Paolo e Valerio si raccontano ..
1) Ciao ragazzi! Benvenuti su Darkitalia! Presentatevi e dite qualcosa sulla vostra bio!
PAOLO: Bentrovati a voi! Ci siamo formati come Kardia nel 2001. Da allora abbiamo registrato un demo (Frammenti di Violenza Controllata, 2002) un promo-e(Promosottile/04) fino ad approdare al contratto con la Killer Pool Records, con la quale abbiamo realizzato il primo disco ufficiale Kaleidocristo (2008). In tutto questo tempo abbiamo cercato di evolvere il nostro suono, cercando di volta in volta una direzione sempre pi๠ampia, facendo tesoro anche delle innumerevoli esperienze sui palchi. Poco dopo Kaleidocristo perಠha lasciato la band, per motivazioni personali, il chitarrista Piero. Quasi subito abbiamo individuato in Valerio il nuovo chitarrista ideale.
VALERIO: Poco dopo il mio arrivo, in sostituzione di Piero, ha lasciato la band anche il tastierista, Daniele; è stato questo il momento in cui ci siamo sentiti in dovere di mettere “in discussione†il progetto Kardia, cercando di dargli una nuova “linfa vitaleâ€; visto che io mi occupo già da tempo di musica elettronica e ho sempre suonato anche le tastiere, abbiamo pensato di sostituire quello che sarebbe stato il suo lavoro con un lavoro pi๠propriamente… elettronico: componiamo comunque le parti di tastiera suonandole, ma poi arricchiamo il tutto con campionamenti e loop e suoniamo live su queste basi pre-registrate; in ogni caso l’uso dell’elettronica non va ad incidere sull’anima rock del nostro suono, e anzi facciamo si che il risultato di questa unione crei qualcosa di ancora pi๠potente e armonioso. A nostro avviso lo stile dei Kardia è rimasto invariato, nel suo marchio di fabbrica. Tuttavia è stato arricchito, corretto, ed è ora pi๠maturo. Ed è quello che cercavamo.
2) Il vostro monicker: volete svelarci il significato? è molto duro, immediato, diretto…
PAOLO: E’ tutto legato ad un sogno di tanti anni fa. Al cospetto del cuore della terra, pulsante. E kardia ghes. Il nome è un omaggio a quella sensazione inspiegabile, tipica di quando ci si sente nel posto giusto, al momento giusto. In assoluta armonia con l’universo. Una sensazione che ho provato soltanto in sogno. Quindi, se vogliamo, Kardia parla di sogni.
3) Ci volete parlare del video e del singolo “Sanguina” che avete girato nel 2004 e magari fare dei confronti col vostro nuovo video “Rondini”?
PAOLO: E’ difficile fare dei confronti. Pi๠che altro mi viene spontaneo creare delle similitudini. A livello emotivo pi๠che stilistico: entrambi i brani nascono con l’obbiettivo d’essere l’esorcismo ad uno specifico avvenimento spiacevole. Ad un abbandono. E la prima cosa che mi viene in mente ora..è che nonostante gli anni passati, probabilmente ancora non ho capito le donne.. Per quanto riguarda il video; è stato il primo girato per noi da quello che, pi๠che un collaboratore è un fratello di sangue, cioè Riccardo “Metibla†Ponis. Ricordo inoltre di essermi molto divertito durante le riprese e di aver preso a calci nel culo qualcuno della troupe.
4) In “Sanguina” appariva una vena elettronica molto soft miscelata ad un rock intimista e sofferto, che perಠrestava quasi sullo sfondo, come se “non volesse dire troppo” ma volesse solo “suggerire”. “Rondini” si apre con un incipit elettronico, anche se poi il brano vira su una sferzata rock molto emotiva e d’impatto, quasi voleste “buttare in faccia” all’ascoltatore le vostre emozioni attraverso il susseguirsi di note incalzanti e frenetiche.. Volete parlarci del vostro sound, dell’evoluzione che ha subito, dai motivi che vi hanno portato a intraprendere questa esposizione musicale?
VALERIO: la componente elettronica nei nuovi Kardia è fondamentale, e sicuramente maggiore rispetto al passato, in quanto spesso è proprio da questa dimensione sonora che parte la composizione dei pezzi: ad esempio in “Rondini†il loop iniziale di cui parlavi non è un’ intro pensata a posteriori , come si potrebbe forse immaginare, bensଠè stato propriamente l’incipit per comporre il pezzo, e sul quale abbiamo tessuto e sviluppato il resto. La chitarra, in questo senso, è assolutamente speculare alle basi, ai synth, ai loop, è una sorta di risposta ad essi e non qualcosa che se li trascina dietro come “accompagnamentoâ€. Trovarci a sopperire alla mancanza di un tastierista live con delle basi pre-registrate invece di farci sentire “mutilati†ci ha permesso di esplorare molte nuove soluzioni interessanti sia dal punto di vista compositivo che da quello propositivo: un sound pi๠fresco, moderno, ed etereogeneo.
