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1) Ciao e benvenuto sul nostro sito! Iniziamo dalla presentazioni!
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 Ciao, io sono Udde, grazie per il benvenuto.
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2) Prima di parlare del tuo Ep, diamo uno sguardo alla bellissima copertina “esistenzialista”:
 Un cielo grigio piombo, opprimente, sfiancante, screziato da cirri di nubi dissolte che lasciano passare appena appena qualche bagliore di luce; questo cielo imponente si staglia pesantemente su uno sfondo nero desolato di una zona di periferia; potrebbero essere dei capannoni, o delle vecchie centrali elettriche o, ancora, industrie abbandonate: gli ultimi residui di una società iper-tecnologica ormai oltre il collasso. Si vede anche una gru e qualche lampione scheletrico, simulacri della condizione umana, esile ed attaccata ad un filo di precarietà e angoscia. Nel complesso, in tutto quel nero, domina il silenzio.Nessun segno di vita, fosse anche il passaggio di qualche automobile. Guardando bene, perà², emergono tre luci fioche, tre puntini bianchi (due dei quali appena appena accennati all’orizzonte, sulla sinistra in basso dell’artwork) al di là di tutto quel nero pece, che in qualche modo, “lo bucano”; sono metafora della speranza, o dell’istinto di sopravvivenza, che non viene mai meno?
E pi๠in generale, quello scorcio di paesaggio esiste realmente o è frutto di una manipolazione fotografica? Perchè lo hai scelto?
Non c’è manipolazione fotografica, quella è una foto realmente scattata, l’unica modifica è stata la conversione in bianco e nero.
Il paesaggio esiste, si tratta di un’area portuale in fase di costruzione da tantissimi anni, probabilmente i lavori non vedranno mai una fine.
Ho scattato la foto perchè mi piacevano le nuvole che creavano quell’effetto sopra il cantiere bloccato, e l’ho scelta per la copertina perchè stava francamente bene con la musica dell’Ep.
Anche io riconduco l’immagine ad un qualcosa che sopravvive: qualcosa, non qualcuno.
Perಠnon so bene che cosa.
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3) Partiamo dal titolo: perchè hai deciso di intitolare l’Ep “Fog”? è un riferimento all’atmosfera gelida ed evanescente con la quale hai intessuto le tue canzoni, come se fossero veli freddi impalpabili? In sede di recensione ho voluto porre l’accento soprattutto sulla tua voce intensa, pi๠da “Gothic Rock Bello e Dannato” che non algida e “syntheticamente” Electro/Wave…
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Lavoro sei mesi su dodici in un posto freddo, isolato e sperduto, in montagna, lontanissimo dagli aperitivi, dal porta a porta dei testimoni di Geova e dal traffico. Ogni mattina c’è una nebbia talmente fitta che non si vede nulla oltre i due metri di distanza. Una mattina sono uscito interrogandomi su come potessi intitolare l’Ep, e la mia pigrizia mi ha suggerito la risposta. E’ stato un suggerimento felice sebbene non sia un titolo originalissimo, non so quanti altri dischi o quante canzoni si intitolino già ‘Fog’, ma in questo caso la nebbia si associa bene ai fumi, ai vapori ed agli strati/banchi della musica.
La voce è uscita fuori cosà¬, non c’era altra possibilità . Ho solo questa, prima non mi piaceva per niente ma ora ci convivo abbastanza bene, anche perchè è fortunatamente migliorata.
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4) Parliamo di “Northwester”: mentre l’ascoltavo, mi venivano in mente i Lycia di “Cold” (che come per il tuo Ep avevano abbellito il loro concept gelido con una copertina “artica”) riletti perಠdalla sensibilità dei Cure del periodo “Seventeen Seconds”; specialmente di “Play for Today” o “In Your House”, con tutti quei suoni che si “accendono” improvvisamente, manipolati come onde costanti, fino allo stremo…
Northwester è probabilmente la canzone grazie a cui ho deciso di registrare Fog e l’album che sto ultimando.
