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1) Ciao Ragazzi! Ci avete trovato voi, questa volta 🙂 ma presentatevi comunque ai nostri utenti!
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HV) Ciao a tutti. Noi siamo gli Horror Vacui di Bologna/Imola.
Ci siamo formati nella primavera del 2010 ma abbiamo trovato una formazione stabile nell’inverno dello stesso anno. Il gruppo è formato da Koppa (voce), Andrea (chitarra), Giulia (basso), Enrico (batteria) e Marzia (chitarra) aka the Sheriffâ€Oâ€, Andrew May I saw you, Henry Flat Field, Julia Black Bird e Mrs. Vacui. I motivi degli pseudonimi alla prossima intervista eheh.
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A parte Julia, che non e’ mai stata in una band, tutti gli altri hanno militato e/o militano tutt’ora in varie formazioni punk/hardcore, in alcuni casi da pi๠di dieci anni. Il nostro suono è figlio di quello che è successo nel panorama musicale dopo che la prima ondata punk rock del ’77 ha iniziato ad ammorbidirsi e/o ad implodere nel proprio nichilismo. Nel nostro caso, dopo aver trovato finalmente una velocità (anzi, lentezza, dato che tendiamo sempre a punkizzare troppo tutto per deformazione professionale) e dei suoni adeguati (all’inizio, quello che suonavamo, era sostanzialmente punk rock un po’ meno gridato rispetto agli standard del genere), abbiamo iniziato a suonare dal vivo ed abbiamo realizzato il promo cd autoprodotto in 100 copie “Black Riversâ€, dal suono grezzo e casalingo registrato in uno spazio occupato di Bologna, che è stato accolto molto bene dalle persone che ne sono venute in possesso, tant’è che ne abbiamo ristampate subito altre 200 copie con copertina diversa e una canzone in pià¹. Dopo i primi concerti e l’accrescere di interesse nei nostri confronti, abbiamo fatto uscire il 7″ “Can you still see reality?” in 300 copie. A Settembre 2012 uscirà il nostro primo LP dal titolo “In darkness you will feel alright”.
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2) Horror Vacui: perchè questo monicker? “Orrore del vuoto”: è il vuoto, la vostra paura? o piuttosto è una metafora della nostra epoca attuale? Lo trovo un nome su cui si puಠ“filosofeggiare” a lungo e che puಠracchiudere un ampio spettro di significati o metafore: Nichilismo, depressione, oscurità , Male….
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HV) Si, si puಠfilosofeggiare molto su questo nome, ma la sua genesi è molto diversa. All’inizio avevamo scelto un altro nome per il gruppo, che era Blackfriars Bridge, ossia il Ponte dei Frati Neri sul Tamigi a Londra, sotto al quale è stato trovato impiccato Roberto Calvi, l’amministratore delegato del Banco Ambrosiano, uno dei personaggi pi๠oscuri e inquietanti del dopoguerra italiano e dei bui teatrini di connivenza Stato – Servizi Segreti. Il nome lugubre e il mistero attorno a questo suicidio/omicidio ci ispirava molto, ma poi un giorno è saltato fuori Horror Vacui, in maniera molto casuale, meno affascinante ma pi๠personale: stavamo infatti scherzando sulla mania di Marzia di collezionare o semplicemente tenere tutto senza mai buttare nulla quindi le abbiamo detto che soffre di “horror vacuiâ€, cioè paura, odio del vuoto. Il suo sguardo si è illuminato dicendo “Ecco il nome giusto per il gruppo!†e da qui, lo abbiamo tenuto.