5) Quali sono le vostre influenze? I primi Placebo, i My Bloody Valentine? I Sonic Youth, la scena Shoegaze? Meno eterea di nomi come Bark Psychosis e primi Curve -anche loro passati all’elettronica col l’album “Come clean” mantenendo perà una forte impronta post rock…- Ho comunque l’impressione che abbiate un sound molto eclettico…in “Rondini” mi avete portato in mente anche un sound alla Spaceman 3 “elettrizzato”…
VALERIO: Tra quelli che hai nominato sicuramente i My Bloody Valentine. Per quanto mi riguarda tutto il sound e le atmosfere degli anni 80, dalla New Wave al Synth-Pop, ma anche molte delle nuove proposte Indie Rock, che poi cercano di fondere in una maniera inevitabilmente post-moderna tutte le influenze che ho già citato, come noi stessi cerchiamo di fare.
PAOLO: E’ particolare che tu nomini gli Spaceman 3. Li ho adorati, come gli Spiritualized ed i Sonic Boom. Per quanto mi riguarda, traggo ispirazione pi๠dal mio stesso umore che da ascolti pregressi, anche se ritengo che questi ultimi siano vitali per la crescita di un musicista. I miei gruppi preferiti di sempre, ad ogni modo, sono stati i New Model Army, i Cardiacs e i Sisters of Mercy.
5) Utilizzate l’italiano. Scelta che sostengo! L’Italia ha una forte tradizione musicale in madrelingua,pensiamo alla scena Wave o ai cantautori. L’uso dell’italiano realizza un’alchimia tra la vostra musica e i testi? In fondo quando ascoltiamo una canzone cantata in lingua straniera ne apprezziamo soprattutto la melodia, pi๠che il testo, al primo impatto…
PAOLO: La scelta dell’italiano è legata all’estetica del testo. Ci sono alcune sfumature che, per quanto si possa conoscere bene una lingua straniera, a mio avviso sono irriproducibili se non si è madrelingua. Quindi da anni, a testa bassa e senza alcun ritegno, mi pregio di provare a seguire le orme di gente tipo Lindo Ferretti o Garbo. Sassolini o Fiumani. E lo faccio perchà© in prima persona mi emoziono quando canto certe parole. Altrimenti me ne fotterei.
6) Di cosa parlano i vostri testi? In “Sanguina” ci sono delle frasi molto ermetiche, quasi alla Mario Luzi: “il cielo precipita contro me nuvole in trasparenza scandiscono gli attimi” Volete svelarci anche qualcosa su “Rondini”? metafore, similitudini che si svelano dietro al testo? O preferite che ciascuno interpreti secondo la propria sensibilità ? Voi da cosa siete ispirati? Da voi stessi, dagli eventi esterni..?
PAOLO: Credo che parlare in dettaglio delle esperienza che fanno scaturire certe sensazioni e di conseguenza determinate forme e pensieri, sia abbastanza riduttivo. Nel senso che non ho la presunzione di pensare che la mia vita possa essere per qualche motivo pi๠interessante di quella degli altri. Per questo, vorrei che le canzoni dei kardia parlassero di chi le ascolta. Con chi le ascolta. Noi siamo veicoli. E basta.
7) Parliamo del video “Rondini”! Salta subito all’occhio il forte contrasto tra il nero e il rosso, onnipresenti, e in contrasto e una certa grafica da pop art immediata ma virata all’oscuro. Penso anche ai vostri visi bianchi, ma spesso oscurati da ombre, o abbassati. Molto belli anche gli effetti di grafica e di dissolvenza! Come lo avete ideato? Pensate che questo tipo di “estetica senza sfumature” (o tutto rosso o tutto nero, in dissolvenza, agli antipodi, in tagli veloci) rappresenti simbolicamente la vostra musica e quindi la vostra sensibilità artistica?Volete anche spendere 2 parole sulla realizzazione tecnica e su chi lo ha diretto?
VALERIO: Il video è stato diretto dalla stessa persona che aveva realizzato i due video precedenti (Sanguina e Luce) ovvero il musicista-regista Riccardo Ponis, conosciuto anche come Metibla, pseudonimo sotto il quale porta avanti un suo progetto solista di genere indefinito, molto minimale e cantautoriale, ma al contempo molto rock e “sanguignoâ€. Anche Paolo partecipa a questo progetto. La maggiorparte delle scelte sono state fatte dal regista stesso, il quale, comunque, ha perfettamente interpretato in termini di immagine la giusta trasposizione cromatica del suono che abbiamo dato al brano: contrasti forti, contorni precisi, colori accesi che ricalcano un urgenza espressiva calda e passionale (il rosso) ma anche malinconica e intimista (il nero). Il video è stato ripreso in studio con metodi “tradizionaliâ€, e poi è stato totalmente ri-editato con programmi di editing digitale. Anche questa scelta crediamo si sposi bene con le due componenti del nostro sound attuale: un filtro digitale ed elettronico che contiene qualcosa di vero e reale, e comunque molto fisico.
9) Che scopo vi siete prefissati con la vostra musica? Emozionare gli ascoltatori? Esprimere voi stessi? Trovare una catarsi interiore al malessere di vivere?
VALERIO: Emozionare se stessi è il primo passo. Emozionare gli altri dovrebbe essere automatico quando si è in grado di esprimere le proprie emozioni. E a noi piace immaginare di saperlo fare… o di essere perlomeno sulla buona strada.
10) Lascio a voi la conclusione…!
PAOLO: Ieri è passato, il domani non esiste ancora,quello che conta è oggi. Non dico di non farvi domande prima scegliere una strada piuttosto che un’altra..ma concedetevene al massimo due o tre. Poi partite.Potreste essere cosଠfortunati da imbattervi in un sentiero mai percorso da altri.