Dopo averla scritta mi sono subito accorto che stavo facendo qualcosa di diverso rispetto a prima, anche se non riuscivo e tutt’ora non sono ancora riuscito a capire cosa fosse cambiato e come.
Cercherಠl’aiuto di qualche label, forse in cooperazione con la label che sto creando io, se non troverಠl’aiuto di una label seria farಠda solo, anche se mi ci vorrà pi๠tempo ed il risultato sarà meno patinato.
Parlo di etichetta seria (che non vuol dire importante o grande, forse le pi๠piccole sono le pi๠serie) perchè ce ne sono una miriade che fanno ridere i polli. Oggi ci sono molti pi๠gruppi rispetto a quindici anni fa, ed anche le etichette indipendenti sono spuntate come funghi, è l’offerta aumentata grazie alla domanda.
Alcune fanno un lavoro egregio, altre invece sono delle prese per i fondelli, guidate da persone pronte a spremere i ‘sogni di gloria’ delle rockstar che ci stanno attorno, ed a lucrare sui desideri di riscatto dalla noia di provincia dei musicisti meno acuti.
A me, sinceramente, la noia di provincia piace.
 5) Parlaci anche di “White Inn”: un altro nome a cui ti accosterei sono I Clan Of Xymox, manipolati perಠin uno shoegaze pi๠rarefatto ed etereo… tra l’altro le parti atmosferiche e gli stacchi polari dei sintetizzatori analogici sanno trasmettere un profondo senso di tristezza e spleen…!
Non sei la prima persona che mi parla dei Clan of Xymox a proposito di Fog.
White inn è nata quando suonavo nei Soyland Green: canzone proposta, provata, ed immediatamente messa da parte perchè nell’arrangiamento mancava il freddo che invece sono riuscito a rendere registrandola da solo.
L’aspetto negativo del comporre e del registrare in solitudine è che non si ride e non si scherza moltissimo, perಠil tutto è bilanciato dalla possibilità di plasmare le cose come si vuole, senza modifiche drastiche e senza filtri.
Quando una canzone nasce ben delineata, e quando sai perfettamente come dev’essere fatta, l’arrangi in modo che rispecchi quella che è la canzone nella testa, senza avere a che fare con democratiche procedure di riarrangiamento.
La desolazione deriva dal fatto che il testo è ispirato anche da alcuni usi e costumi di gente come Jennifer Lopez e Moby, quindi non poteva mancare un certo pathos.
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6) L’ultimo pezzo è “Welder’s Flash”, pi๠rilassato rispetto alle track precedenti….anche se pulsa sempre di un cuore Dark Wave…
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Qui devo dissentire, credo che Welder’s Flash sia meno rilassata rispetto alle canzoni precedenti.
In origine l’Ep doveva essere una sorta di singolo: due canzoni e basta. Durante le registrazioni di White Inn m’è ‘scappata’ Welder’s Flash, in una notte. Nella mia testa sapeva di catena di montaggio, di ferro e di bagliori, il testo è nato in maniera naturale, ed è finita nell’Ep. In un certo senso ha avuto la funzione di dare un’idea pi๠corposa della mia musica, anche se un Ep non puಠcerto competere con la completezza formale di un album.
Non saprei a che genere o a che gruppo associare il pezzo, a volte non capisco quali siano i miei perimetri, ma ha un incedere ‘disco-rock’ che mi piace.
Se venisse ballata in ipotetiche balere del dopolavoro metalmeccanico si realizzerebbe uno dei miei sogni.
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7) Nella bio ho letto che sei musicista polistrumentista autodidatta e hai alle spalle un’esperienza Psychedelic -Prog Wave a nome Soyland Green; ce ne vuoi parlare?
