
Il nuovo cd di Velvet Acid Christ, Maldire, già a partire da Evoked lascia presagire la musica strisciante e torbida che si propagherà con tentacoli vischiosi tra i solchi digitali.
Aleggia una sorta di corruzione compiaciuta, l’atmosfera è sempre inquietante, al rallentatore, addolcita solo da qualche frangente etereo, spesso dall’effetto “rivoltato”e “vivacizzato” solo da urla o da un monologo psycho (Bend the sky o la cupissima Maldire); come anche per Septic Rinse nella quale VAC ha preferito le manipolazioni sfiancanti di attesa (si senta anche la ultra slow Wasted) rispetto a molte altre band nel genere che invece fanno a gara “A chi accellera di più”.
L’abissale Inhale Blood su un substrato di vocals sempre in bilico tra fruscii pulsanti di effetti compressi o acuti che regalano movimento e “industrialità”: notevoli i”samples” di voci “sacerdotali” e ieratiche, che regalano un senso estetico di “sacro e profano”, sempre dissacrante, disseminato per tutto il cd, come la frase in latino che si sente in Septic Rinse!
Hyper Curse si configura come una moderna danza tribale (uno dei pezzi migliori del cd), ossessiva, sfiancante, novella “danza sacra attorno al fuoco” virata nella modernità cupa elettronicamente instabile.
In onore al monicker, VAC è sempre attento a coniugare parti melodicamente vellutate e d’atmosfera a quelle più acide e sconnesse in un’alchimia sonica perfetta. Ne risulta una miscela deliziosamente schizofrenica e dissociata.
Deludono Dream Curse e Mysteric, ripetitive, e che suonano troppo di “già sentito” ormai da innumerevoli band.
Da un nome come VAC ci si aspetta sempre qualcosa in più e queste due song proprio non mi hanno convinto!
In conclusione, un ritorno alla primordialità quasi Skinny Puppiana: una manipolazione senza compromessi della musica, ma sempre con un occhio all’ “armonia” (ovvio, il termine va preso con le pinze, VAC non si mette di certo a proporre armonie alla Assemblage 23!).
Un cd che piacerà anche a chi ama i primissimi passi a nome Hocico (si senta la nervosa Ominous Rattle, in merito, la song più “hocichiana” dell’intero cd, e altro esempio di Electro acidamente inquieta, come anche Christ Whore)