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3) Parliamo subito della vostra musica; ho avuto modo di sentire “Fall of the Empire” e “Arabian spring”: innanzitutto i miei complimenti alla voce bella e potente del singer, dotata di verve e di espressività quasi teatrale, con un tocco quasi “street” e deciso, veramente competitiva a livello internazionale! Mi sembra evidente che avete composto due piccole hit , dallo stile catchy, che vanno a ripescare dalle vecchie Glorie Gothic Rock “duro e puro”. Parlateci a fondo delle tematiche di queste due song, che sembrano avere un tono “politicheggiante” o comunque legato all’analisi dei recenti eventi socio-politici…
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K) Grazie davvero per i complimenti!!!! Si, ci hai preso in pieno. Quelle due canzoni hanno dei testi parecchio politicizzati, e non sono gli unici. Sostanzialmente “Empire” parla di Berlusconi e della caduta (si spera) del suo impero. “Arabian Spring” invece parla in maniera metaforica di quello che è successo nei paesi del nord Africa e zone limitrofe. In quegli stati le libertà erano pura utopia (e lo sono ancora) perಠil fatto che un appello su internet (manovrato o meno) abbia scatenato una sorta di rivoluzione, fa riflettere e sperare in bene. Alcuni di noi lavorano in contesti sociali quindi siamo anche molto vicini alle tematiche dell’intercultura e dell’integrazione, da qui “Arabian Spring†ha un valore anche di coinvolgimento personale ed empatia con speranza di riscatto sociale e sessuale per molti popoli oppressi. Ci piacciono molto anche altre tematiche e generalmente parliamo solo di cose che sentiamo davvero nostre, ma affrontiamo spesso temi politici perchà© la consapevolezza e la critica fanno parte di noi. Inoltre crediamo ancora che i testi possano essere veicoli di informazione e controcultura, un modo per diffondere un messaggio attivo, politico, sociale etc. C’è moltissimo materiale crudo e oscuro nella nostra società e vita di tutti i giorni che non serve pi๠cercare ispirazione nei cieli notturni, nelle lune piene o nei fantasmi per scrivere testi, il mondo è il peggior incubo mai visto e il miglior serbatoio di idee cui attingere.
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4) Parliamo a 360 gradi del vostro debut cd! Copertina, temi affrontati…
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HV) Il cd di debutto è molto semplice. Sulla copertina c’è il nostro logo (disegnato a mano dal nostro amico, partner in crime nell’impresa “Legion of the Dead†night e etichetta e a sua volta cantante Dj Astwulf) e il titolo “Black Rivers”. Essendo un demo, quindi una release a scopo dimostrativo, abbiamo pensato che far conoscere la nostra musica in coppia con il nostro logo, fosse la cosa pi๠semplice per accorpare le due cose nella memoria di chi lo riceve. I temi affrontati vanno dall’antimilitarismo di “I like it when a soldier dies” alla critica metaforica di una società che ci violenta, sfrutta e uccide ogni giorno di “Black Rivers”. “Insanity” parla della malattia mentale vista dal punto di vista di Marzia che per anni ha lavorato a contatto con i cosiddetti “malati di menteâ€, mettendo in luce come queste persone siano come abitanti di un mondo a parte, con le proprie regole, che devono essere comprese e rispettate anche se da fuori, per noi, possono sembrare inesistenti o pura follia. Poi ci sono testi un po’ pi๠easy quali “In darkness you will feel alright” e “Everytime” che sono semplici scorci di vita vissuta.
Sul nostro 7″ “Can you still see Reality?” si parla ancora di malattia mentale e di politica (in quanto uno dei due pezzi è proprio “Fall of the empire” di cui si parlava prima).
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5) Avete già esperienze live; quando e dove avete suonato, e come si è svolto l’evento… inoltre sarei curiosa di sapere se, potendo disporre di una giusta location, come allestireste il palco o come organizzereste il vostro evento live… la vostra proposta risulta molto catchy e “granitica”, promettete un live carico di “adrenalina muscolare” o sbaglio ?!
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HV) Si, abbiamo suonato spesso dal vivo per essere un gruppo ancora giovane.
Diciamo che ci stiamo misurando con realtà diverse a quelle alle quali siamo abituati: nel giro punk/diy infatti ci destreggiamo da tempo, abbiamo contatti e amicizie radicate sia in Italia che all’estero, mentre per quanto riguarda la scena diciamo pi๠goth siamo ancora ancorati ai pochi posti che conosciamo per il momento. Abbiamo suonato in molti squat e centri sociali, che sono diciamo il nostro campo di battaglia da sempre, perಠci piacerebbe poter anche suonare in altri contesti e allargare le nostre conoscenze portando la nostra musica anche a chi ancora non ci conosce perchà© non frequenta i posti che bazzichiamo solitamente.
Tra i vari posti che ci hanno permesso di suonare ricordiamo Grotesque di Modena e Dark Oddities di Milano. Apprezziamo molto le loro iniziative e abbiamo molto rispetto per le persone che stanno dietro a tutto cià².
