenziali, o sbaglio?
Luciano: Il nostro primo lavoro ha avuto una nascita particolare: nell’estate del 2011 io e Manuel ci siamo incontrati nel mio studio per lavorare ad un progetto black metal in cui lui suonava il basso. Finite le registrazioni abbiamo scoperto di avere una passione in comune per il dark e la cold wave. La settimana successiva abbiamo provato a buttare gi๠i primi arrangiamenti: i brani prendevano forma velocemente uno dopo l’altro, giorno dopo giorno. Non appena i primi provini erano pronti Manuele si è proposto come cantante. E’ stata una scoperta per tutti, non aveva mai cantato prima eccetto che nei Dirty Power Game, ma in quel caso si trattava per lo pi๠di growl e screamo… In effetti per tutti e tre era la prima volta che ci confrontavamo con vere e proprie canzoni. Veniamo da esperienze estreme, abbiamo prodotto dischi techno, black metal, crust-punk, industrial… tutti stili abbastanza liberi, con strutture aperte, spesso mono-riff. Finalmente ci siamo tuffati a capo fitto nella melodia. Nonostante ciಠsi puಠtrovare una certa continuità col nostro passato, un filo “nero” che lega i diversi stili, un’attitudine scura e nichilista che unisce suoni apparentementi diversi. Per noi è una questione di attitudine. Nelle liriche Manuele racconta spaccati di vita, suggestioni intime e riflessioni sulla vita partendo dal proprio vissuto. Ma c’è una sorta di spersonalizzazione, penso comune ad ogni autore, che avviene durante la nascita di una canzone. Una volta esternato il concetto, realizzato il brano, la musica assume un carattere legato solo in piccola parte a chi l’ha scritta o composta: l’esperienza descritta, portata fuori di se, assume un punto di vista proprio ed indipendente. Nella copertina la protagonista è senza volto, spersonalizzata. Il suo corpo è freddo come fosse quello di un manichino. L’atmosfera è sospesa. Ma se guardi bene le braccia sono in movimento a sottolineare che lei, come la musica, è comunque e sempre viva.
4) Non nascondete la componente primaria del vostro stile: Cold Wave francese, gelida ed ossessiva….
era da tempo che non si sentiva una tale rivisitazione.
Luciano: “A Dead Summer” è un album derivativo: abbiamo voluto rifarci esplicitamente ad un certo sound degli anni 80 e abbiamo scelto strumenti e macchinari vintage per riproporre quel suono. L’ossessività dei loop, i ritmi dritti delle drum machines, i riff ripetitivi e taglienti del black metal e dello shoegaze ci hanno sempre attratto. I riferimenti sono chiari e tra questi c’è sicuramente la Francia ma anche l’Italia degli anni 80: Weimar Gesang, Jeunesse D’Ivoire, i Diaframma di Siberia…
5) Come vivete la dimensione live? Da un punto di vista “ieratico, trascendente”,
data la freddezza del vostro sound (penso a song come “Private Ceremony” davvero agli antipodi
rispetto a song pi๠“frizzanti” come possono essere quelle di genere Synth-Pop … )
oppure siete molto pi๠“calorosi” nell’interpretazione? E in quali occasioni vi siete già fatti notare?
Luciano: Siamo abbastanza abituati a suonare live considerato che abbiamo partecipato negli anni a diversi progetti musicali. Nonostante ciಠsuonare dal vivo è sempre una bella emozione. Una data importantissima è stata quella di supporto ai Duran Duran: aver aperto il concerto romano della band ci ha dato molta visibilità . Tuttavia ci piace molto suonare nei piccoli club dove il contatto col pubblico è diretto e la situazione pi๠intima. I brani dal vivo assumo un carattere pi๠fisico, il sound è pi๠caldo… alla tensione dell’esibizione segue il distacco non appena saliamo sul palco. Per noi in quel momento la percezione della situazione si allontana dal qui e ora e pervade un senso di sospensione che dura anche dopo il concerto.
6) Che obiettivi e progetti pensate di promuovere nel futuro?
Luciano: Tra poco partiremo in tour con i nostri amici Die Selektion in giro per l’Italia e speriamo di andare presto a suonare anche all’estero. Abbiamo quasi pronta la raccolta dei remix di “A Dead Summer”: includerà partecipazioni di Mick Wills, Heinrich Dressel, Newclear Waves, Alessandro Parisi, Teslasonic…ogni artista ha rivisitato un brano, il risultato è una manciata di nuove tracks che differiscono notevolmente dagli originali. Siamo rimasti davvero stupiti da come ciascun remix abbia un carattere proprio, è stato davvero divertente sentire come un tuo brano possa trasformarsi a seconda di chi lo interpreta. Inoltre stiamo preparando i brani che andranno a far parte del nostro prossimo album: rispetto al precedente ci saranno influenze pi๠moderne nonostante il tiro sia sempre freddo e minimale.
