No More@ 22/04/2010 . In aprile arrivano in Italia per un lungo tour i No More, storico duo tedesco di Kiel composto da Andy Schwarz e Tina Sanudakura, in attività da circa trent’anni, per presentare il loro nuovo album “Midnight People & Lo-Life Stars.
Il loro primo appuntamento nella penisola è a Collegno, paesino ad un paio di km da Torino, nei locali del Padiglione 14; una chicca di Darkitalia, associazione che sempre pi๠si propone di diffondere una cultura musicale alternativa a quella che appartiene al mainstream culturale dominante.
Per Tommy, proprietario del Padiglione, questo è l’evento dell’anno ed è onorato di ospitare la band nel suo locale. In attesa dell’inizio del concerto, mentre Maurizio al solito agitato vagava, nel backstage, io in inglese e stefano tot en tanz in francese, chiacchieriamo con Tina ed Andy che dimostrano di essere non solo particolarmente simpatici e cordiali, ma anche astemi; infatti alla birra riservata ad ogni band preferiscono un classico caffè italiano, a quel punto per non sprecare tutto quell’alcool io e tot en tanz ci siamo dovuti sacrificare. Il live sta per iniziare ma l’affluenza del pubblico non è quella che ci si aspettava; nonostante passaparola, flyer, locandine e vari canali via internet, nel locale si presentano al massimo 25-30 persone, tra cui il sindaco e l’assessore alla cultura del Comune di Collegno ed un giornalista del Gazzettino di Collegno, che considerando l’eccezionalità e l’importanza dell’evento non hanno voluto perdersi lo spettacolo, tra l’altro pagando regolare biglietto d’ingresso.
La band, noncurante dell’assenza del grosso pubblico, sale sul palco, Andy alla chitarra e Tina alle tastiere e sintetizzatori ed in pi๠una sorta di theremin elettronico che governava muovendo la mano sinistra, strumento che emetteva un suono del tutto singolare e che attirava particolarmente la curiosità dell’audience. Mentre Andy si agitava con la chitarra, Tina quasi distaccata dalla scena e tutta intenta sulle tastiere e a creare suoni con il suo theremin, io ero li ad osservare, anzi, meglio, ad ascoltare, e non capivo; non capivo cosa ascoltavo, ma non ero l’unico, la mia sensazione era ampiamente condivisa. Se dovessi definire ciಠche suonano i No More non saprei da dove iniziare, potrei provare a dire post punk o glam rock, oppure forse elettronica o progressive, magari new wave o no wawe, qualcun altro parlava di gothic rock, ebm ed electroclash, ma le definizioni le lasciamo ai discorsi accademici, la cosa davvero importante era esser li ad ascoltare una musica fantastica, unica. Il pubblico presente era completamente catturato da quel sound, tutto riunito vicino al palco era li a tratti stranito a tratti a ballare preso dal ritmo.
Il concerto finisce dopo un’ora tra applausi scroscianti e subito i pochi avventori si affrettano al banchetto dei cd per accaparrarsene uno, non ho mai visto una band vendere così tanti cd dopo un live. Credo che i tanti cosiddetti intenditori di musica presenti a Torino e dintorni, coloro che si atteggiano a conoscitori e possessori di know-how sonoro, abbiano perso un’occasione unica per ampliare davvero la loro visione e conoscenza musicale.