Le nostre esperienze di vita e formazione appartengono al punk, ma ci piace la contaminazione dei gusti musicali e culturali all’interno della musica, abbiamo sempre ascoltato i classici del primissimo dark inglese, il post punk, la wave o il deathrock, decidendo infine di suonarlo come parte di un percorso personale che ha radici nei nostri ascolti adolescenziali e non come moda del momento. Parteggiamo molto per la commistione di punk e goth, come era in principio. Alcuni di noi (Marzia e Koppa) hanno a questo proposito lanciato l’evento a cadenza trimestrale “Legion of the Deadâ€, una serata di concerti e dj set generalmente ospitata da Atlantide (uno spazio occupato e diy bolognese) con gruppi che spaziano dal post punk al death rock in una cornice non patinata ma autogestita e politicamente schierata contro il sessismo, ogni tipo di nazionalismo o destrismo di sorta e anche “fashionismoâ€, mettendo in primo piano la passione per la musica e l’attitudine personale delle persone.
Sta crescendo interesse verso questo evento e crediamo sia molto positivo avere pi๠realtà ibride che condividono interessi musicali sfaccettati, trovandosi di fronte a un mix di persone e generi musicali molto interessante.
Per quanto riguarda il palco, diciamo che generalmente non allestiamo mai nulla di particolare: tende scure e candele credo che mettano tutti d’accordo, ma generalmente cerchiamo di restare abbastanza fedeli alla realtà che ci appartiene, anche nel vestire. Non abbiamo “abiti di scena†o make up particolari, quello che si vede è quello che siamo per davvero ed è coerente con il modo in cui viviamo, infatti non potremmo mai scimmiottare nemmeno esteticamente qualcosa che poi, appena rientrati in casa finisce e vive solo delle glorie del sabato sera. Ci piacciono molto le venues vissute, i palchi calcati, scuri, in location oscure perchà© autentiche, quindi diciamo che speriamo sempre di trovare nuove atmosfere in base al posto che ospita i nostri concerti.
 Per concludere direi che, si, i nostri concerti sono abbastanza adrenalinici, anche perchè, come detto e ripetuto, suoniamo tutti in gruppi punk quindi rabbia e adrenalina sono parte di noi senza posare per farlo.
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6) Con chi vi piacerebbe collaborare in Italia e/o all’estero?
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HV) Con chiunque a patto che alla base di qualsiasi rapporto ci siano rispetto reciproco e valori umani senza i quali non potrebbe esserci collaborazione con noi (parlo di antifascismo, antirazzismo, antisessismo e antimilitarismo). Sono valori per noi imprescindibili anche se ci rendiamo conto che non tutte le realtà sono attente a questi aspetti, non per affinità ma spesso semplicemente per politica del vivi e lascia vivere.
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7) Che progetti avete e come pensate di “muovervi” ? Avete per caso in mente di girare un eventuale video?
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HV) Come dicevamo prima, a Settembre (2012), uscirà il nostro primo LP su Avant! Records e “Legion Of The Dead Recordsâ€. A Dicembre andremo in tour in Europa, poi spereremmo di suonare il pi๠possibile dal vivo e di andare in tour di nuovo prima dell’estate. Stiamo già scrivendo dei pezzi per il prossimo LP e devo dire che mi piacciono davvero tanto e spero la cosa sia reciproca. Un video? Magari si, pensiamo sarebbe divertente, anche se non siamo molto abituati a certe cose, già fare le foto per LP chi ha messo in difficoltà quindi alla fine abbiamo usato delle foto che avevamo già disponibili da vari live etc.
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8) Se vi chiedessi di associare alla vostra musica un’opera d’arte, quale dipinto o artista scegliereste? E se fosse un libro?
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HV) Alcuni nomi potrebbero essere Witkin, ……
Come libri, Huxley o Orwell sono senza dubbio classiconi ma perfetti.
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9) Ok ragazzi, concludete come volete la nostra chiacchierata! 🙂
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HV) Prima di tutto ti volevamo ringraziare per l’interesse e per la bella intervista. Cose da dire ne avremmo tante, ma le teniamo per i nostri testi. Saranno solo presenti sull’LP ma ogni persona che si rispetti dovrebbe avere ALMENO un giradischi in casa quindi… buona lettura! :-) Scherzi a parte, siamo maniaci di vinili e per questo motivo prediligiamo questo formato. Come seconda cosa sicuramente ci piacerebbe fare appello a tutte le persone che organizzano concerti in giro per l’Italia/Europa perchà© adoriamo suonare e conoscere nuove persone ma anche perchà© suonare dal vivo sta diventando sempre pi๠difficile a causa di carenza di posti, leggi restrittive ecc.
Per qualunque altro tipo di info, contatto, critica etc scriveteci pure sulla pagina facebook, saremmo felici di interagire.