7) Ultimamente grazie ai social network il movimento Dark/Cold Wave è pi๠vivo che mai….
sembra quasi che l’intero movimento, in tutte le sue sfumature, stia davvero vivendo una nuova rinascita….
altrimenti non mi spiegherei come mai c’è tanto entusiasmo per la riscoperta delle piccole band underground
che all’epoca non riscossero neppure una tiepida accoglienza, e ora invece vengono supportate
da commenti entusiasti e da corone di “mi piace” su youtube! Abbiamo avuto modo di sentire i Coldreams
e gli Excès Nocturne, ed era un discorso che confermavano anche loro; faceva loro immenso piacere vedere
come da parte nostra ci fosse una grandissima voglia di intervistarli!
Voi che ne pensate? E in generale, vi sentite parte di una scena?
Luciano: I social sono stati molto importanti a diffondere generi musicali di nicchia e band alternative. Noi stessi abbiamo scoperto classici misconosciuti grazie ai blog e agli spam degli amici. La maggiore accessibilità ha reso il giusto tributo a dischi validissimi. Una volta era complicato, se vivevi in città potevi visitare i negozi di dischi alternativi ed avevi la possibilità di ascoltare ed acquistare musica di qualità . Se abitavi in provincia l’unico modo era comprare le riviste, leggere le recensioni ed ordinare i dischi dai cataloghi cartacei, cercando tra liste infinite di titoli, sperando che ti andasse bene. Al giorno d’oggi se vuoi scoprire la musica hai molti pi๠mezzi per farlo: facilmente puoi ascoltare un disco da youtube, puoi vedere la copertina, hai riferimenti ed associazioni ad altre bands a portata di click. La scena è tutta sul web ed è facile entrare a farne parte. Puoi contattare altri musicisti e collaborare anche a distanza, è nata una scena globale che finalmente ha connesso tutti con tutti, almeno potenzialmente. Tuttavia auspichiamo maggiore coesione nella scena italiana, quella che vive nelle strade e nei garage delle città , nei locali, nelle serate di genere. La situazione è frammentata e disunita, i promoter sono ancora troppo legati ai nomi esteri nonostante i molti talenti nostrani.
8) “Lontano dalle rive” è un pezzo davvero notevole! è spettrale, e allo stesso tempo è “declamatorio”;
penso che renda bene anche la vostra personalità musicale, ed è un piacere vedere come negli ultimi anni
la scena italiana stia sempre pi๠emergendo: ciascuna band “reinterpreta” la propria oscurità interiore
secondo stili musicali eterogenei ma con il talento di “marchiarli” con le proprie derive personali…
che le differenziano le une dalle altre. Anche voi avete un vostro tratto personale già “memorizzabile” al primo ascolto!
Al di là questo, potete parlarci di questa canzone? A cosa è ispirata?
Manuele: Pi๠che concentrarci a tavolino nella stesura di un brano preferiamo farci traspostare dal flow creativo. Costruita la base musicale scrivo i testi in base alle atmosfere e alle suggestioni che la musica mi propone di volta in volta. “Lontano dalle rive” è ispirata fortemente ai primi Liftiba. Il testo è buio e doloroso: il riff scarno e ripetivivo in questo caso mi ha trasportato in luoghi lontani, nell’abisso dei mari del mio io dove ho trovato immagini ricorrenti di dolori passati che potevano soltanto essere sfogate e raccontate attraverso la musica.
9) Un pezzo come “Private Ceremony” è decisamente lugubre e funereo….
si staglia gelido anche per la qualità di registrazione che penso lasciate volutamente ispirata
a quella Cold Wave d’annata; e a proposito, cos’è una “Private Ceremony”?
Manuele: Private Ceremony è un inno al distacco, un viaggio solitario verso luoghi migliori e verso la pura essenza. Un netto taglio con il mondo illusorio, una dichiarazione perentoria di abbandono.
10) “Done” suona come dei Clan of Xymox ancora pi๠ghiacciati e slow…per certi piccoli tratti che emergono,
vi accosterei anche ai Lycia; che ne pensate? Se chiudo gli occhi,
sembra che nessun barlume di luce giunga a rischiarare la trama fitta e “polare” del substrato musicale che intessete….
Manuele: Innanzitutto dobbiamo la riuscita di questo brano a Marco Benevento, voce dei Foreshadowing, che con i suoi toni caldi ha dato alla canzone quel qualcosa in pià¹. La sua partecipazione è stata fondamentale anche nella stesura del testo che recita quasi un monito nei riguardi del tempo e del suo inesorabile corso che non permette di tornare indietro, che impera sottolineando che “quel che è fatto è fatto”. I gruppi da te citati rientrano decisamente nei nostri ascolti e concordiamo sulla loro presenza nell’atmosfera generale del brano. In particolare siamo molto devoti ai Lycia, una delle band preferite del nostro chitarrista Manuel: hanno insegnato a noi e a molti altri cosa voglia dire essere glaciale in musica.
11) Concludete la nostra chiacchierata come volete…!
Un saluto e speriamo di vederci presto nella vostra città .