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I Soyland Green erano o sono un gran bel gruppo, che è morto o è andato in letargo per la pigrizia e per l’ignavia dei componenti. Avevamo qualche divertente aneddoto su un incontro/scontro con un produttore di una major italiana; avevamo litigato con i responsabili di un paio di etichette indipendenti; avevamo molte belle canzoni (praticamente 3 o 4 album già pronti); avevamo collezionato fischi e dichiarazioni d’amore; avevamo l’incoscienza di salire sul palco e cantare “na-na-na” perchè non ricordavamo le parole ed il menefreghismo di cantare completamente stonati; avevamo il vizio di non farci i suoni sul palco e di far turare le orecchie al pubblico; avevamo la capacità di costruire cose bellissime e di renderle pessimamente o di farle crollare per un niente.
La cosa ci divertiva, e ne abbiamo pagato le conseguenze.
E poi non facevamo parte di nessuna corporazione/cerchia d’amici & parenti, e non stendevamo tappeti rossi a nessuno.
Inguaribili buontemponi.
8) Da cosa trai ispirazione? E di cosa parlano le tue canzoni? Si direbbero testi molto intimisti…
Sinceramente per scrivere musica non traggo ispirazione da nulla. Mi viene voglia di scrivere una canzone e lo faccio.
La scrittura è naturale, e non ho procedure standard, e nemmeno strumenti standard.
L’arrangiamento, quando serve, è guidato esclusivamente dal mio gusto. E’ tutto in testa e non serve nient’altro.
I testi hanno anche risvolti intimisti, certo, ma in generale c’è sempre qualcosa in pià¹, come sarcasmo, scherno, autoironia. E’ sempre una miscela di varie cose e di varie immagini che tendono comunque a nascondere ed a camuffare il risvolto intimista.
I testi vengono sempre dopo la canzone.
E’ probabile che il disco in fase di registrazione possa avere un filo conduttore nei testi di tutte le canzoni, ma questo lo deciderಠa tempo debito.
9) Come pensi di proseguire il discorso di “Fog”? Potremmo vedere qualche video…? Trovo la tua musica decisamente “cinematrografica”! Inoltre, tu sei della Sardegna, un’isola veramente bellissima, che nella stagione fredda puಠveramente offrire scorci di rara bellezza paesaggistica. Inoltre, hai in programma delle date live o qualche collaborazione con qualche band? Cosa ne pensi della scena di casa nostra? Noi pensiamo che stia crescendo sempre di pià¹!
Molte domande, cerco di essere sintetico:
Fog è solo un’anticipazione.
Mi piacerebbe tantissimo fare un video, ma al momento la mia priorità è finire le registrazioni e pubblicare.
Non ho in programma date live, ora come ora, perchè in questo momento sono davvero solo, e per un paio di mesi lavorerಠlontano dalla civiltà . Ma sto pensando seriamente di cercare qualche musicista di buona volontà a cui piacciano quelle canzoni, perchè suonare live è comunque una soddisfazione, nonostante i dolori alla pancia.
Sulla scena di casa nostra non sono molto informato, tra le ultime uscite ho apprezzato i Be Forest.
Il fatto è che ho gusti abbastanza variegati, e per questo non riesco a soffermarmi ed a concentrarmi su un determinato genere.
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10) Se ti chiedessi di associare la tua musica a un dipinto, e a un libro, quali opere sceglieresti?
Se me lo chiedessi non riuscirei a risponderti, mi dispiace.
Farei l’errore di citarti un determinato dipinto ed un determinato romanzo solo perchè mi piacciono, o perchè mi piacerebbe che venissero associati alla musica che faccio. Peccherei di arroganza, ed in questo caso sarebbe ingiustificabile.
O forse la verità è che non leggo e non mi interesso di arte, ma non voglio fare la figura dell’ignorante.
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11) Grazie per la chiacchierata! Concludi a tuo piacimento la nostra intervista!
Invito i lettori a scaricare l’Ep Fog. So che nello scaricare legalmente non si prova lo stesso gusto che c’è nel farlo illegalmente, ma prometto che il primo Lp avrà un costo, ed allora, se vi piacerà , potrete godere quanto vi è dovuto.
Un ringraziamento sincero a te ed a tutti voi di Darkitalia.